Una “crisi senza precedenti, tanto da mettere a dura prova “l’organizzazione e la tenuta dell’economia e della società”. Il futuro è incerto. Tempi e modi della ripresa? “Difficili da prevedere”. Le considerazioni di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, sono pesantemente condizioni dalla nefasta influenza del Coronavirus. E non promettono nulla di buono neanche per i prossimi mesi. Lo scenario è apocalittico: solo quest’anno il Pil potrebbe cadere tra il 9 e il 13%. Senza contare gli oltre 300 mila posti di lavoro persi in pochi mesi.

In piena crisi

Eppure, il governatore vuole pensare positivo: invita a “non perdere la speranza” e a puntare tutto sui giovani, fondamentali per la ripartenza. E’ inutile fare troppi giri di parole: siamo ancora nella bufera e per superarla ci vorrà ancora del tempo. Anche perché se nel primo trimestre il Pil ha registrato una flessione del 5%, “gli indicatori disponibili ne segnalano una caduta ancora più marcata nel secondo”. E non basta. Secondo Visco, la recessione avrà “significative ripercussioni sul mercato del lavoro. Rispetto ad altri Paesi gli effetti sull’occupazione sono contenuti in Italia dalla sospensione dei licenziamenti e dall’ampio ricorso alla Cassa integrazione guadagni, che ha finora coinvolto circa sette milioni di lavoratori, quasi la metà dell’occupazione privata alle dipendenze”.

Trasporti e turismo in ginocchio

La crisi economica avrà ripercussioni soprattutto tra i giovani e le famiglie a basso reddito. In ogni caso, l’impatto della pandemia sui vari settori non è stato omogeneo. Tra gli ambiti che soffriranno maggiormente la crisi, quei comparti “non direttamente interessati dalle misure di contenimento, in particolare i trasporti”. Senza dimenticare il turismo, per cui si prospetta “un recupero solo parziale nella seconda metà di quest’anno”. E ancora: la ristorazione e le attività culturali. Per non parlare dell’e-commerce. “Un processo che comporta nuove opportunità, ma anche costi di transizione e tenderà a premiare le aziende più innovative”, spiega Visco.

Tra debito ed evasione fiscale

E se “la sostenibilità del debito pubblico non è in discussione”, a pesare notevolmente vi è “l’incidenza dell’economia sommersa e dell’evasione”. Tradotto: pressione fiscale effettiva troppo elevata per chi rispetta le regole. “Le ingiustizie e i profondi effetti distorsivi che ne derivano – spiega il governatore – si riverberano sulla capacità di crescere e di innovare delle imprese. Generano rendite a scapito dell’efficienza del sistema produttivo”.

Il sistema creditizio

Capitolo banche. Stando a Ignazio Visco, il sistema creditizio italiano è in grado di sostenere le ingenti esigenze di liquidità delle famiglie e delle imprese. Un risultato dovuto, in particolare, “agli interventi di rifinanziamento della Banca centrale”. Certo, qualche problemino sull’erogazione dei prestiti garantiti c’è, Visco non difende l’indifendibile… Nonostante tutto, il governatore è “fiducioso che nelle prossime settimane, con la cooperazione di tutti i soggetti coinvolti, si registreranno miglioramenti decisivi nell’afflusso di risorse all’economia”. Giudizio positivo anche per le strategie adottate dalla Bce, che “ha agito con decisione, immediatezza e piena efficacia”. Secondo il governatore, “vi è la necessità di contrastare il rischio, rilevante, che la marcata caduta dell’attività economica e la bassa inflazione si traducano in una riduzione permanente di quella attesa o in un possibile riemergere della minaccia di deflazione”.

Le politiche comunitarie

Infine, spazio alle decisioni della Commissione Europea in merito ai prestiti ai vari Stati. Il passo decisivo è stata “l’assunzione collettiva di responsabilità per il finanziamento della ripresa”. In ogni caso, avverte Visco, “I fondi europei non potranno mai essere gratuiti”. Ciò perché “il debito europeo è debito di tutti e l’Italia contribuirà sempre in misura importante al finanziamento delle iniziative comunitarie, perché è la terza economia dell’Unione”.