Il pugile degli eccessi. In ogni senso. Mike Tyson è stato uno dei più grandi boxeur della storia. Ma non è ricordato solo per questo. Anzi. Dal carcere ai problemi depressivi e uso di sostanze stupefacenti, Iron Mike è un personaggio controverso e affascinante allo stesso tempo. Che fa sempre parlare di sé. Ora, ecco l’ultima, nel segno di un “business innovativo”: nel suo mega ranch alle porte di Los Angeles, l’ex pugile ha deciso di coltivare la marijuana. Legalmente, visto che in California si può fare.

Tyson e la sua nuova vita

Oggi Tyson pare aver intrapreso la strada di una nuova vita. Già. Fa niente che abbia annunciato, a 53 anni suonati, il suo ritorno sul ring… Nel frattempo, si sta dedicando alla coltivazione della cannabis. Lo spazio a disposizione è notevole, oltre 400 acri. E proprio nei mesi del lockdown, il novello imprenditore avrebbe deciso di incrementare la produzione delle pianticelle allucinogene. Diventando anche un “divulgatore” dei benefici essenziali di questo prodotto. “Ho pensato a quanto bene avrei potuto fare aiutando le persone con la cannabis”, avrebbe dichiarato in un’intervista al periodico americano “The Sun”. E chi meglio di lui può decantare le lodi della marijuana, visto che si è lasciato sfuggire una frase che più o meno si traduce così: “In un mese fumiamo circa 40 mila dollari”. Insomma, più chiaro di così…

Il “Lollapalooza della cannabis”

Ma Tyson ci crede davvero. A questa nuova avventura. Tanto che nel ranch, ben 20 acri sono a disposizione di coltivatori “esperti di erba” e per tentare esperimenti scientifici. E non solo: l’ex “Baddest Man on the Planet” gestisce anche la “Tyson Cultivation School” per insegnare agli agricoltori come coltivare e sviluppare – al meglio – le loro varietà di piantine. Ma l’obiettivo è molto ambizioso e mira più in là: insieme al suo socio in affari, Rob Hickman, Tyson ha intenzione di dar vita ad un vero e proprio resort. Un villaggio lussuoso con tutti i comfort e le comodità per “aiutare le persone a comprendere i benefici per la salute della marijuana, a godersi la droga in loco e ad ascoltare musica dal vivo”. Parole di Iron Mike. Che, sempre insieme al socio, avrebbe definito la nuova località di villeggiatura il “Lollapalooza della cannabis”.

Patrimonio in fumo

Che le finanze del peso massimo avessero bisogno di una ripresa, questo è certo. Al di là degli scopi filantropici della nuova attività. Visto che negli anni, Mike ha dilapidato un’autentica fortuna. Si parla di oltre 400 milioni di dollari andati in fumo. Con il cambio attuale, equivarrebbero a oltre 2 miliardi di dollari. Qualcosa come 1,78 miliardi di euro, come riporta il New York Times. Bastano alcuni numeri per comprendere gli investimenti alquanto “bizzarri” di Tyson, come riporta “Tuttosport”. Si parte da una vasca d’oro da 2 milioni di dollari donata all’ex moglie Robins Givens, sino ad una collezione di 111 auto. E ancora: un palazzo nel Connecticut con 21 camere da letto, tre tigri che gli costavano 14 mila dollari al mese, le spese folli per la manutenzione delle sue dimore, 340 mila dollari al mese in abiti e cene…

Istanza di fallimento

Una serie infinita di spese pazze che lo hanno costretto a presentare istanza di fallimento presso il tribunale di Manhattan nel 2003. Mike Tyson si è ritirato definitivamente dal pugilato nel 2005. Da quel momento vive di comparsate televisive, diritti editoriali e spot pubblicitari. Ora, ecco il nuovo business della marijuana. La speranza è che non si trasformi in un’altra mission impossible.