In arrivo lo stop temporaneo del riconoscimento facciale? Cosa cambierà? Il possibile stop dell’Unione Europea alla tecnologia del riconoscimento facciale potrebbe essere un primo passo volto a limitare i rischi sulla nostra privacy.

Nonostante ciò, il riconoscimento facciale sta riscuotendo grande successo tra le Forze dell’Ordine.

Tra gli esempi più lampanti merita menzione la scoperta del servizio Clearview AI, che viene utilizzato dalla polizia statunitense.

Con un “giro” di 3 miliardi di scatti fotografici, il Facial recognition system cela rischi “intrinseci” e turba l’equilibrio tra tutela della privacy e sorveglianza di massa.

Da questa premessa la Commissione europea sta prendendo in considerazione utili misure per imporre un divieto temporaneo di cinque anni alle tecnologie di riconoscimento facciale utilizzate da attori sia pubblici che privati.

C’è l’impellente necessità di introdurre una regulation che garantisca un’applicazione etica e trasparente dell’Intelligenza Artificiale, oltre alla necessità impellente di porre un “freno” al ricorso della tecnologia del riconoscimento facciale come arma finale per la sorveglianza di massa.

Come funziona il riconoscimento facciale?

Il riconoscimento facciale è il processo di identificazione o di verifica dell’identità di una persona attraverso lo screening dei dettagli facciali della persona.

Il processo di rilevamento:

  1. rileva e individua i volti umani in immagini e video;
  2. trasforma un’informazione analogica (un volto) in un insieme di informazioni digitali (dati) basate sulle caratteristiche facciali della persona;
  3. verifica se due volti appartengono alla stessa persona.

Oggi è considerata la più naturale di tutte la misurazione biometrica.

E per una buona ragione: ci riconosciamo non guardando le nostre impronte digitali o le nostre iridi, ma guardando i nostri volti. La biometria viene utilizzata per identificare e autenticare una persona utilizzando un insieme di dati riconoscibili e verificabili, unici e specifici per una determinata persona.

Riconoscimento facciale: lo scandalo Clearview AI

Un recente articolo bomba apparso sul NYT ha messo alla luce lo “scandalo” Clearview AI.

Si tratta di una piccola azienda fondata dall’ingegnere Hoan Ton-That, il quale ha raccolto oltre 3 miliardi di scatti fotografici per renderli disponibili alle Forze dell’Ordine.

Si tratterebbe di un’applicazione “intelligente” che consente alla polizia americana di identificare i colpevoli di reato attraverso il riconoscimento facciale.

Il funzionamento dell’applicazione consiste nello scattare una foto ad una persona, “caricarla” on line e vedere gli scatti pubblici di quella persona.

Grazie a questa applicazione, le forze dell’ordine federali e statali sono state in grado di gestire diverse forme di criminalità: frodi con carta di credito, taccheggio, furto di identità, sfruttamento sessuale di minori, casi di omicidio, etc.

La richiesta d’accesso per l’utilizzo dell’app Clearview AI risulta essere un’esclusiva per le Forze di polizia e le autorità statali.

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UE: stop temporaneo contro l’impiego delle tecnologie di riconoscimento facciale in Europa

La Commissione Europea potrebbe imporre uno stop temporaneo di 5 anni contro l’impiego delle tecnologie di riconoscimento facciale nell’Eurolandia.

Le Best Practices potrebbero essere contenute prossimamente nella bozza del white paper sull’intelligenza artificiale della Commissione europea.

Grazie alle più stringenti regole sulla privacy c’è da auspicare che la tecnologia di riconoscimento facciale possa essere non utilizzata dalla Polizia.

Infatti, l’intento dell’UE è quello di disporre un blocco temporaneo delle app tecnologiche per un periodo che va dai 3 ai 5 anni.

Questo “blocco” temporaneo avrebbe l’obiettivo di favorire lo sviluppo di nuove rules e metodologie volte a valutare l’impatto etico dell’attuazione della tecnologia di riconoscimento facciale in un’ottica di valutazione del rischio e di tutela della privacy della nostra società.

White Paper Tecnologia Riconoscimento facciale: 5 opzioni sul tavolo

La versione definitiva del White Paper AI e Tecnologia Riconoscimento facciale potrebbe essere pronta entro la fine di febbraio 2020.

In attesa possiamo argomentare quali potrebbero essere le 5 opzioni dell’AI nel Vecchio Continente.

  1. potrebbero essere previsti requisiti ad hoc solo per la pubblica amministrazione e il riconoscimento facciale similmente alla Directive on automated decision making canadese;
  2. compliance volontaria per gli sviluppatori che potrebbero optare per l’adesione a determinate norme sull’Intelligenza Artificiale “etica”;
  3. potrebbero essere necessari adeguamenti di compliance volti a definire la responsabilità delle aziende che sviluppano le soluzioni di intelligenza artificiale. Inoltre, sarebbe necessario distinguere le responsabilità di chi fabbrica i prodotti che incorporano l’Intelligenza Artificiale,
  4. si potrebbe considerare soltanto i requisiti obbligatori nei settori “sensibili” (sanità, forze di polizia e autorità giudiziaria, trasporti) dove vi è un maggiore rischio di arrecare un danno fisico o materiale all’individuo;
  5. ci sarebbe la necessità di una supervisione pubblica ed un pieno coinvolgimento delle autorità nazionali.

In attesa dell’arrivo e del completamento della regulation europea, il White Paper sottolinea il fatto che la:

Commissione potrebbe considerare una combinazione di strumenti orizzontali che fissano requisiti di trasparenza e definiscono le responsabilità e che coprono anche le regole della governance”.