“Movimento Sardine” – Il 14 Novembre, più di 6mila persone si sono riunite in Piazza Maggiore a Bologna per protestare contro la campagna elettorale della Lega in Emilia Romagna. 

Definito scherzosamente dai suoi fondatori come “il primo flash mob ittico” della storia, da quel giorno la protesta non si è più fermata e si è ripetuta con numeri molto più grandi in piazze italiane importanti come Firenze, Bari, Roma e Catania. 

I manifestanti si sono contraddistinti per essersi presentati in piazza con una semplice sardina di cartone. Non erano infatti ammesse alla manifestazione bandiere partitiche o sigle politiche di qualunque genere.

In poco tempo, le immagini delle varie piazze stracolme di persone sono diventate virali su internet, scatenando una popolarità social con pochi precedenti per quanto riguarda le manifestazioni di protesta. 

Il primo evento pubblicato su Facebook, si è intitolato “6.000 persone contro Salvini”, ed è stato accompagnato dall’ormai famoso slogan “Bologna non abbocca”.

Movimento Sardine tra consenso e adesioni

Da quel momento, il movimento delle sardine non si è più fermato, raccogliendo enormi consensi ed adesioni un po’ in tutta Italia. 

Le bacheche Facebook di milioni di persone sono attualmente “invase” da quelle che viene denominata “la pesca”, ovvero la ricerca di persone disposte ad impegnarsi per protestare e organizzare eventi e flash mob, contro una narrativa populista che, secondo i fondatori del movimento, la destra sta portando avanti con cinismo in Emilia Romagna. 

Non sono mancate naturalmente le critiche, con molti esponenti della destra italiana che hanno messo in dubbio la spontaneità e la buonafede dell’iniziativa.Giorgia Meloni ha di recente accusato il movimento delle sardine, di essere sostanzialmente un’iniziativa fittizia, creata e manipolata dalla sinistra italiana.

Come nasce e chi fa parte del Movimento delle Sardine

Il movimento delle sardine nasce principalmente dall’idea di Mattia Santori, un giovane bolognese di 32 anni laureato in Scienze Politiche. Come ha dichiarato più volte nelle varie interviste che ha rilasciato, con l’inizio della campagna leghista in Emilia Romagna, Santori ha sentito l’esigenza di fare qualcosa per replicare a quelli che a suo parere, sono i toni populisti assunti dalla destra rappresentata da Matteo Salvini.  

L’idea gli è nata d’improvviso nel corso di una notte, e a quel punto ha deciso di coinvolgere tre suoi amici storici, con cui aveva vissuto insieme ai tempi dell’università: Roberto Morotti, Andrea Garreffa, Giulia Trappoloni.  Tutti e quattro i fondatori si professano apolitici (pur rivendicano una vicinanza al centro-sinistra) e si sono ritrovati per la prima volta ad organizzare in prima persona un evento di protesta di questo tipo.

L’idea: una manifestazione flash mob

La Lega alle prossime elezioni regionali punta alla presidenza dell’Emilia Romagna con la candidatura di Lucia Borgonzoni, in opposizione alla ricandidatura di Stefano Bonaccini, il presidente uscente.

Su queste basi dunque, è nata nei suoi fondatori l’idea di indire una manifestazione flash mob che contestasse apertamente la campagna elettorale leghista in Emilia Romagna.

Il nome “sardine”, è nato dall’idea di puntare a stare tutti stretti come sardine in una scatola, per dimostrare alla destra che la piazza in cui si manifesta è numerosa. Il nome possiede però anche un significato metaforico, in quanto allude al silenzio dei pesci, in contrapposizioni a colore che i fondatori ritengono gli attuali “urlatori” della scena politica.

Sardine, un movimento social

L’iniziativa è partita da Facebook, e nell’invito che arrivava ai partecipanti, era richiesta la rinuncia a presentarsi con qualsiasi bandiera o sigla politica.

Come raccontato da Santori su La7, i quattro fondatori ci hanno messo sei giorni ad organizzare la prima manifestazione a Bologna. L’idea è stata promossa ampiamente sui social, ma si è diffusa anche attraverso il volantinaggio. In questo caso sono stati creati dei “banchi del pesce” sparsi per la città, in cui venivano distribuite delle sardine di cartone per promuovere l’evento.

La protesta ha avuto un successo enorme, a cui forse gli organizzatori non erano preparati. In ogni caso, più passano i giorni, più il movimento delle sardine sta trovando organizzazione e struttura. Attualmente esiste una mail (6000sardine@gmail.com) a cui chiunque può scrivere per ricevere il necessario supporto, nel caso si volesse organizzare una manifestazione nella propria città.

Santori ha invitato gli aspiranti organizzatori a rispettare i tempi di approvazione delle manifestazioni e dei flash mob, che sono molto più lunghi rispetto all’inizio. Questo viene naturalmente fatto allo scopo di gestire e tenere sotto controllo un’iniziativa che in poche settimane, sta raccogliendo migliaia e migliaia di adesioni.

Attualmente infatti, per la manifestazione che si terrà il 14 dicembre a Roma, è prevista un’affluenza di circa 200 mila persone. Numeri impressionanti, che testimoniano l’ascesa di un fenomeno politico che sta espandendo la sua presenza in ogni città d’Italia.

Gli obiettivi politici del movimento delle sardine

Il movimento delle sardine non ha nessun programma politico che lo rappresenti. Le iniziative che hanno portato alle varie manifestazioni di protesta in tutta Italia, sono nate tutte da gruppi di persone locali, in totale spontaneità.

 È uscito però di recente un manifesto, pubblicato nella loro pagina ufficiale di Facebook.

In questo documento viene nuovamente esplicitata come l’intenzione primaria del movimento sia quella di raccogliere ed esprimere un dissenso trasversale nei confronti di Matteo Salvini. In ogni caso, nonostante nel testo pubblicato sia contenuto un forte monito a credere nella politica e nei suoi valori, nessun partito viene indicato come punto di riferimento.

Non è un movimento politico

Nonostante rimanga dunque la ferrea volontà di non politicizzarsi aderendo a un partito, il movimento rappresentato da Santori punta comunque a crescere e a darsi una struttura

Per il 14 dicembre, infatti, i fondatori hanno convocato circa 150 persone. Sostanzialmente sono gli organizzatori dei vari flash mob a cui stiamo assistendo in tutte le città d’Italia.

Lo scopo di questa riunione non è quello di progettare la costruzione di un movimento politico. Quanto piuttosto quello di redarre un documento programmatico che aiuti a diffondere in tutto il paese i principali punti della protesta.  

L’unico principio da rispettare per chi aderisce a questo movimento, sembra essere al momento quello di lottare contro i populismi. Lo scopo dunque, è quello di sfidare attraverso l’azione civile, quella comunicazione vuota e farsesca, che secondo le “sardine” caratterizza l’attuale scena politica.

Numeri incredibili per un movimento di protesta

Il movimento delle sardine dunque, non vuole associarsi o sostenere alcun partito, quanto piuttosto protestare contro la deriva populista attraverso un linguaggio diretto e pacifico.  

Quello che attualmente più impressiona di questa iniziativa, sono naturalmente i numeri e la quantità di persone che sta in pochissimo tempo attirando a sé. Negli ultimi giorni sono stati pubblicati diversi sondaggi che attribuiscono al movimento delle sardine circa il 6 percento del consenso elettorale in caso di elezioni.

Numeri incredibili, considerato che parliamo di un movimento di protesta nato appena un mese fa’.