Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il decreto che consente alle imprese di presentare, a partire da lunedì 20 settembre, le domande per richiedere gli incentivi previsti dai nuovi “Contratti di sviluppo”. Tra le principali novità, la clausola per quelle imprese che si impegneranno, nel caso di un incremento occupazionale delle loro attività, ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Ministero.

I progetti finanziabili riguardano essenzialmente:

  • programmi di sviluppo industriali, compresi la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • attività di sviluppo per la tutela ambientale;
  • progetti turistici che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali.

I Contratti di Sviluppo

L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni non deve essere inferiore a 20 milioni di euro. Oppure, a 7,5 milioni qualora il programma riguardi esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. I programmi di sviluppo possono essere realizzati da una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione. Il programma può essere realizzato in forma congiunta. Nei Contratti di sviluppo i soggetti beneficiari delle agevolazioni sono articolati in:

  • soggetto proponente, ovvero l’impresa che promuove il programma di sviluppo ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del programma medesimo;
  • imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo.

Le spese ammissibili

Fermo restando l’importo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni previsto per il complessivo programma di sviluppo, il programma del soggetto proponente deve presentare spese ammissibili non inferiori a 10 milioni per quanto riguarda i programmi di sviluppo industriali e per la tutela ambientale. Le spese non devono essere inferiori a 3 milioni per le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli; non inferiore a 5 milioni per i programmi di sviluppo delle attività turistiche. Oppure, 3 milioni per i programmi di sviluppo delle attività turistiche che riguardano le aree interne del Paese o il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. Gli investimenti proposti dai soggetti aderenti devono presentare spese non inferiori a 1,5 milioni di euro.

Le agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:

  • finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili;
  • contributo in conto interessi, in contro impianti o diretto alla spesa.

L’entità delle agevolazioni è determinata sulla base della tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa. L’ammontare e la forma dei contributi concedibili sono definiti nell’ambito della fase di negoziazione. Per tutte le informazioni sulla misura, è possibile visionare il sito del Ministero www.mise.gov.it .