La pandemia: una tragedia, certo. Che ancora aleggia sulle nostre teste. Ma non per tutti. Almeno da un punto di vista economico. Stando ai dati del report del Boston Consulting Group “Global Wealth 2020: the future of wealth management—A ceo agenda”, la ricchezza finanziaria globale continuerà a crescere anche dopo la crisi da Covid-19. Per il BCG, colosso statunitense di consulenza strategica con 90 uffici in 50 paesi in tutto il mondo, nonostante gli effetti negativi della crisi sanitaria, il trend positivo non dovrebbe invertirsi. I Paperon de Paperoni mondiali possono dormire sonni tranquilli, insomma: non c’è malattia che tenga, non c’è virus nefasto che possa intaccare patrimoni e dollari accumulati nel tempo. Ecco, a tal proposito, una carrellata dei principali dati contenuti nella ricerca del BCG.

Ricchezza finanziaria triplicata

Come sempre, sono i numeri a fornire il quadro esatto della situazione. Negli ultimi vent’anni il mercato ha fatto registrare il rialzo più lungo della storia. Tradotto: la ricchezza finanziaria globale è triplicata di valore, passando da 80 mila miliardi di dollari nel 1999 ai 226 mila miliardi della fine dell’anno scorso. Ed è proprio il 2019 l’anno in cui si è verificata la crescita dei patrimoni personali più importante dell’ultimo decennio, arrivando al 9,6%. “Nonostante le numerose crisi, la ricchezza ha continuato ad aumentare in maniera robusta, superando anche i test più severi”, si legge nel report. E il periodo della pandemia non fa eccezione.

Un post Covid da favola…

Sono tre gli scenari ipotizzati dagli esperti di BCG in merito al post Covid. Eccoli: “Un rapido ritorno ai livelli pre-crisi, una lenta ripresa” oppure “una perdita strutturale dell’economia”. In ogni caso, i dati vedono sempre un segno positivo per chi detiene le chiavi del malloppo. In base alle tre diverse ipotesi, infatti, l’indagine stima per il 2024 una crescita dei livelli di ricchezza variabile. Si va dall’1,4% nel peggiore dei casi (raggiungendo 243 mila miliardi di dollari), sino al 4,5% (282 mila miliardi) nello scenario più ottimistico. In tal senso, l’Italia non fa eccezione: il nostro Paese si conferma il nono al mondo per ricchezza finanziaria, con 5,3 mila miliardi di dollari. Per gli italiani il risparmio continua a essere un asset strategico: la ricchezza, a seconda degli scenari descritti, aumenterà in un range compreso tra l’1% e il 3%.

Un Paese di milionari

In Italia i milionari sono 400 mila: detengono un patrimonio di almeno un milione di dollari in ricchezza finanziaria e rappresentano l’1% della popolazione adulta. Tra questi, 1700 appartengono al segmento degli “Ultra High Net Worth”, gli individui con un patrimonio superiore ai 100 milioni di dollari. Una vera e propria manna per i “wealth manager”, i professionisti in grado di gestire business e cifre così elevate. Naturalmente, rimanendo al passo con i tempi e sapendo cogliere i segnali di trasformazione che la vita quotidianamente propone sul mercato.

Il potere della digitalizzazione

Saper diversificare offerte e gestioni patrimoniali sarà l’arma vincente per il futuro. I clienti più giovani, ad esempio, “abituati a un’estrema trasparenza su prezzi e tariffe nelle loro vite personali e professionali, premeranno molto per un’analoga trasparenza sulle commissioni applicate dai gestori dei loro patrimoni. E gli strumenti di comparazione online renderanno più semplice per questi clienti cercare le offerte più competitive”. I professionisti del settore dovranno fare i conti con una digitalizzazione sempre più diffusa. Per rimanere competitivi, i wealth manager dovranno sviluppare gli strumenti necessari per assecondare e consigliare il cliente, assumere i migliori talenti e investire nel digitale e nei dati. Senza dimenticare l’aspetto imprescindibile del rapporto umano. “L’interazione umana e la capacità di instaurare con i clienti relazioni personalizzate e basate sulla fiducia resteranno fondamentali, specialmente per i clienti più facoltosi”.