Questa è la storia di una start up di successo. Si chiama Redwood Materials e si occupa di riciclare le batterie esauste per recuperare i metalli necessari per la progettazione di nuovi veicoli elettrici. Tutto a impatto zero, dal processo di estrazione, alla produzione sino allo smaltimento. E’ questa la grandiosa idea che ha avuto nel 2017 Jeffrey Brian Straubel (nella foto). Stiamo parlando del cofondatore, con Elon Musk, di Tesla. E proprio nell’azienda di Palo Alto per oltre 15 anni ha ricoperto il ruolo di chief technology officer, gestendo la costruzione della rete di stazioni di ricarica e guidando lo sviluppo della Gigafactory dei veicoli elettrici. Oggi, con una valutazione di 3,7 miliardi di dollari, Redwood Materials è il gruppo di riciclaggio di batterie più importante del Nord America. E i progetti in cantiere sono davvero tanti.

Redwood e i progetti futuri

Redwood è attualmente impegnata nella realizzazione di una partnership con Amazon, il produttore di autobus elettrici Proterra e con l’azienda di e-bike Specialized. L’obiettivo è ricevere i loro “rifiuti” e riconvertirli in risorsa. Ma non solo: la start up di Straubel da tempo è coinvolta nell’attività di estrazione urbana per inviare le risorse recuperate alla multinazionale giapponese Panasonic, che produce celle per batterie a pochi chilometri a nord della Gigafactory della Tesla. E poi, la ciliegina sulla torta: lo scorso luglio, Redwood ha ottenuto oltre 700 milioni di investimenti impiegati per incrementare l’organico aziendale a 500 dipendenti. Non potrebbe essere altrimenti, visto che JB Straubel prevede di trattare, nel 2021, oltre 20 mila tonnellate di rottami e ha già recuperato materiale sufficiente per costruire 45 mila batterie per veicoli elettrici.

L’economia circolare

I magazzini di Redwood non sono mai fermi. Quotidianamente i camion scaricano qui circa 60 tonnellate di vecchi smartphone, utensili elettrici e batterie per scooter. Il team – circa 130 dipendenti – guidato da Straubel separa i metalli – inclusi nichel, cobalto e litio -, li polverizza e li tratta con sostanze chimiche. Successivamente, vengono reimmessi nella catena di approvvigionamento come elementi costitutivi delle nuove batterie agli ioni di litio. Il processo di scomposizione e riutilizzo delle batterie si chiama “estrazione urbana”. Straubel sta scommettendo sul fatto che Redwood possa avere un ruolo da leader nello sviluppo dell’economia circolare. Secondo il fondatore di Redwood Materials, le emissioni delle auto elettriche possono essere più che dimezzate se le loro batterie vengono continuamente riciclate.

L’estrazione urbana

In un quadro così descritto, l’estrazione urbana è destinata a crescere in maniera esponenziale. Jennifer Granholm, segretario all’energia degli Stati Uniti, ha chiesto un impegno nazionale per costruire una catena di approvvigionamento nazionale per le batterie al litio. L’amministrazione Biden si è posta il traguardo di raggiungere il 100% di elettricità pulita entro il 2035 e tagliare la meta delle zero emissioni nette entro il 2050. Granholm ha anche affermato che il mercato globale delle tecnologie per l’energia pulita varrà 23 trilioni di dollari entro la fine di questo decennio. “Ci sarà una corsa di massa per questi materiali”, spiega Paul Anderson, professore all’Università di Birmingham. In tal senso, l’estrazione urbana è la soluzione ideale. Secondo uno studio del 2018 sul riciclaggio di oro e rame da televisori scartati in Cina, il processo sarebbe 13 volte più economico dell’estrazione vergine. Straubel, a quanto pare, ci ha visto giusto…