Che ormai da tempo l’inflazione sia un vero e proprio spettro che si aggira per l’Europa è un dato di fatto. Ne parlano da tempo i principali analisti economici internazionali. E l’impressione è che ci troviamo di fronte a un pericolo sempre più reale.

In grado di minare alla base l’insperata ripresa economica arrivata dopo che i lockdown dello scorso anno, avevano messo in ginocchio l’economia mondiale. 

Economia mondiale, il pericolo adesso è la stagflazione

E secondo molti, si potrebbe verificare una situazione simile alla stagflazione che si abbatté sulle economie mondiali alla fine degli anni 70. Il rischio d’altronde è grande e chiunque comprenda anche solo un po’ l’economia, sa bene quanto durante un periodo di stagflazione, il prodotto interno lordo possa arrivare a contrarsi in modo drammatico. E anche stavolta, le cause sembrano essere prettamente politiche. Come accade negli anni 70, quando a causa di politiche attive e monetarie errate arrivarono due grandi shock petroliferi che misero in breve tempo in ginocchio il mondo. Un ruolo decisivo lo ebbe in quel caso la Fed, la Banca Centrale Americana che non reagì in modo pronto e attento al cambio di politica monetaria di quegli anni. Certo, per certi versi i paragoni finiscono qui ed è anche facile capire il motivo. 

Economia mondiale, le previsioni per il prossimo anno restano buone

Oggi infatti a minare le fondamenta macroeconomiche delle grandi superpotenze mondiali è stato principalmente il Covid. E vi è anche da aggiungere che stavolta, grazie ad un’emergenza che era in primo luogo sanitaria e minava dunque la salute collettiva, la risposta è stata fulminea. Sono stati infatti stanziati dei fondi in modo tempestivo per evitare la depressione economica mondiale. Una quantità di fondi che alcuni sostengono non si era mai vista nella storia recente. Ed effettivamente solo così si spiega una ripresa economica che in questi termini, sembrava anche solo impossibile da pensare un anno fa.

Certo, bisogna anche dire, volendo fare l’esempio del nostro paese, che a un certo pagheremo un prezzo per l’accesso che ci è stato concesso a questa risorse. 

Resta però il pericolo di una nuova ondata inflazionistica come negli anni 70

Si tratta infatti di fondo che per la maggior parte sono stati concessi mediante la forma del prestito. Ci saranno dunque degli interessi da ripagare e delle condizionalità da rispettare. E non sempre, come gli avvenimenti economici dell’ultimo decennio insegnano, vengono proposte agli stati europei che accedono a questi fondi, delle condizioni ragionevoli su come ripagarli. Al momento ci godiamo i benefici, con dei livelli occupazionali che sembra nuovamente attestarsi ai livelli pre-covid. per il momento, bisogna anche precisare che le previsioni per il prossimo anno restano buone. Anzi, la crescita stimata per il 2022 risulta al momento anche più consistente di quella di quest’anno. 

Detto questo, se siamo qui parlarne, il pericolo di ondata inflazionistica in grado di far tremare il mondo è comunque concreto. E bisognerà in primo luogo capire quanto durerà ancora la carenza di materie prime e il conseguente rialzo dei prezzi. 

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Sono in molti però, ad essere comunque ancora convinti che ci troviamo di fronte a un fenomeno transitorio. E che non appena i prezzi scenderanno di nuovo, il pericolo inflazionistico diventerà molto più flebile.