Durante la crisi da pandemia, l’e-commerce ci ha salvato. Chiuso il 2019 con un giro d’affari da 48,5 miliardi di euro, durante la quarantena le vendite on line hanno avuto una vera e propria impennata. Basti pensare ad aprile, il mese peggiore per le misure restrittive dovute al lockdown. Ebbene, il commercio elettronico è cresciuto del 27,1% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il boom delle vendite online è un fenomeno evidente, trend che ha premiato le aziende che hanno puntato sul digitale. Secondo i dati del Consorzio Netcomm, nei primi mesi del 2020 in Italia si sono registrati 2 milioni di nuovi clienti online, persone che non avevano mai comprato prima su Internet. Già. Ma ora che si vede all’orizzonte un po’ di luce, l’e-commerce come si comporterà? Il periodo emergenziale ha davvero cambiato le abitudini d’acquisto degli italiani? Vediamo cosa dicono gli esperti.

L’anno zero dell’e-commerce

Un’indagine di Ipsos Strategy 3, la nuova divisione di consulenza strategica per le aziende del Gruppo Ipsos, ha tracciato un primo bilancio dell’andamento dello shopping online nel nostro Paese, identificando le tendenze principali per i prossimi mesi. Ebbene, secondo l’indagine svolta da Ipsos, ben il 37% degli italiani ha intenzione di acquistare online addirittura di più nell’arco del prossimo anno. Insomma, il Bel Paese pare davvero ormai consapevole dei vantaggi degli acquisti on line. Una tendenza legata anche al lento ma graduale abbandono del contante, sempre meno utilizzato per comperare prodotti vari.

Cosa acquistare on line

Ma cosa acquisteranno di più gli utenti online? Sicuramente prodotti per l’igiene e la cura della persona e dell’ambiente domestico (per il 44% degli intervistati). Si tratta di una diretta conseguenza della maggiore attenzione verso l’igiene maturata durante l’emergenza Covid. Da buoni italiani, poi, ci dedicheremo agli alimentari (31%). Senza dimenticare i medicinali (29%). Infine, è previsto un aumento degli acquisti di vestiti e accessori (44%) e apparecchiature elettroniche (34%). Questo per quanto concerne il futuro. Ma durante il lockdown, cosa ha funzionato maggiormente on line? Qui ci vengono in aiuto le rilevazioni di Netcomm: l’incremento più consistente è stato per i prodotti per cura degli animali domestici, la cui vendita online è cresciuta del 154% nei primi 4 mesi del 2020… Poi, a scalare, tutte le tipologie merceologiche appena descritte.

Consumatori consapevoli

In ogni caso, l’utente si avvicina allo shopping on line con sempre più maggior dimestichezza e disinvoltura. Come spiega David Parma, a capo della Divisione Strategy 3 in Italia, “La tendenza che rileviamo nelle nostre indagini internazionali ci descrive uno shopper più consapevole di quanto spende quando fa acquisti rispetto al periodo pre-Covid (60%). Più in particolare, l’emergere di una maggiore coscienza dell’equazione qualità-prezzo sta portando i consumatori a dedicare sempre più tempo alla ricerca di prodotti in rete (45%) e più attenzione a controllare i prezzi negli e-commerce (30%)”.

L’asticella del business

Ma l’e-commerce non è tutto rose e fiori. Permangono alcune criticità che spesso sono determinanti nelle scelte dei consumatori. Il problema principale, indicato da ben 1 italiano su 2, riguarda la fase di consegna. Le tempistiche sarebbero ancora troppo lunghe. L’11% del panel addirittura lamenta di non aver ricevuto i prodotti, mentre nel 4% dei casi i prodotti sono arrivati per tempo ma con ammaccature. La logistica rappresenta, dunque, l’area di miglioramento principale su cui è atteso il massimo impegno delle aziende che vorranno investire nell’eCommerce. “Per le aziende sono aumentate esponenzialmente le opportunità di vendita sui canali digitali ma di pari passo si è alzata l’asticella della competizione. I prossimi mesi rappresenteranno una sfida importante per tutti i business”, conclude Parma.