Il mercato del lavoro? In caduta libera. E non potrebbe essere altrimenti, vista la pandemia e gli effetti che sta riversando sull’economia internazionale. A certificarlo, almeno per quanto riguarda l’Italia, sono i dati pubblicati recentemente dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps. Nei primi tre mesi del 2020 le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati sono state 1.338.000. Rispetto al primo trimestre del 2019 la contrazione è stata molto forte: -24%.  La flessione maggiore, manco a dirlo, nel mese di marzo, quando il “bubbone” è scoppiato in tutta la sua drammaticità.

Il mercato del lavoro

La flessione del mercato del lavoro è democratica. Nel senso che ha coinvolto tutte le tipologie contrattuali. E il lavoro è sempre più precario, visto che i passaggi da tempo determinato ad indeterminato nel trimestre gennaio-marzo 2020 sono stati 166.000. Un quarto in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. L’unico dato positivo rimane quello legato alle conferme dei rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo, che crescono del 19%. In generale, le cessazioni totali di lavoro sono state 1.393.000, in lieve diminuzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. C’è da dire che i licenziamenti relativi a contratti di lavoro a tempo indeterminato, sia di natura economica che disciplinare, sono diminuiti. Stando ai tecnici, sarebbe un effetto conseguente all’entrata in vigore del decreto “Cura Italia”.

Il crollo del saldo annuale

Sono stati 21.432 i rapporti di lavoro (12.199 assunzioni e 9.233 trasformazioni a tempo indeterminato) che hanno usufruito dei benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato. Stiamo parlando di agevolazioni per gli under 35. Anche in questo caso, il valore è in netta diminuzione (-39%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I rapporti incentivati costituiscono il 4,1% del totale dei contratti a tempo indeterminato attivati (assunzioni + trasformazioni). Il saldo annuale, vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi 12 mesi, in progressiva flessione già nel corso della seconda metà del 2019, è divenuto negativo a febbraio (-29.000). A marzo, poi, la debacle con un -254.000 posizioni di lavoro rispetto al 31 marzo 2019.

I contratti a termine

L’Inps conferma che è ancora positivo, pur riducendosi, il saldo dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+270.000). Stesso discorso per l’apprendistato: +53.000. Ma è sui contratti a termine che l’impatto del Covid-19 è stato drammatico. Il saldo dei rapporti a tempo determinato a marzo 2020 è risultato pari a -359.000. Un notevole incremento rispetto a quanto osservato a febbraio, quando si era fermato a -253.000. Risultati significativamente negativi si registrano, sempre a fine marzo, per i somministrati (-101.000) e gli stagionali (-78.000). Anche per l’intermittente si registra, a marzo, il passaggio a un saldo annuale negativo (-40.000, per la prima volta dal 2016).

Le prestazioni occasionali

Capitolo prestazioni occasionali: l’utilizzo di questa tipologia di contratto ha coinvolto circa 10.000 persone a marzo. In netta diminuzione rispetto allo stesso mese del 2019. La remunerazione media lorda? 187 euro… Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del libretto famiglia, a marzo 2020 risultano circa 36.000, in aumento del 251% rispetto a marzo 2019. Una crescita legata essenzialmente all’introduzione del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting previsto dal decreto “Cura Italia”. L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva è pari a 488 euro.