Un rapporto pubblicato da Prometeia-Area Studi Legacoop rivela che l’economia italiana non si riprenderà prima del 2025.

Una flessione che secondo lo studio non riguarderà invece molti altri paesi europei per due motivi. Il primo è che rispetto all’Italia devono fare i conti con un debito pubblico più sostenibile. Il secondo è che a differenza del nostro paese, hanno subito molti meno danni dalla pandemia.

Nonostante l’accordo appena raggiunto sul Recovery Fund dai leader europei, il Pil Italiano scenderà il prossimo anno di dieci punti percentuali. 

Economia italiana: le parole del presidente di Legacoop

Nel commentare il report, Mauro Lusetti, presidente di Legacoop ha dichiarato che “l’urto con questa crisi è giunto all’improvviso ma è stato subito chiaro che ha già modificato le nostre vite per molti anni”.

Lusetti ha poi spiegato che questa crisi trasformerà profondamente sia i consumatori che il tessuto sociale e produttivo italiano. E per cercare di superare efficacemente la recessione che sta per arrivare, sarà necessario “individuare punti fermi e delineare scenari che permettano di assecondare il cambiamento, cambiando noi stessi con le nostre attività”.

Anche perché il presidente della Legacoop ha posto l’accento sul fatto che bisogna rendersi conto che viviamo in un mondo in cui le risorse disponibili sono sempre meno. Per questo è importante fare in modo che quelle disponibili vengano utilizzate al meglio nel medio termine. 

Economia italiana: aumenta la propensione al risparmio delle famiglie

Un’altro aspetto che emerge dalla ricerca, è che questa crisi sta portando gli italiani a risparmiare e ad evitare di spendere a causa dell’incertezza economica.

Quest’anno infatti la propensione al risparmio delle famiglie italiano aumenterà di venti punti percentuali. Un impasse di difficile soluzioni, è che secondo le previsione del centro studi, permetterà al Pil italiano di tornare ai livelli di quello del 2019, soltanto tra cinque anni. 

Lo studio sottolinea inoltre che il debito pubblico italiano sfonderà la soglia del centocinquanta per cento del Pil a fine 2020. E molto probabilmente, il governo dovrà ricorrere a una manovra aggiuntiva pari al 2 per cento dell’intero Prodotto Interno Lordo.

Non bisogna poi trascurare che non essendoci ancora un accordo scritto in seno all’Unione Europea, i fondi del Recovery Fund potrebbero anche risultare inferiori alle attese. Inoltre, secondo le previsioni di Prometeia, i settantacinque miliardi stanziati dai decreti Cura Italia e Rilancio, non saranno sufficienti a soddisfare le reali necessità del nostro paese. 

Centro Studi Prometeia: le previsioni sulla recessione globale

Per quanto invece riguarda un’analisi della recessione a livello globale, il report ipotizza che la recessione nel 2020 supererà i cinque punti percentuali. L’impatto però sarà sensibilmente diverso da paese a paese. I paesi del Sud dell’Unione Europea rischiano di essere quelli più colpiti, nonostante tutte le manovre economiche varate finora per fronteggiare la crisi.

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Gli Stati Uniti invece, dovrebbero aver già passato la fase peggiore di questa crisi nel secondo trimestre di quest’anno. La Cina invece potrebbe addirittura tornare a crescere entro fine anno.