Aveva appena 19 anni nel 2013 quando ha avviato la sua idea di business: stiamo parlando di Markus Villig, co-fondatore e CEO di Bolt, l’app rivale di Uber.

Ecco il caso di Markus Villig, il più giovane Founder e CEO di un “unicorno” sul Vecchio Continente.

Markus Villig, il Founder e CEO di Bolt

Aveva 12 anni quando Markus Villig sapeva di voler fondare un’azienda tecnologica e, all’età di 19 anni, Villig ha abbandonato il college dopo un semestre all’Università di Tartu, in Estonia.

La sua app Taxify (oggi conosciuta come Bolt), ha iniziato a decollare: dopo soli 7 anni, all’età di 25 anni, Markus Villig è il più giovane fondatore e CEO di una società che vale un miliardo di dollari in Europa, secondo la ricerca Lift99.

Bolt è una delle app rivali di Uber ed è disponibile in 100 città in 30 paesi, con 25 milioni di clienti che la utilizzano e 500.000 autisti.

Villig ha finanziato la sua idea di business con un prestito di 5.000 euro ($ 5,565) erogato dalla sua famiglia.

Le risorse sono state utilizzate per costruire un prototipo dell’app, subito dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore.

Homepage sito web Bolt.eu - Markus Villig

Homepage sito web Bolt.eu – Markus Villig

L’ispirazione di Markus

Markus si è ispirato a Skype, società fondata in Estonia nel 2004, che consente di metterci in contatto con gli utenti di tutto il mondo.

Come riferito in una recente intervista a CNBC:

“Mi sono reso conto del fatto che la tecnologia è uno di quei settori in cui puoi avere un enorme vantaggio: puoi realizzare grandi cose con un team molto piccolo”.

E anche se l’interesse per l’app ha iniziato ad avere subito successo, Markus Villig ha dichiarato di aver tenuto sotto controllo tutti i costi aziendali e di aver evitato “l’assunzione di troppe risorse umane o di aver avviato costose campagne di marketing“.

In effetti, Villig è sceso in piazza nella capitale estone di Tallinn per reclutare i tassisti fin dall’avvio dell’attività.

E’ necessario essere estremamente focalizzati sul cliente e frugali”, ha detto il fondatore di Bolt.

Questo è un settore in cui i clienti stanno attenti al buon rapporto qualità-prezzo“, ha aggiunto, “quindi, se puoi offrire ai clienti prezzi migliori del 20% o puoi assicurarti che i conducenti prendano il 20% in più su ogni corsa, allora ciò porta ad ottenere risultati davvero soddisfacenti”.

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Markus Villig: il successo è trovare una nicchia di mercato

I drivers di Bolt possono guadagnare in media oltre il 10% in più rispetto al 25% delle commissioni applicate da Uber per corsa.

Per chiunque voglia lanciare una start up il consiglio è quello di focalizzare l’attenzione su una nicchia di mercato.

Anche se ogni imprenditore desidera fare tantissime cose, alla fine è buon consiglio:

fare solo alcune cose davvero bene“, dice Villig.

Questo è il motivo per il quale Bolt si è concentrato esclusivamente sul ride-ride per i suoi primi cinque anni di attività.

Comprendere le esigenze dei viaggiatori nel trasporto locale è il focus che ha differenziato Bolt dai suoi concorrenti.

Il settore del trasporto passeggeri è il “core” business di Bolt e continuerà a crescere nel prossimo futuro, anche se l’attività di business si sta diversificando.

C’è da ricordare il fatto che questa azienda “Unicorno” ha implementato una strategia di re-branding da Taxify a Bolt, che consente di riflettere la sua ramificazione in altre aree di mobilità.

Bisogna scegliere un brand che rifletta la visione aziendale e non si deve aver paura di cambiare il nome del marchio se la visione diventa sempre più ambiziosa“, afferma Markus Villig.

Il lancio di Bolt a Londra

Bolt ha lanciato il suo servizio di guida a Londra nel mese di giugno dopo aver impiegato più di un anno per ricevere la licenza nella capitale del Regno Unito.

La società aveva iniziato a offrire il servizio di trasporto nella città londinese nel 2017, ma l’Authority di regolamentazione Transport for London (TfL) aveva inibito la prosecuzione dell’attività per ottenere una licenza operativa.

Villig afferma che Bolt abbia adottato un approccio olistico al processo di concessione delle licenze, lavorando a stretto contatto con TfL per garantire che tutto vada bene non solo dal punto di vista aziendale, ma anche dal punto di vista della “sicurezza e qualità“.

Ciò è accaduto quando Uber ha revocato la licenza di Londra nel 2017 per la sicurezza pubblica.

Adesso è tutto risolto, assicura Markus Villig, che non vede l’ora di continuare a correre insieme alla sua Bolt.