Davvero può interessare la disputa invidiosa tra due miliardari? A quanto pare sì, visto che la notizia ha fatto rapidamente – con tanto di cassa di risonanza – il giro del mondo. I due protagonisti sono Jeff Bezos, mega plenipotenziario di Amazon, ed Elon Musk, CEO e CTO di Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX) e papà delle auto elettriche Tesla. La particolarità? Stiamo parlando dei due “nababbi” più ricchi sulla faccia della terra. Ecco la vicenda. Il patron di Tesla ha risposto a un tweet di Bezos con un emoji che mostra una medaglia d’argento con il numero 2. Un chiaro riferimento alla “posizione” di Bezos nella classifica dei Paperon de Paperoni mondiali, che lo vede appunto sul secondo gradino del podio, dietro lo stesso Musk. Il riferimento è a un articolo del 1999 (in particolare, a una storia di copertina di Barron’s) nel quale veniva messo in dubbio il modello di business del gigante tecnologico Amazon. Ecco la storia.

La disfida Bezos-Musk

“Ascolta e tieni le orecchie aperte, ma non lasciare che nessuno ti dica chi sei – ha scritto Bezos su Twitter -. Oggi, Amazon è una delle aziende di maggior successo al mondo e ha rivoluzionato due industrie completamente diverse”. Nelle risposte, si scorge chiaramente quella di Musk con il numero 2. Per intenderci, nell’articolo di Barron’s si poteva leggere: “L’idea che il CEO di Amazon Jeff Bezos abbia dato vita ad un nuovo modo di fare business è sciocca…”. Dietro alla storia che nessuno credeva nel successo di Amazon, però, c’è dell’altro. Vale a dire, la forte rivalità tra Bezos e Musk. Anche perché poco tempo fa proprio Musk ha scavalcato il rivale al vertice dell’indice Bloomberg dei miliardari. Ora, il gran capo di Tesla “vale” 222 miliardi di dollari grazie a nuove stime di mercato che attribuiscono alla sua SpaceX un valore superiore ai 100 miliardi.

Il successo di Amazon

Meno abbiente il fondatore di Amazon. Sempre se ci lasciate passare il termine… Infatti, Jeff Bezos deve accontentarsi di un patrimonio di 191 miliardi. Numeri che hanno scatenato, si vede, l’imprenditore visionario che vuole sbarcare su Marte. Prendendolo in giro non solo come industriale ma anche come miliardario. “L’ha fatto a modo suo – scrive il Corriere della Sera -, aggiungendo un minuscolo ma bruciante meme. Una piccola medaglia d’argento con su scritto il numero 2, sotto un lungo post nel quale Bezos ripubblica una copertina del 1999 della rivista Barron’s che prevedeva, per Amazon, una fine catastrofica”. Previsione quanto mai infausta, visto che oggi, 22 anni dopo, Amazon vale 1600 miliardi di dollari ed è, scrive Bezos, “una delle imprese di maggior successo al mondo”.

La gara nelle imprese spaziali

“Complimenti. Ma rimani sempre il numero 2” pare dirgli con quel meme Musk. Insomma, i due continuano a combattere una guerra personale. Come in seguito all’assegnazione da parte della Nasa a SpaceX del contratto da 2,9 miliardi di dollari per la realizzazione del modulo di atterraggio che sarà usato nella prossima missione sulla Luna. Bezos ha fatto anche ricorso in tribunale contro questa scelta. Ma Musk, dall’alto della tecnologia spaziale di SpaceX, molto più avanzata e matura di quella della Blue Origin, lo ha liquidato più volte con battute taglienti: “Fossi in lui perderei meno tempo coi magistrati e ne dedicherei di più a cercare di mettere in orbita i missili”. E ancora: “La strada verso la Luna non passa per i tribunali”.

I miliardi e le tasse

Come ricorda ancora il Corriere, i due miliardari si somigliano soltanto su una cosa: pagano pochissime tasse, briciole, sui loro giganteschi guadagni. “Tutto legale. Addirittura, Bezos ha pagato zero imposte sul reddito nel 2007 e nel 2011, Musk ha fatto lo stesso nel 2018. Senza violare alcuna legge. Geni della tecnologia proiettati verso il futuro, in questo sono simili a vecchie volpi della finanza e dell’industria, da George Soros a Rupert Murdoch che, con il Fisco, si comportano nello stesso modo”.