Per l’ennesima volta, l’Argentina si trova di nuovo sull’orlo del fallimento. 

Il governo guidato da Alberto Fernandez non è più in grado di pagare i suoi debiti. La causa di questo risiede nel fatto che non si è riusciti a trovare un accordo con i fondi di investimento.  A questi infatti, l’Argentina deve ancora versa una somma pari a 500 milioni di dollari. 

Fallimento Argentina: cosa è successo

Il termine per saldare questo debito  è infatti scaduto il 22 Aprile.

Dopo di che, all’Argentina è stato concesso un ulteriore mese per rinegoziare gli accordi con gli obbligazionisti che risultano proprietari del suo debito.

Per il momento però, i creditori vogliono evitare di portare lo stato in tribunale. Si tenterà infatti di trovare un accordo entra la data del 2 Giugno. Per l’Argentina si tratterebbe della nona volta nella sua storia in cui è costretta a dichiarare il suo fallimento. L’ultima volta era successo nel 2001. 

Al momento, il debito pubblico argentino  si aggira intorno ai 450 miliardi di dollari. La maggior parte di questo è in dollari. Oltretutto, è detenuto principalmente da investitori esteri.

In parte, si tratta di debiti con il fondo Monetario Internazionale. L’inizio di questo nuovo incubo per l’Argentina risiede nel debito contratto nel 2016 dal presidente Macri. 

Fallimento Argentina: il piano di Fernandez

Lo scorso Aprile, Fernandez aveva elaborato un piano per rinegoziare il debito. La cifra stimata era di settanta miliardi di dollari.

Lo scopo era quello di ottenere una riduzione degli interessi pari al 62 per cento. Oltre a questo, veniva anche richiesta la possibilità di sospendere i pagamenti per i prossimi tre anni. 

La rinegoziazione chiesta da Fernandez aveva un obiettivo ben preciso.

In primo luogo, ridurre gli interessi dovuti dal suo stato del 62 per cento. Ma oltre a questo,  rendere ammissibile anche la possibilità di sospendere i pagamenti per i prossimi tre anni. Una mossa però che ha suscitato molte polemiche.

In quella data infatti scadrà il mandato di Fernandez.

E le opposizioni hanno visto questa mossa come un modo molto cinico per “salvarsi” la faccia. Anche perché è evidente che in quel caso, sarebbe il prossimo governo a dover fare i conti con una situazione drammatica.

L’intervento dell’FMI

L’FMI, rendendosi conto della grave situazione e dichiarando insostenibile il debito del paese, aveva chiesto ai creditori privati di aiutare l’Argentina e fornigli un aiuto concreto per rendere nuovamente sostenibile il debito.

Si era poi reso disponibile a concedere maggiore flessibilità. Il Fondo Monetario Internazionale infatti, concede come piccola attenuante all’Argentina, il fatto che anche questo Stato ha subito dei danni economici notevoli a causa delle conseguenze del coronavirus. 

Il problema è che questa offerta è stata respinta da tre dei cinque gruppi di investitori. Di contro, questi hanno chiesto al governo di Fernandez di creare un piano a lungo termine.

Questo deve mirare a ripristinare la stabilità finanziaria. Inoltre, hanno poi richiesto al governo  di garantire il saldo sul debito con l’FMI.

Una richiesta accettata dal governo guidato da Fernandez.

Nella giornata di venerdì infatti, il Ministro dell’economia ha dichiarato che il suo governo sta lavorando per poter offrire ai creditori una proposta credibile. Guzman, tramite la stampa, ha infatti spiegato che “vogliamo trovare un punto di partenza per ridefinire i nostri impegni in modo da poterli onorare, perché certamente li onoreremo”. 

La situazione economica in Argentina è molto grave

Purtroppo, la situazione economica dell’Argentina resta molto difficile.

Nel 2019 il Pil è calato del tre per cento. E anche nel primo trimestre di quest’anno le cose non sono migliorate. La flessione del primo trimestre è pari al 5,7 per cento. Oltretutto, l’inflazione sta attualmente sopra il 50 per cento con un 35 per cento della popolazione che vive in stato di povertà.

Un quadro impietoso che oltretutto ha ricevuto il colpo di grazia dalla crisi innescata dal Covid-19.

A marzo 2020 il prodotto interno lordo del paese ha subito una flessione del 12 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno. A fornire queste cifre è stato l’IdAC. Questo istituto è l’equivalente italiano dell’Istat. 

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Ad oggi, l’Argentina deve fare i conti con più di 10mila casi di Covid. Il primo caso di contagio risale al 3 Marzo scorso. Per quanto invece riguarda i decessi, al momento sono più di 430. Le misure restrittive per il contenimento del coronavirus sono state prolungate dall’8 al 24 maggio. Ma dato che la situazione non è migliorata, il governo ha deciso di prolungarle ulteriormente fino all’8 giugno.