Siamo davvero vicini ad intravvedere la fine del tunnel della crisi economica innescata dalla Pandemia di Covid-19?

 

Le stime di Bloomberg per I e II trimestre 2021

Le stime dell’agenzia Bloomberg sull’andamento dell’economia di Eurozona, Usa e Italia nella prima metà del prossimo anno. Il Pil dell’area euro nel primo trimestre crescerà dell’1% congiunturale a fronte di un -2,2% nel quarto trimestre di quest’anno e solo di un +1,6% nel secondo trimestre del 2021. 

Negli Usa invece il primo trimestre segnerà uno stentato -0,6% su base trimestrale, contro un -2,4% alla fine del 2020 e un rimbalzone del 10,2% nel secondo trimestre del prossimo anno. L’Italia invece dovrebbe registrate una crescita congiunturale dell’1% nel primo trimestre 2021, a fronte di un -1,7% nel quarto trimestre 2020 e soltanto di un +1,5% nel secondo trimestre 2021.

 

Il pil mondiale in rialzo del 5,2% del 2021

Il gruppo della gestione del risparmio Schroders, dopo un calo del Pil globale del 4% nel 2020, prevede una crescita del 5,2% nel 2021 e del 4% nel 2022. Per gli Stati Uniti, a seguito della flessione del 3,6% del Pil quest’anno, stima una crescita del 3,8% il prossimo e del 3,5% in quello successivo. Mentre per l’Eurozona, dopo il crollo del 7,1% nel 2020, vede un Pil in aumento del 5% nel 2021 e del 4,1% nel 2022.

«Con la notizia del vaccino vediamo finalmente una luce alla fine del tunnel», spiega Irene Lauro, economista di Schroders. «Abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni, soprattutto per le economie di Stati Uniti ed Europa, quelle più colpite dalla pandemia, proprio perché più fondate sui servizi, il settore che ha subito la contrazione più forte». E il vaccino, se efficace e distribuito rapidamente, aprirà la strada a una forte ripresa dei servizi e di tutta l’economia.

 

Il fronte orientale

Sul fronte orientale, entro la fine del prossimo anno, le previsioni indicano che l’economia cinese dovrebbe crescere di quasi il 10% rispetto alla fine del 2019 a seguito della sua risposta medica ed economica di successo alla pandemia. Anche Corea del Sud ed Indonesia stanno andando bene.

Questo veloce ritorno ai tassi di crescita del periodo pre-Covid, tuttavia, non è di per sé così straordinario. È probabile , infatti, che la maggior parte delle economie che si stanno riprendendo più rapidamente dalla pandemia, si espanderanno ad una velocità insolita nel 2021.

I risultati economici su entrambe le sponde dell’Atlantico sono notevolmente inferiori rispetto a questi Paesi asiatici, ma si prevede che gli Stati Uniti recupereranno la produzione persa entro la fine del prossimo anno, nonostante l’attuale alto tasso di infezione. Dal prossimo anno avremo anche un nuovo inquilino alla Casa Bianca che effettuerà un cambio di rotta nella politica estera del Paese. Si aprono quindi nuove prospettive e nuovi scenari economici tra i quali sarà interessante osservare gli sviluppi con Teheran e Pechino.

 

Tassi fermi (e bassi), inflazione in rialzo

Federal Reserve e la Bce, secondo economisti e investitori, dovrebbero mantenere i tassi di interesse invariati. Come assicurato anche dall’ultimo meeting del Comitato monetario della Fed, che ha confermato che i tassi rimarranno fermi fino a quando non ci sarà una crescita sostenibile dell’inflazione sopra il 2%. Ma per tutto il 2021 non è attesa una forte crescita dei prezzi. Negli Stati Uniti, secondo le previsioni di Schroders, il tasso di inflazione si attesterà all’1,6% il prossimo anno e all’1,9% nel 2022, mentre nell’Eurozona salirà allo 0,8% nel 2021 e all’1,4% l’anno successivo.

 

Il ruolo del Recovery Fund e gli occhi sull’Italia

E sulla programmazione e la spesa dei fondi del Next Generation Eu l’Italia avrà tutti gli occhi puntati addosso. Per Neil Metha, assistant portfolio manager di Bluebay Asset Management, la sostenibilità del debito pubblico italiano «passerà in secondo piano» nel 2021. L’enfasi «verterà invece sull’utilizzo ottimale dei fondi europei per la ripresa e sulle riforme in favore della crescita implementate dal governo Conte». Fattori che, sommati ai bassi costi di rifinanziamento del debito, lasciano meno spazio alle preoccupazioni per un downgrade del rating sovrano da parte delle agenzie.

 

Politica monetaria, previsioni 2021

Sul fronte delle politiche monetarie, secondo Prometeia il cambio di strategia della Fed permetterà all’inflazione di superare la soglia del 2%. Il mancato rinnovo di alcuni piani di finanziamento agevolato alle imprese potrebbe peggiorare le condizioni di liquidità, in caso di instabilità sui mercati. 

La Bce ha indicato la possibilità di tempi più lunghi per uscire dall’attuale crisi e la necessità di potenziare gli strumenti a sostegno dell’economia per garantire il funzionamento dei mercati finanziari: l’estensione del Pepp, maggiore di quanto previsto a settembre, e il conseguente allungamento del reinvestimento di titoli fino a fine 2023 garantiranno condizioni favorevoli straordinarie per tutto l’orizzonte di previsione. 

Il supporto proveniente dai fondi europei fornirà un ulteriore elemento di assicurazione sui mercati.  L’effetto espansivo sulla crescita esteso su più anni metteranno in secondo piano, per il momento, i rischi associati alla forte crescita dell’indebitamento pubblico. Lo spread Btp-Bund dovrebbe quindi restare sugli attuali livelli, attorno ai 120 punti base per tutto il 2021, per poi scendere fino a sotto quota 100 a metà 2023.