Il settore automotive è in crisi perchè non ci sono abbastanza semiconduttori disponibili sul mercato.

Questo è il principale motivo per cui il 2021 per il settore automobilistico sarà un anno tutt’altro che facile. Una mancanza non di poco conto, che ha portato diverse case produttrici, tra cui la Volkswagen, a ridurre considerevolmente la produzione.

Una previsione che arriva oltretutto dopo il 2020, che è stato forse il peggior anno di sempre per il settore. Le immatricolazioni di nuove vetture hanno infatti registrato un drastico -24 per cento rispetto all’anno precedente. 

Crisi del settore automotive, la pandemia ha aggravato una situazione già critica

Una situazione che si è poi ulteriormente aggravata con l’avvento della pandemia e i conseguenti blocchi produttivi imposti dai vari lockdown nazionali. E in un quadro che già di per sè era sconfortante, la scarsità di offerta relativa ai semiconduttori è la criticità più grande con cui si deve confrontare questo comparto economico.

Che la situazione sia grave, lo ha confermato nel mese di Dicembre Stephan Wollenstein, responsabile Volkswagen per la CIna. L’uomo ha infatti dichiarato come le perdite registrate nell’ultimo mese del 2020, siano state causate principalmente proprio dall’impossibilità di acquistare nuovi semiconduttori.

Questi infatti erano indispensabili alla realizzazione di un sistema di sensori chiamato Electronic Stability Program. 

Semiconduttori, una carenza che ha danneggiato l’intero comparto automotive

 

Una situazione che a parere di Wolleinstein, dimostra in modo inequivocabile quanto “siano vulnerabili le nostre industrie, quando soltanto un minuscolo chip non è a disposizione. E, purtroppo, questa carenza si protrarrà per tutto il primo trimestre”.

Anche la Toyota sta patendo particolarmente questo problema. La chiusura dello stabilimento cinese di Guangzhou nasce proprio a causa della mancanza di semiconduttori che rende impossibile continuare la produzione. Ma non solo, perché anche lo stabilimento che si trova in Texas è stato chiuso per lo stesso motivo. Una situazione drammatica, che ha portato il Ceo dell’azienda, Scott Vazin, a dichiarare che si tratta di una criticità che riguarda l’intero settore, e che i prossimi mesi saranno decisivi per il futuro.

Semiconduttori, la crisi riguarda anche i fornitori automotive

La mancanza di semiconduttori inoltre, non sta danneggiando soltanto le case produttrici ma anche i fornitori del settore automotive.

L’azienda Bosch ad esempio ha dichiarato in proposito che “nessun supplier può eludere o disinteressarsi a questo sviluppo del mercato. Siamo in stretto contatto con clienti e fornitori al fine di mantenere attiva la catena operativa, nonostante le continue tensioni che stiamo vivendo”. Naturalmente, sono tantissime le aziende produttrici di chip che adesso si sono attivate per rispondere a questa carenza.

Ma le tempistiche al momento non riescono ad essere in linea con quelle della case automobilistiche. 

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L’azienda Continental ad esempio ha dichiarato che la risposta a questa criticità è stato molto veloce, con tantissime aziende che hanno iniziato a far partire una loro produzione di semiconduttori. Il problema però è che “il volume addizionale richiesto ad oggi potrebbe essere disponibile in un arco temporale che va dai sei ai nove mesi. Questo senza contare il fatto che potenziali colli di bottiglia nelle dinamiche di consegna possano persistere fino a 2021 protratto’.