«Stiamo vivendo nel periodo a più alto tasso di innovazione di tutta la storia dell’umanità, nel mezzo di una rivoluzione tecnologica in cui l’innovazione e la scienza offrono opportunità mai viste prima».

Con queste parole si apre il documento di presentazione del Piano Nazionale Innovazione del Ministro Paola Pisano, presentando la visione e la strategia alla guida dello sviluppo tecnologico, inclusivo e sostenibile dell’Italia digitale per i prossimi 5 anni.

A gennaio, la Business Roundtable degli Stati Uniti ha pubblicato in questi giorniInnovation Nation: An American Agenda for 2020“, un libro bianco contenente una serie di raccomandazioni politiche “per garantire la leadership americana nell’innovazione, mantenere una solida economia statunitense e aumentare gli standard di vita per tutti gli americani fino al 2020 e al di là.

La Business Roundtable è composta da membri che investono quasi 147 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, il che equivale a oltre il 40 percento della spesa totale in ricerca e sviluppo degli Stati Uniti. Il documento include cinque principi per l’innovazione americana.

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I primi 3 Principi cardine dell’innovazione negli Stati Uniti

Il primo principio è investire nelle persone“. Il prossimo decennio richiederà agli Stati Uniti di ridurre significativamente la carenza di lavoratori altamente qualificati. La tavola rotonda raccomanda che il sistema educativo degli Stati Uniti sia configurato per sfruttare appieno il potenziale del capitale umano americano e aumentare il ranking del paese in scienze e matematica ai primi 10 livelli d’élite delle nazioni.

Il secondo principio è fare investimenti strategici a lungo termine in scienza e tecnologia“. In particolare, il Paese deve: 1.”rafforzare la ricerca di base. 2.Effettuare investimenti strategici in scienza e tecnologia e implementare infrastrutture che consentano di dominare le tecnologie sottostanti, come l’intelligenza artificiale, l’informatica quantistica, la robotica avanzata, l’aerospaziale e la medicina avanzata”.

Il terzo principio è rimuovere il blocco stradale all’innovazione“. Il documento raccomanda un ambiente normativo che incoraggi e consenta l’innovazione. Parole d’ordine: agilità, chiarezza e precisione. Il tutto allo scopo di ridurre l’incertezza e non minare l’ambiente di investimento come destinazione globale, oltre a creare banchi di prova e “sandbox regolamentari”. ”

Prosperare in tutto il Mondo e innovare includendo

Il quarto principio è posizionare l’America a competere e prosperare in tutto il mondo“. Gli Stati Uniti devono “assicurare capitale e talenti, portare sul mercato nuovi prodotti, stabilire standard tecnologici e dominare le tecnologie strategiche”. Ciò comporta anche “la promozione dell’accesso al mercato per le innovazioni statunitensi” e l’applicazione di “regole per proteggere tali innovazioni e investimenti”.

Il quinto principio è perseguire l’innovazione inclusiva“, poiché questi prodotti e servizi innovativi devono essere accessibili a tutti i gruppi e comunità della società americana. Una raccomandazione è quella di supportare ed espandere i programmi di residenza per l’innovazione nelle aree svantaggiate. “Innovation Nation” raccomanda inoltre che la nazione abbia bisogno di una strategia di innovazione che consenta di perseguire “progetti ambiziosi, esplorativi e innovativi”. Essi dovranno fornire soluzioni alle sfide “in campi diversi come la salute, l’energia, i trasporti, l’istruzione e la sicurezza nazionale “.

A che punto è il processo di innovazione in Italia?

La strategia di innovazione, come prevede il Piano Nazionale, affonderà le radici negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, la cui analisi ha portato all’individuazione di tre sfide principali:

  • la digitalizzazione della società;
  • l’innovazione del Paese;
  • lo sviluppo sostenibile e etico della società nel suo complesso.

Ogni sfida è stata strutturata in tre obiettivi. Questi si realizzeranno attraverso azioni concrete: le prime venti azioni di innovazione e digitalizzazione nella sezione “Piano d’azione”, rappresenteranno un punto di partenza.

Proprio per permettere un’attuazione efficace del piano strategico che sarà:

  • aggiornato ogni 4 mesi per verificare lo stato di sviluppo delle azioni, l’inserimento di nuove azioni e il raggiungimento della visione generale;
  • inserito sulla piattaforma partecipativa della Pubblica Amministrazione, affinchè chiunque possa dare il suo contributo proponendo un’azione, un progetto un’iniziativa che risponda alle sfide lanciate dal documento.

La strategia descrive un processo di trasformazione strutturale e radicale del nostro Paese. Dalle infrastrutture digitali, ai servizi della Pubblica Amministrazione, alla collaborazione tra pubblico e privato nel generare innovazione. Per questo tutte le azioni richiederanno un lavoro coordinato che verrà svolto attraverso la cabina di regia istituita con gli altri ministeri e tavoli di coordinamento con i territori (Comuni, Regioni), gli enti, le agenzie centrali, locali e i soggetti privati.

Modalità di attuazione del Piano Strategico

All’interno della cabina di regia nasceranno delle task force verticali. Un numero ristretto di dicasteri, che riporteranno alla cabina di regia e che si occuperanno di azioni specifiche del piano strategico.

Le azioni verranno sviluppate di concerto anche con i territori (Comuni e Regioni). Questi avranno il supporto nell’implementazione dei progetti di digitalizzazione e nella creazione di progetti ad hoc per attirare servizi innovativi e strategici in linea con i bisogni dell’area.

Esempi di città già coinvolte nel piano ce ne sono molte, Milano, Roma, con la quale si sta lavorando per digitalizzare i servizi dell’anagrafe. Poi Padova, Taranto, dove si definirà un progetto per la digitalizzazione di tutti i servizi e i processi della città, Napoli ecc…

L’attuazione della strategia si baserà anche sull’utilizzo di diversi fondi di finanziamento, in particolare:

  • quelli destinati all’innovazione nella manovra di bilancio;
  • i non ancora impegnati, afferenti a programmi nazionali e europei (es: Fondi Pon, Pon gov, Fondi di Coesione);
  • i già disponibili o di nuova programmazione grazie ad una rinnovata collaborazione con il Dipartimento della Funzione Pubblica.