Con Responsabilità Sociale d’Impresa, ci si riferisce a tutti quegli aspetti di natura etica con cui il mondo delle imprese deve confrontarsi. Dal migliorare e salvaguardare le condizioni sociali del territorio al garantire una dignitosa qualità della vita ai propri dipendenti.

È anche conosciuta nel mondo come CSR, acronimo che sta Corporate Social Responsability.

Questo termine è stato inoltre anche affrontato dall’Unione Europea nella Comunicazione UE n.681 del 2011, che la definisce come “la responsabilità delle imprese per gli impatti che hanno sulla società”.

L’obiettivo fissato dall’UE nelle linee guida, è quello di incentivare il mondo delle imprese ad andare oltre la sola ricerca del profitto.

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Responsabilità Sociale d’Impresa: dimensione interna ed esterna

Nella Responsabilità Sociale d’Impresa, possono essere individuate due dimensioni in cui le imprese devono agire, quella interna e quella esterna.

Per quanto riguarda la dimensione interna, questa si concentra su una gestione socialmente responsabile della tutela e della sicurezza dei lavoratori. Dall’impatto sull’ambiente della filiera di produzione a politiche mirate ad eliminare la discriminazione di genere. Problema quest’ultimo molto attuale nel nostro paese.

Anche la gestione delle risorse umane occupa un posto molto rilevante nella CSR.

Questa infatti deve comportare un trattamento dignitoso per i dipendenti, che devono avere la possibilità di conciliare il proprio lavoro con il tempo libero e quello da dedicare alla famiglia. Altro componente è la formazione interna all’azienda che permetta al lavoratore di adeguarsi ad un mercato del lavoro che cambia velocemente.

Un’altro aspetto molto importante riguarda la possibilità di concedere ai dipendenti l’opportunità di partecipare attivamente alla governance aziendale, anche attraverso forme di azionariato.

Maggiori misure di tutela della salute dei lavoratori

Nonostante la legislazione, sia europea che italiana, pone già delle regole ben precise riguardo la sicurezza la tutela della salute dei lavoratori, la CSR impone di agire ulteriormente su questo aspetto, adottando maggiori misure di tutela che vadano ad integrarsi a quelle già esistenti.

D’altronde, in un mercato in costante evoluzione, tantissime aziende si trovano ormai a dover fare i conti con l’esigenza di dover modificare il proprio assetto economico e produttivo.

Una politica volta a limitare l’impatto ambientale nelle filiere di produzione conviene anche all’impresa stessa. In quanto sotto il profilo meramente economico, il risparmio energetico e una strategia mirata alla riduzione dei rifiuti prodotti, abbassano nel medio termine i costi di produzioni in misura notevole.

Stesso discorso anche per quanto riguarda la formazione professionale dei lavoratori e il loro ruolo all’interno dell’azienda.

La dimensione esterna comprende invece il rapporto che le imprese instaurano con le comunità locali, attraverso iniziative di promozione dei diritti umani e ambientali.  Una corretta sinergia tra le aziende e le comunità consente infatti di instaurare un rapporto di fiducia che porta vantaggi a entrambi nel medio termine.

Per quanto riguardo il discorso ambientale, è evidente che promuovere iniziative che contribuiscono a migliorare l’ambiente e l’aria che respiriamo. Coscienza che genera nei cittadini del territorio una maggiore fiducia verso l’azienda, che porta benefici reciproci nel medio-termine.

Un’impresa che aderisce a questo modello di responsabilità sociale, dovrebbe poi sviluppare (come nel modello proposto da Olivetti tanto tempo fa’), dei servizi interamente dedicati ai dipendenti. Ad esempio degli asili nidi gratuiti in cui questi possono lasciare i loro figli durante l’orario lavorativo. Oltre a questo, è anche indispensabile promuovere le assunzioni delle categorie più svantaggiate. Così facendo si contribuisce alla loro integrazione sociale, e impegnarsi in politiche attive di educazione ecologica.

Responsabilità Sociale d’Impresa: i rapporti tra impresa e partner commerciali

La CSR tocca a fondo anche i rapporti tra impresa e partner commerciali. Queste infatti devono sempre valutare le attività e i metodi di produzione delle aziende con cui collaborano, al fine di stabilire se vi sia una reale compatibilità con il proprio codice etico interno.

Sarebbe inoltre anche opportuno, che i prodotti e i servizi delle imprese che aderiscono alla CSR siano pensati per poter essere a disposizione del maggior numero di utenti, e in particolar modo delle categorie più svantaggiate.

Per quanto concerne la salvaguardia dei diritti umani, le imprese dovrebbero andare sempre oltre ciò che viene richiesto dalla legislazione locale. Nel costante impegno al rispetto totale dei diritti fondamentali nei territori in cui operano.

I vantaggi per le imprese

I vantaggi che un’impresa può trarre dall’adesione alla CSR ricadono anche sulla produttività della stessa. Nel medio-termine infatti, queste beneficiano di sostanziali aumenti di competitività  e crescita.

L’organizzazione locale per il lavoro (ILO), ha individuato alcune caratteristiche che dovrebbe caratterizzare un’impresa socialmente responsabile. Esse riguardano il rispetto della contrattazione collettiva e una serie di azioni di volontariato volte ad aiutare la comunità ad acquisire consapevolezza su molti temi di rilevanza sociale.

Sempre ILO, rivendica che un’azienda che aderisce a questo modello, riesce ad ottenere nell’immediato diversi vantaggi, anche sotto il profilo economico e produttivo.

Innanzitutto, una politica a favore dei dipendenti provoca un netto miglioramento del clima lavorativo all’interno dell’azienda. Questo in quanto se i dipendenti si sentono coinvolti e tutelati, si impegneranno maggiormente nel fare aumentare la produttività della stessa.

Aderendo alla CSR, la reputazione dell’azienda non può che migliorare, fidelizzando ancora di più il consumatore che può sentirsi fiero di comprare da un’impresa che riesce a porsi degli obiettivi che vanno oltre il profitto. Inoltre un impegno costante verso il territorio e le comunità locali, genera da parte dei cittadini un rispetto che inevitabilmente si tradurrà nel tempo in maggiori profitti.

L’esempio di Lego

Una delle aziende più famose che ha aderito alla CSR è la Lego, storica azienda danese che si occupa di produrre giocattoli e costruzioni per bambini.

Lego infatti, collabora attivamente da anni con l’UNICEF per progetti sull’infanzia e ha attuato delle politiche ambientali molto importanti. È infatti riuscita a sostituire interamente il proprio consumo energetico necessario alla produzione, con energia che proviene esclusivamente da fonti rinnovabili. Un obiettivo che è stato tra l’altro raggiunto tre anni prima del previsto.