Il settore agricolo, si trova oggi di fronte a un bivio. L’impiego della c.d. Smart Agriculture potrebbe essere in grado di aiutare nella scelta del percorso da seguire.

1. La domanda di cibo

Da un lato, deve misurarsi con una domanda di cibo sempre maggiore che trova al momento soluzione nei processi di coltivazione iper intensiva.

2. La Coscienza bioetica

Dall’altro però ha visto negli anni l’emergere, da parte di produttori e consumatori, di una coscienza bioetica che aspira a produrre nel rispetto dell’ambiente.

3. L’utilizzo di nuove tecnologie. Un nuovo paradigma

Molti esperti del settore, sostengono però che esiste una terza via per riuscire a conciliare queste due istanze, che al momento appaiono antitetiche.

Si ritiene infatti, che attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie intelligenti, si possa rendere la produzione agricola sostenibile, senza per questo far diminuire la produttività del settore e le percentuali di profitto degli addetti ai lavori.

Ma per arrivare a questo, è necessario entrare in nuovo paradigma, in cui le campagne siano libere di prosperare grazie al progresso tecnologico.

Sempre più studi, evidenziano infatti che grazie alle innovazioni tecnologiche, la produzione globale aumenterà fino al 20 per cento in un anno, mentre il valore di ciò che viene definita “smart agriculture”, potrebbe riuscire a toccare la cifra di 1 miliardo di dollari entro il 2020.

Cos’è la Smart Agriculture

Al giorno d’oggi ad esempio, i sensori wireless consentono alle città smart di poter disporre di un’enorme quantità di informazioni su ogni aspetto della vita urbana.

Questi sensori vengono già adesso utilizzati nel settore agricolo, e riescono a ridurre fino all’85 per cento l’uso di pesticidi, oltre a diminuire sensibilmente gli sprechi e il consumo delle risorse.

Tramite i sensori, che possono essere wifi, fissi, o installati a bordo di droni, è possibile dunque raccogliere molte informazioni importanti sui campi coltivati. Ad esempio il livello di umidità presente nel suolo, o il livello di salute e maturazione delle piante. Questi dati, una volta raccolti, vengono poi inviati ad un computer che si occupa di analizzarli.

Questo genere di innovazioni tecnologiche permettono agli agricoltori di poter stabilire con largo anticipo, in che misura distribuire l’acqua sul terreno. Inoltre, l’accuratezza e l’efficienza che questo tipo di tecnologia offre, permetterà in futuro secondo le ricerche di Nesta.org, una fondazione inglese che si occupa di innovazione, di far raggiungere alla Smart Agriculture cifre mai viste.

Attualmente, le applicazioni tecnologiche più diffuse nel settore riguardano la gestione e il monitoraggio dell’intero raccolto, analisi del terreno e dei fattori ambientali che lo influenzano, gestione del parco macchine e molto altro ancora.

Attraverso il nuovo paradigma della Smart Agriculture, superare l’approccio intensivo alla coltivazione dei campi diventa possibile. 

Le criticità che frenano l’innovazione tecnologica

Esistono però alcune criticità all’interno della Smart Agriculture. Innanzitutto, l’impiego delle nuove tecnologie necessarie a questo cambio di paradigma, risulta molto costoso per i produttori.

Un’altro problema riguarda poi la gestione dei nuovi macchinari impiegati nel settore, anch’essa molto onerosa per quello che riguarda la manutenzione e che richiede inoltre, all’interno dell’azienda, la presenza di nuove figure altamente specializzateche si occupino esclusivamente dell’adeguamento tecnologico intrapreso dall’azienda.

Olivetti e Tim Wcap: 2 esempi di Smart Agriculture

Alcuni esempi di Smart Agriculture sono già presenti in Italia. Uno dei progetti più famosi è la Smart Farm di Olivetti. Si tratta di una piattaforma cloud che permette alle aziende agricole di avere a disposizione un sistema in grado di monitorare tutti quei fattori che determinano lo stato fisiologico di una pianta e la sua resa produttiva.

I dati vengono rilevati attraverso un’apposita rete di sensori, per essere poi trasmessi ad un’applicazione il cui compito è quello di tenere sotto controllo tutti i parametri del campo coltivato, per permettere ai produttori di intervenire nella maniera più efficiente e veloce possibile in caso di necessità.

Tim Wcap, hub di open innovation di proprietà del famoso operatore telefonico, ha invece creato un progetto denominato “Digital Fields”, un laboratorio incentrato sulle innovazioni digitali nel settore agricolo, che permette a piccole e grandi aziende del settore di confrontarsi per sviluppare nuove idee ed opportunità di business.

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L’obiettivo finale del progetto, è quello di ideare delle tecnologie che tengano conto delle specifiche caratteristiche dei territori e delle colture in cui si opera, in modo da ottimizzare risorse e campi di coltivazione.

L’impiego dei droni

Sembra inoltre, che in un futuro molto vicino, saranno i droni ad occuparsi degli interventi specifici sui campi. La loro capacità di poter agire come vere e proprie flotte organizzate, risulta ideale quando ad esempio si devono distribuire sui terreni fertilizzanti o antiparassitari. 

Una delle sperimentazioni tecnologiche più interessati del settore agricolo, si sta occupando della possibilità di potersi servire dei droni per impollinare le piante in tutte quelle aree in cui si sta verificando uno spopolamento di api. 

Alcune aziende stanno inoltre progettando dei trattori intelligenti, che saranno in grado di muoversi e orientarsi autonomamente sui campi, raccogliendo tutte le informazioni necessarie a una corretta produzione.

Smart Agriculture: il progetto di Crop X

CropX è una società americana specializzata in soluzioni tecnologiche nel settore agricolo.

Di recente è riuscita a creare un sistema in grado automatizzare i processi di irrigazione dei campi, riducendo l’utilizzo di acqua ed energia. Si tratta di una delle più avanzate ed innovative applicazioni tecnologiche in ambito di Smart Agriculture. 

Il sistema di irrigazione intelligente ideato da Crop X, parte dal presupposto che il terreno su cui si opera non è mai omogeneo, e ci sono dunque campi che hanno bisogno di una maggiore di quantità di acqua, mentre altri a cui ne basta molta meno.

D’altronde, qualunque agricoltore sa bene che irrigare un campo oltre il dovuto può creare danni al terreno e compromettere il raccolto.

L’Analisi del terreno

Di qui dunque, l’idea da parte della società americana di realizzare un sistema tecnologico che fosse in grado di analizzare le specifiche di ogni terreno, per fornirgli l’acqua necessaria ad ottenere il miglior raccolto possibile.

All’agricoltore che lo utilizza, basta installare i sensori IoT sul terreno scelto, e scaricare un’App fornita dall’azienda che permette di leggere i dati estratti in tempo reale.

I sensori registrano le informazioni raccolte su un apposito cloud. Successivamente vengono analizzate in relazione alla condizione atmosferiche, al livello di umidità del terreno e molti altri fattori. Tutto questo permette poi di costruire una mappa virtuale del terreno. Lo scopo è di avere ben chiaro quali siano le reali necessità del campo per quello che riguarda la sua irrigazione.

La mappa inoltre, è stata ideata per essere controllata e visualizzata da qualsiasi dispositivo mobile.

Crop X afferma che grazie a questo sistema intelligente di irrigazione è possibile per gli agricoltori risparmiare fino al 25 per cento di acqua ed energia.