Dopo 4 mesi di audizioni sulla riforma fiscale la partita sembra giunta al termine. Ė stato infatti approvato dalle commissioni congiunte di Camera e Senato un documento che ne indica le linee guida al Governo.

Sistema fiscale non equo

Che il sistema fiscale italiano è molto sbilanciato non è una novità e a subirne maggiormente il peso è il ceto medio, quello che si trova ad avere redditi tra 28mila e 55mila euro che paga l’IRPEF al 38%.

L’IRPEF è una tassazione progressiva la cui aliquota cresce al salire del reddito ma mentre per chi ha redditi fino a 15mila euro è pari al 23%, per chi ha redditi fino a 28mila euro è pari al 27%, i ceti medi (in cui rientrano solitamente impiegati, dipendenti e pensionati) si trovano a dover pagare un aliquota IRPEF del 38% che è la stessa che pagano coloro che hanno redditi di 50mila euro l’anno.

Vantaggi per il ceto medio

La bozza del documento di 21 pagine prevede due soluzioni chiave. Una riduzione dell’Irpef per i 7 milioni di contribuenti che popolano la terza fascia di reddito. E un’aliquota delle rendite finanziarie allineata alla prima aliquota Irpef, che oggi è al 23% cioè 3 punti sotto a quello che ora il fisco chiede ai capital gain. Sul fronte della lotta all’evasione, la proposta va nella direzione di un nuovo patto fiscale tra Stato e cittadini, anche sulla base di un meccanismo che premia chi le tasse le paga

Patrimoniale, cos’è e quali contribuenti colpisce

La patrimoniale è un’imposta che, come suggerisce la parola stessa, va a colpire il patrimonio del contribuente. Viene applicata sia ai beni che fanno parte del patrimonio mobile che immobile, quindi: denaro, obbligazioni, azioni e preziosi, e case e terreni.

Può essere fissa, ovvero dello stesso importo per tutti i contribuenti, o variabile, quindi calcolata in base alla dimensione del patrimonio.

La patrimoniale può essere anche periodica (introdotta a pieno regima nel sistema fiscale) o “straordinaria”, dunque applicata solo in situazioni di emergenza, come una guerra o un’epidemia.

La nuova patrimoniale in Italia, così come era stata presentata nelle prime bozze del documento, doveva colpire i patrimoni più alti. Un modo di garantire così allo stato maggiori entrate e fondi per affrontare l’uscita dalla crisi dopo la pandemia da Covid in Italia. La proposta, nello specifico, prevedeva una stima del patrimonio complessivo di ciascuna persona fisica a partire da 0,5 milioni di euro netti. Un numero calcolato sul patrimonio immobiliare tramite la rendita catastale, e fino a un milione di euro, con l’applicazione di un’aliquota pari allo 0,2% e fino al 2% per patrimoni fino a 50 milioni di euro.

Reddit finanziari

Infine, per quel che riguarda i redditi finanziari (attualmente tassati mediamente al 26%) nel testo si auspica un intervento complessivo di rivisitazione. L’intervento prevede la creazione di un’unica categoria “redditi finanziari” e l’unificazione del criterio e la modifica della tassazione della previdenza complementare.

Per i tributi locali l’indicazione è di “non archiviare un’aspirazione riformatrice più completa. Ma essere in grado di rivedere strutturalmente la legge sul federalismo fiscale” e questo per “adeguarne i principi ispiratori ai pilastri di autonomia e responsabilità”.