Alla fine, come preventivato da molti analisti internazionali, la Banca Centrale Europea ha optato per una linea soft. Il consiglio direttivo ha infatti stabilito di lasciare invariati i tassi di interesse. Non sono però stati forniti ulteriori dettagli tecnici su come sarà rimodulato il Quantitative Easing. A parlare al termine della riunione è stata la Presidentessa dell’Eurotower Christine Lagarde in conferenza stampa. 

Bce, tassi di interesse invariati e un eventuale stretta per calmierare l’inflazione

La politica ha spiegato i vari temi di cui si è discusso al meeting, tra un eventuale stretta per calmierare l’inflazione, anche se al momento nessuna decisione è stata ancora presa in merito. La Lagarde ha poi affermato che l’economia dell’eurozona continua nella sua crescita, anche se ha perso qualche punto rispetto agli scorsi mesi. In ogni caso, lo stato finanziario complessivo dell’Unione Europea resta molto buono. In particolar modo considerato anche quanto profondi rimangono ancora i danni economici subiti a causa di una pandemia che oltretutto non è ancora finita.

La Banca Centrale Europea ha inoltre stimato che l’inflazione continuerà a crescere per tutto l’anno, per poi iniziare una discesa nel 2022. Naturalmente, non poteva che tenere banco tra i giornalisti la questione inerente l’aumento del prezzo del gas, e dell’energia in generale.Un incremento molto forte che spaventa l’intera popolazione europea, anche perché questi aumenti, che possono arrivare fino al 40 per cento sulla bolletta, saranno visibili tra pochi giorni. 

Bce, preoccupa l’aumento del prezzo dell’energia

Alla crescita dei prezzi, ha spiegato la Lagarde, ha però contribuito l’inflazione energetica. Resta il fatto che siamo di fronte a un fenomeno che rischia di ridurre sensibilmente il potere d’acquisto dei consumatori europei. Un’incognita che non può che preoccupare i vertici europei, e che forse rappresenta al momento il più serio ostacolo a questa crescita del vecchio continente preventivata dalla Bce. Durante la pandemia e i vari lockdown nazionali però, i cittadini europei hanno incrementato di molto il loro risparmio privato.

E questo costituisce un fattore macro-economico di indubbia solidità per essere meno preoccupati del previsto sul tema. Il 2022 però, ha dichiarato la presidentessa dell’Eurotower, sarà cruciale per capire quanto solida sia questa ripresa economica

Bce, Pppe con dotazione finanziaria di 1.850 miliardi

Il prezzo dell’energia dovrebbe stabilizzarsi secondi gli esperti, e l’inflazione potrebbe persino ritornare sotto la soglia del due percento. La Lagarde si è poi soffermata sul Pepp e sulla sua possibile approvazione: “il Consiglio direttivo della Bce seguiterà a condurre gli acquisti netti di attività nell’ambito del Pepp, con una dotazione finanziaria totale di 1.850 miliardi di euro, almeno sino alla fine di marzo 2022”. Frasi che confermano come la Bce è intenzionata a fare di tutto per supportare le economie nazionali fin quando l’emergenza sanitaria non sarà terminata. Anche in ragione di questo, “il Consiglio continua a ritenere che possano essere mantenute condizioni di finanziamento favorevoli con un ritmo degli acquisti netti di attività nel quadro del PEPP moderatamente inferiore rispetto al secondo e al terzo trimestre dell’anno”. Non è comunque da dare per scontato che le risorse previste vengano utilizzate per intero. 

Leggi anche: Euro Digitale, la Commissione UE spinge il progetto della BCE

Non tutti però hanno accolto con entusiasmo e favore le dichiarazioni della Lagarde. Maurizio Bottarelli, ad esempio, ha scritto un editoriale sul Sussidiario oggettivamente impietoso nei confronti della politica. A suo parere dovrebbe dimettersi immediatamente, in quanto sta trascinando il vecchio continente verso un nuovo “default argentino”.