La pace fiscale annunciata dal Governo Draghi si è sgonfiata sotto i colpi del Parlamento. Quella che doveva annunciarsi come una delle manovre più importanti degli ultimi cinquant’anni, in realtà è diventata una vera e propria “burletta”. 

Come funzionerà

Condono delle cartelle fino a 5mila euro per i redditi più bassi e proroga dei termini per il pagamento delle rate della rottamazione ter. Queste sono le basi della pace fiscale firmata dal Governo con i contribuenti morosi attraverso il decreto Sostegni.

Per quanto riguarda le cartelle esattoriali vengono azzerati i debiti non superiori ai 5mila euro di chi ha dichiarato nel 2019 meno di 30mila euro di reddito. Ma attenzione: il limite dei 5mila euro si riferisce al debito che risulta alla data di entrata in vigore del decreto, non all’importo originario. La cifra comprende la sorte capitale, le sanzioni e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo. Ne restano fuori gli interessi di mora e l’aggio di riscossione: se questi due elementi portano la cartella oltre la soglia dei 5mila euro, non compromettono l’accesso al condono.

Altre considerazioni

Se, ad esempio, una cartella contiene 2mila euro di multe, 4mila di tasse arretrate e 3mila di altri tributi non pagati, in teoria rientra nel condono, poiché ogni singolo valore non supera la soglia dei 5mila euro stabilita dal decreto.

Cosa non rientra nel condono

Restano esclusi dal condono:

-i debiti per aiuti di Stato;

-sanzioni penali;

-importi da sentenza di condanna della Corte dei conti;

-risorse dell’Unione europea, come i dazi;

-Iva all’importazione.

Soglie del reddito di accesso

Per quanto riguarda la soglia massima del reddito, fissata in 30mila euro, riguarda sia le persone fisiche sia le società. Si parla di reddito imponibile come totale di tutti i redditi posseduti al netto di deduzioni e detrazioni. Ne restano fuori i redditi a tassazione separata, come il Tfr o gli arretrati da lavoro dipendente, mentre rientrano quelli a cedolare sugli affitti.

Il reale impatto

Secondo i calcoli pubblicati dal Sole 24ore, con la chiusura al 2010 (e non al 2015) e l’esclusione dei redditi sopra i 30mila euro, verranno cancellate “solo” 16 milioni di cartelle esattoriali e non 61 milioni come sembrava in un primo momento.

Quindi la riduzione è stata addirittura del 75 percento. Come dire che resteranno fuori tre cartelle su quattro rispetto alle prime intenzioni. Per questo lo contro politico è aperto, anzi è appena cominciato. Lega e Forza Italia tornano all’attacco e per loro “occorre fare di più”. Dal Pd arriva, però, un netto stop a qualsiasi ipotesi di modifiche.

I motivi dello stralcio

Come precisato dalla Ministra Castelli, il condono in questo momento è utile perché consente agli agenti della riscossione di concentrarsi solo sui crediti effettivamente.

Inutile, controproducente e costoso infatti per le Casse dello Stato ostinarsi nel tentativo di recuperare crediti tributari di soggetti falliti, nullatenenti, sottoposti ad azioni cautelari o esecutive o che hanno chiuso le attività a cui sono ricollegabili i debiti con l’erario.

Senza dimenticare che le norme finalizzate a tutelare il contribuente spesso rappresentano un ulteriore ostacolo alle azioni di recupero.

L’ottimismo di Draghi

Anche il Premier Draghi ha fiducia in questa pace fiscale, perché grazie ai paletti posti al tempo, al reddito e all’importo, si potrà lottare contro l’evasione fiscale in modo più efficiente, anche se, con i piedi molto per terra, afferma “Il fatto di accedere a un condono non elimina il problema, permette un piccolo sollievo ma un vero sollievo viene da una riforma del meccanismo”, un condono ha senso se “si deve fare per una parte piccola della platea dei contribuenti: quella che ha meno disponibilità e per importi molto limitati.”

Critico insomma sul funzionamento del sistema, al quale non fa sconti. “E’ chiaro che in questo caso qualcosa non funziona se uno Stato permette l’accumulo di milioni di cartelle che non si riescono ad esigere.” Occorre un cambiamento importante nel sistema della riscossione. Questo è il punto di partenza per gestire in modo più efficiente l’arretrato.