Sono finiti i tempi d’oro dell’industria pornografica, autentica miniera di soldi per abili e scaltri uomini d’affari, attori e attrici disinvolti. Oggi il mercato sta vivendo una profonda crisi. E la pandemia non ha certo aiutato, favorendo unicamente i siti on line. Vivi o muori, dunque. Per andare avanti occorre l’idea, sapere trasformare il business. Un’evoluzione di successo, insomma. Come quella di OnlyFans”, piattaforma americana che esiste dal 2016 ma che è diventata davvero popolare soprattutto con l’avvento del Coronavirus e i periodi di lockdown. A differenza della pirateria e dei siti gratuiti, OnlyFans – dicono gli addetti ai lavori… – sembra aver cambiato il porno in meglio, per chi ci vive. Vediamo come.

OnlyFans: come funziona

Ecco come funziona. Tecnicamente, OnlyFans non è un sito porno. Vi sono anche video di cucina, fitness… Ma sono i contenuti per adulti quelli che vanno per la maggiore e più redditizi. Un creatore di video può distribuirli tramite pagamento di un abbonamento mensile, che può essere compreso tra i 5 e i 50 dollari, oppure può farli pagare singolarmente, per somme fino a 100 dollari. Ma il formato più diffuso è un altro: proporre qualche contenuto agli abbonati, e offrire quelli più “personalizzati” a chi è disposto a pagare sempre di più. E così, da qualche mese a questa parte, il sito è diventato la principale fonte di ricavi per molte attrici e attori porno. Il giochino è semplice: su OnlyFans pubblicano video autoprodotti, solitamente in casa. Il guadagno è tutto “cash”, immediato e in smart working, per così dire.

Il porno “on demand”

In parole povere, il porno si trasforma in una sorta di “vis a vis” virtuale: gli abbonati possono scrivere messaggi privati a pagamento, intrattenere conversazioni più lunghe. E addirittura comprare foto e video personalizzati, chiedendo di essere chiamati per nome. Il porno entra nelle case degli appassionati, dagli etero ai gay e ad ogni orientamento sessuale. Un business che sta dando ottimi risultati. Su OnlyFans attualmente sono attivi ben 450 mila creatori di contenuti, con oltre 30 milioni di utenti. Dal 2016 a oggi, ha pagato ai suoi “videomaker” più di 600 milioni di dollari: OnlyFans trattiene il 20%, e il resto va al proprietario dell’account.

L’impero di MindGeek

Tutto è partito alla fine degli anni Duemila, quando un imprenditore tedesco, Fabian Thylmann, approfittò della crisi del settore e rilevò i più grossi siti di porno in streaming, da PornHub a YouPorn, dando vita ad un vero e proprio monopolio sulla distribuzione. Non contento, si accaparrò anche le principali case di produzione, creando la “MindGeek”. Insomma, Thylmann divento il Re del porno, offrendo gratuitamente i contenuti che le sue stesse società producevano. Distribuendoli poi a pagamento. Il successo di MindGeek è ancora duraturo. Ma le condizioni davvero pessime di lavoro degli attori e i compensi molto bassi, hanno aperto una falla nel mercato. Nella quale si è fiondata, appunto, OnlyFans.

Boom di iscritti

Fondata da Tim Stokely, imprenditore americano che aveva un sito di webcam per adulti (da qui l’idea vincente), OnlyFans ha avuto un vero e proprio boom durante il periodo del lockdown. Tra aprile e marzo, infatti, gli iscritti sono aumentati del 75%, fino a ritmi di 200 mila al giorno.  Tenere chiuse in casa centinaia di milioni di persone per settimane, ha complicato per un po’ la produzione dei film e delle scene porno. Una sorta di Bengodi per OnlyFans…