Ma il coronavirus è stato un cigno nero per il mondo?

Nelle ultime settimane, sono uscite due interessanti riflessioni sul tema,  pubblicate sul sito dell’Huffington Post, da parte di Luca Solari, professore Universitario, e Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero.

Entrambi questi articoli, partono da considerazioni molti simili.  Anche se, inoltrandosi nella lettura , i loro ragionamenti assumono in seguito sfumature diverse, ma ugualmente interessanti. 

La prima di queste riguarda il fatto se l’epidemia di coronavirus che ha portato l’Europa alle soglie di una nuova recessione, rientri nella definizione di Cigno nero.

Un concetto questo, forgiato dal filosofo Nicholas Taleb in un suo saggio del 2007.

Con Cigno Nero, Taleb intendeva riferirsi a tutti quei fenomeni che appaiono all’improvviso nel mondo e che ne sconvolgono il normale andamento economico e politico. 

Coronavirus: Il cigno nero avremmo dovuto cercarlo noi

Solari, nel suo articolo, sottolinea il fatto che, anche se l’emergenza che tutti noi stiamo vivendo a causa di questa epidemia è tutto sommato compatibile con la definizione di cigno nero, restano dei problemi di fondo. 

Quello che il docente universitario cerca di spiegare, è che molti dei danni che stiamo scontando a causa di una situazione che solo qualche mese fa’ sembrava quasi distopica, non erano in fondo così imprevedibili.

Per Solari dunque la vera questione è cheil cigno nero avremmo dovuto cercarlo noi”. 

Il Nostro Sistema Sanitario, pur con tutti i suoi difetti e i tagli che ha subito negli anni, rimane tra i migliori al mondo.

Ma per quale motivo stato e regioni, non si sono mai chiesti  se questo, sarebbe stato in grado di mantenere questi standard anche in casi di emergenza? 

Solari fa un esempio su tutti.

Cosa sarebbe successo se avessimo fatto le dovute simulazioni su certi casi emergenziali con cui poteva “scontrarsi” il nostro SSN?

Forse ci saremmo accorti di alcuni possibili pericoli.  E forse ci saremmo predisposti meglio per arrivare molto più preparati a certe situazioni.

Come, per fare un esempio concreto, a una possibile produzione da zero nel nostro paese di dispositivi di protezione.

E volendo, predisporre anche delle filiere di produzione da utilizzare in caso di emergenze sanitarie, che forse tanto imprevedibili non erano. 

Il Punto di vista di Esposito: Il Covid19 non è altro che un cigno nero che si ripete nei secoli

Anche il punto di vista espresso di Gaetano Fausto Esposito è molto interessante. 

Il coronavirus è un cigno nero? Sembra di si.

Eppure la storia ci insegna che questa grandi epidemie ciclicamente si ripetono, seppur in archi temporali molto lunghi.

Esposito ad esempio cita la famosa peste nera del 1300 che sconvolse l’intero mondo. Ed effettivamente ci sono molte similitudini, come mostra lui stesso.

Anche allora partì dalla Cina , per poi arrivare rapidamente in Europa attraverso la via della seta. E anche a qui tempi, altra considerazione molto interessante, l’intero mondo reagì in maniera irrazionale ed emotiva chiudendo i confini e cercando presunti colpevoli ad un’epidemia che portò la popolazione europea a ridursi di un terzo. 

Esposito cita poi un esempio storico molto più recente, la crisi economica del 2008.

Anche quella a suo parere fu un cigno nero, e a suo modo,  “un virus” scaturito dalla speculazione.

Una vicenda che si trasformò in tragedia con il fallimento della Lehman Brothers. Eppure, fa notare Esposito, si trattava di dramma che però era già stato preannunciato da molti economisti di fama mondiale.

E che oltretutto, era anche possibile prevedere andando semplicemente a consultare i report sul rapporto di indebitamento privato delle famiglie in relazione al loro reddito.

Ma dunque il coronavirus è stato un cigno nero?

Ma dunque, per ritornare alla domanda iniziale, il coronavirus è un cigno nero?

L’analisi che viene condotta da queste due articoli, seppur con tratti e sfumature diverse, pone in fondo la medesima riflessione. 

Per certi versi, in fondo si. La sua comparsa, la sua rapida diffusione, e la mancanza di studi scientifici adeguati che ci permettessero di comprendere a fondo questo virus, lo fanno rientrare perfettamente nella definizione formulata da Taleb.

Resta però il fatto che in fondo, fa un po strano pensare che con tutta la storiografia che abbiamo a disposizione, che ci dimostra che questo genere di epidemie appaiono continuamente nei secoli, così tanti stati nazionali si siano fatti trovare impreparati.

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Forse l’unica eccezione è la Germania. 

Negli anni infatti, la nazione tedesca è stata molto attenta a potenziare il suo sistema sanitario un po’ in tutti i settori. E non è certo un caso che stia riuscendo a rispondere alla crisi sanitaria innescata dal Covid-19 meglio di altri. 

Segno che forse, come fa notare l’articolo di Solari, non tutti i cigni sono neri.