PMI e Social Media. “Se non sei su Facebook non esisti”, si dice spesso tra gli utenti in Rete. Una massima che ormai conoscono bambini ed anziani, casalinghe e principianti del web. A maggior ragione, il mondo dei social sta diventando sempre di più un moltiplicatore di business per le piccole e medie imprese del nostro Paese.

I numeri non mentono mai. Ad avvalorare l’importanza del web anche – e soprattutto – in ambito economico e finanziario, ecco un’indagine di mercato targata Facebook-Ipsos (realizzata da Copenhagen Economics) in merito agli “strumenti messi a punto dall’azienda californiana per le imprese”.

Social Media: l’indagine in 15 paesi europei

Ebbene, il 44% delle Pmi italiane sono convinte che le app di Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp possano favorire gli affari e le occasioni per far crescere il business. E il 40% degli intervistati sostiene che i social “hanno contribuito a rafforzare le loro attività”.

Un’indagine che ha coinvolto ben 15 paesi europei e 7.700 aziende: le cifre sono davvero importanti, visto che l’utilizzo dei social avrebbe permesso alle imprese di generare, nel 2019, 208 miliardi di euro. Un volume d’affari incredibile che si riflette nella creazione di oltre 3 milioni di posti di lavoro a livello continentale.

Non è un mistero, infatti, che al giorno d’oggi è davvero vantaggioso utilizzare gli strumenti che il social californiano mette a disposizione sul fronte della promozione: Facebook, infatti, permette di realizzare campagne pubblicitarie mirate, grazie alla mole di dati raccolti ogni giorno attraverso le informazioni che i singoli utenti condividono in rete.

Le campagne delle PMI su Facebook

L’algoritmo di Facebook consente di indirizzare una campagna agli utenti che presentano caratteristiche simili a quelli che sono già connessi a quell’impresa o che hanno già fatto acquisti in uno specifico settore merceologico. Il meccanismo è ormai piuttosto conosciuto: se due utenti hanno alcune cose in comune, è probabile che ne abbiano anche delle altre. E Facebook li aiuta a scoprirlo. In tal modo, le piccole imprese potranno essere conosciute da un pubblico maggiore e quindi saranno destinate a crescere.

Concetti chiari e ben in testa soprattutto alle donne: come risulta dal report europeo, infatti, sono le manager ad attribuire ai social media il merito di averle aiutate ad avviare e a far crescere la propria attività. Il 58% delle aziende fondate da donne ha dichiarato che le app di Facebook sono state fondamentali per intraprendere un’attività, mentre il 65% ha dichiarato che hanno contribuito a far crescere il loro business.

Non solo Facebook…

Il 55% degli intervistati ritiene che Instagram è stato fondamentale per entrare in contatto con nuovi clienti e per migliorare la capacità competitiva. Messenger, oltre a portare in dati una clientela sempre più ampia (49%), secondo il 42% delle Pmi ha contribuito in maniera determinante a far lievitare la soddisfazione degli utenti nei confronti del prodotto acquistato. Infine, il 51% delle aziende coinvolte ha potuto raggiungere nuovi clienti, in modo più semplice e rapido, grazie all’utilizzo di WhatsApp.

Tutti elementi che convergono in un’unica direttrice: nuovi posti di lavoro. Anche da parte di Facebook, che recentemente ha annunciato assunzioni sino ad arrivare ad un totale di 4 mila dipendenti nel Regno Unito. Proprio a Londra, il social media ospita il più grande hub di ingegneria del software della società al di fuori degli Stati Uniti. La maggior parte delle offerte di lavoro sarà focalizzata su tecnologia e prodotto.

Nuovi posti di lavoro che grazie alla realtà virtuale approdano nelle aziende. Come ha dichiarato recentemente al “Sole 24 Ore” Laura Bononcini, head of public policy di Facebook Italia,

“Una Pmi su 3 afferma di aver assunto più persone grazie all’aumento di domanda derivante dalla loro presenza digitale”. Il dato è inoltre confermato dal fatto che il 70% delle imprese sostiene di avere aumentato il numero di clienti grazie a un utilizzo strategico di Facebook”.

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Ancora convinti, dunque, che la massima “Se non sei su Facebook non esisti” sia una bufala?