Quella del coronavirus è ormai un’emergenza planetaria a tutti gli effetti. Con la sua enorme capace di espandersi velocemente e creare focolai ovunque, si sta sicuramente rivelando una sfida molto complessa da affrontare per il mondo intero. Come può contribuire l’Intelligenza artificiale a contrastare la diffusione del Coronavirus?

La ricerca di un vaccino prosegue ininterrotta, ma la ricerca scientifica ha i suoi tempi, e non sempre in questi casi riescono a coincidere con le esigenze della società. Se a volte per sviluppare un vaccino ci possono volere anni, in pochissimi mesi il Covid-19 ha dimostrato al mondo che servono soluzioni più rapide.

Anche se va detto che almeno la Cina sembra ormai in procinto di vincere la sfida contro un virus che li ha costretto ad isolare e mettere in quarantena una città intera.

L’intelligenza artificiale sta avendo un ruolo fondamentale nella lotta a questa epidemia. Tutti i migliori studiosi, così come i governi, stanno utilizzando l’IA per fare stime, test prevenire contagi e identificare potenziali pazienti.

La chiamata alle armi di Xi Jinping

Circa un mese fa, il presidente cinese Xi Jinping ha lanciato una “chiamata alle armi” a tutte le aziende tecnologiche del suo paese. Alla richiesta di aiuto del presidente hanno riposto tutti i grandi colossi tecnologici, Alibaba, Baidu (il principale motore di ricerca in Cina) e Tencent.

Questi, hanno messo al servizio della repubblica Popolare Cinese un vero e proprio arsenale tecnologico. Ad esempio, grazie alle applicazioni che sfruttano i big data, il governo è riuscito a migliorare i suoi sistemi di sorveglianza, che constano di circa 200 milioni di telecamere sparse su tutto il territorio cinese.

Il sistema è attualmente utilizzato per far rispettare ai pazienti le misure di isolamento e quarantena. Si sono inoltre migliorate le videocamere, affinchè riuscissero ad intercettare tutti coloro che non portavano la mascherina. Ma andando anche oltre, le videocamere si sono dimostrate in grado di riuscire ad effettuare una scansione termica dei passanti, in modo da individuare possibili casi di febbre.

Questo software di rilevamento della temperatura si chiama “contactless” ed è stato prodotto dalla società SenseTime. È stato installato in tutte le zone nevralgiche dei centri urbani, dalla stazione della metropolitana di Pechino, a scuole ed edifici pubblici. Sempre la SenseTime è inoltre riuscita sviluppare un altro incredibile software, in grado di un riconoscere un volto, anche se questo è coperto da una mascherina.

Alibaba e Baidu uniti nella lotta contro il Coronavirus

Uno dei primi protagonisti della lotta al coronavirus è stata la multinazionale cinese Alibaba.

Questa infatti è riuscita  sviluppare un sistema di IA in grado di rilevare il Covid-19 attraverso la tomografia computerizzata. Un risultato importante, considerato che il sistema in questione, possiede un’accuratezza del 96 per cento. E rispetto ai 20 minuti necessari ad un esperto per analizzare una situazione del genere, al sistema creato da Alibaba bastano 20 secondi.

I tecnici di Baidu invece, sono riusciti a creare un algoritmo, chiamato LinearFold,  in grado di ridurre da 55 minuti a 27 secondi, il tempo di previsione della struttura secondaria di una sequenza di acido ribonucleico. Un obiettivo importante, perché questo risparmio di tempo si rivela fondamentale per conoscere e comprendere meglio il virus e provare a sviluppare i farmaci giusti nel minor tempo possibile.

In Cina hanno poi avuto la possibilità di servirsi di uno strumento denominato inferVISION. Si tratta di un software basato sull’intelligenza artificiale che riesce ad individuare e a diagnosticare in tempi molti rapidi potenziali malati di coronavirus. Il software si basa sull’analisi di casi già conosciuti.

Intelligenza Artificiale: tutte le sue possibili applicazioni nella lotta all’epidemia

L’intelligenza Artificiale permette dunque di poter individuare dei nuovi potenziali casi, riuscendo così ad aiutare i governi ad implementare le migliori strategie possibili per il contenimento del virus.

L’IA è anche in grado, una volta che si è individuato il focolaio di un’epidemia, di prevedere in quali modi il virus può contagiare le persone. Un’analisi che riesce a svolgere grazie alle informazioni che riesce a raccogliere ed elaborare sulla base ambientale e il tipo di assistenza medico sanitaria di cui dispone quella zona. Tutto questo, in un periodo in cui ormai l’IA viene stabilmente utilizzata per interagire con i pazienti allo scopo di elaborare al meglio informazioni e sintomi.

Forse però la sua maggiore utilità al momento, è la sua capacità di creare dei modelli teorici che, sulla base dei dati raccolti, riescono a trovare le cure e le terapie che hanno riscontrato maggior successo. Nel momento in cui ad esempio il genoma del paziente non riesce a mantenere stabili le patologie conseguenti al coronavirus, l’IA è un valido aiuto nella creazione e programmazione di trattamenti personalizzati. 

IA: l’uso dei caschi intelligenti

Un quotidiano cinese chiamato a Global Time, è riuscito a scoprire che in una provincia del Sichuan, le forze di polizia utilizzano dei caschi forniti di Intelligenza Artificiale. Questi si sono dimostrati in grado di misurare la temperatura corporea di qualsiasi essere umano, entro un raggio d’azione di 5 metri.

Alibaba ha poi sviluppato un’applicazione per smartphone, chiamata Alipay Health Code, che assegna ad cittadino un colore a seconda della sua situazione di salute. Un’etichetta spiacevole per la popolazione, ma che permette di capire chi può avere accesso agli spazi pubblici o chi invece non sta rispettando la misura di quarantena. L’app utilizza inoltre i database della Sanità cinese per identificare i potenziali portatori del Covid-19.

Tencent, la holding fondatrice WeChat, la più famosa ed importante app di messaggistica in Cina, ha lanciato un’applicazione che riesce ad avvisare le persone tramite lo smartphone, se stanno per entrare in contatto con dei potenziali portatori del virus.

China Mobile invece, uno dei più grandi operatori telefonici della repubblica Popolare Cinese, ha dato il permesso alla condivisione dei dati di spostamento degli utenti affetti da coronavirus.

Una misura invasiva ma strategica, in quanto ha permesso di tracciare in molte città quali fossero le reali possibilità di contagio.

Intelligenza Artificiale e Privacy

Certo, quando questa storia finirà e l’epidemia sarà finalmente sconfitta, saranno diversi i problemi etici che sorgeranno dai molteplici usi che si sta facendo dell’intelligenza artificiale.

Molte delle applicazioni di cui abbiamo parlato nell’articolo ad esempio, richiedono agli utenti un tale quantità di dati da rappresentare una vera e propria schedatura nei loro confronti.

E il governo di Pechino non sta certo brillando per trasparenza, per quanto riguarda il modo in cui vengono effettuati i controlli incrociati. Un aspetto con cui presto, considerate la velocità con cui avanza in Europa l’epidemia, anche le nazioni occidentali e i loro cittadini si ritroveranno a fare i conti.

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