Di certo, le sue dimissioni non potevano passare inosservate.

Jens Weidmann ha lasciato il suo incarico alla presidenza della Bundesbank. Lo ha fatto per motivi personali, quantomeno questa è la motivazione che ha fornito al grande pubblico e ai dipendenti della banca di stati tedesca. A loro infatti, ha scritto anche una lettera d’addio. Sono in molti comunque a mettere in dubbio che la sua scelta di lasciare un incarico così prestigioso sia stata dettata da motivi personali. 

L’addio di Weidmann è il primo segnale di una Germania che entrata nella politica post-Merkel?

L’addio di Weidmann sembra invece la prima conseguenza politica dell’abbandono di Angela Merkel dell’arena politica europea. Che i due avessero un rapporto privilegiato non è certo un mistero. Anche se la cancelliera sembrava spesso avere il ruolo di mediatore, perché Weidman non era un falco qualunque, ma un  falco tra i falchi. Una parola che abbiamo imparato a conoscere in seno alle discussioni politiche europee. Se la parola “austerity” ha dominato per anni i corridoi di Bruxelles, è anche grazie al fervore ideologico con cui persone come Weidmann hanno portato avanti questa linea. 

Dimissioni forse causate dalla nuova coalizione semaforo

Alcuni analisti politici in Germania, sembrano convinti che la sua scelta di lasciare la Bundesbank, sia stata dettata dalla coalizione politica, chiamata dai media “semaforo”, che sta per formare il nuovo governo.  Un nuovo esecutivo che in termini di linea economica e politica monetaria, sembra voler dare una svolta, adottare altri canoni.

Una conseguenza comprensibile, la prima che testimonia l’assenza della CdU dal governo. Se questo nuovo governo decide di varare una vera linea espansionistica per l’economia tedesca, lo scontro con la Bundesbank sembra già per di sé inevitabile. 

Le dichiarazioni di Olaf Scholz sul Patto di Stabilità

Se poi alla presidenza vi stava un falco come Wiedmann poteva anche tramutatasi in tragedia.

La sua inflessibilità è diventata leggendaria in Germania. Di sicuro non sembra un caso che il suo addio arrivi prima della formazione del nuovo governo. E il fatto che avrà una linea ecologista e un’impronta meno rigida ai conti, sembra già un dato di fatto. Certo, quella tedesca sarà un cambio di rotta fino a un certo punto. 

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Il nuovo premier Olaf Scholz ad esempio ha dichiarato che il Patto di Stabilità ha una sua flessibilità ampiamente dimostrata, e dunque non vi è l’esigenza di modificarlo. Frasi importanti che detteranno il dialogo anche in Europa. Il Ministero delle Finanze non è però stato ancora assegnato.