In Europa, il costo dell’energia continua ad aumentare.

E non solo, perché i prossimi aumenti potrebbero rivelarsi addirittura maggiori di quegli degli ultimi mesi, che hanno già messo in allerta la popolazione mondiale. Non così semplice identificare una causa specifica di queste improvvise maggiorazioni. Diversi analisti internazionali però, sembrano concordi nel sostenere che la nuova svolta green intrapresa di recente dalla maggioranza delle nazioni occidentali ha svolto un ruolo chiave.

Resta il fatto che il gas continua a restare una delle fonti di energia più utilizzate in Europa, nonostante il vecchio continente nell’ultimo ventennio abbia diversificato la sua produzione. 

Perchè il gas continua ad essere più conveniente?

Che d’altronde parliamo di un combustibile molto conveniente ed efficace da utilizzare non è un mistero.

In primo luogo perché gestire un impianto di gas è molto semplice e rispetto ad altri sistema, genera molte meno conseguenze ed imprevisti. Vi è poi anche l’enorme vantaggio di poter aumentare o diminuire la produzione a seconda delle esigenze con grande facilità. Tutti vantaggi che però si annullano nel momento in cui ragioniamo sul fatto che le riserve di gas naturale scarseggiano sempre di più nel mondo.

Basti solo pensare che quelle del vecchio continente sono ai minimi storici dal 2013. Una scarsità che si è resa particolarmente evidente quest’anno. Una stagione molto più fredda del solito ha infatti costretto la popolazione a utilizzare una quantità di gas destinato a riscaldamenti maggiore che in passato. Una criticità che ha costretto i gestori ad utilizzare le riserve senza dunque poter attingere ai tradizionali canali di fornitura. In ultimo, ha inciso in tal senso anche il blocco produttivo causato dalla pandemia che ha coinvolto, seppur con tempi diversi, tutto il mondo. 

Gas, l’annuncio di Equinor per l’Europa

In questa situazione, molti hanno accolto con favore il recente annuncio della compagnia petrolifera di stato norvegese Equinor. Questa ha infatti dichiarato che a breve aumenterà le forniture di gas per l’Europa. Esistono però dei problemi che la politica europea non può più ignorare. Se la domanda di gas tra la popolazione europea è aumentata, questo è anche dovuto al fatto che la produzione di energia eolica nn ha ancora raggiunto degli standard soddisfacenti. Una mancanza tipica delle nazioni occidentali, che hanno l’abitudine di firmare accordi per il contenimento del riscaldamento globale, salvo poi non applicarli mai in modo rigido. Tanti i motivi che fino a questa momento hanno scoraggiato i produttori a completare una transizione che però, è necessaria. Al momento infatti, si tratta di un processo di conversione che pone dei costi non indifferenti.

In primo luogo per la spesa relativa alla chiusura di una centrale a carbone ma non solo, vi sono anche dei permessi molto costosi da ottenere per l’eolico. 

Produzione Gas, il comportamento ambiguo dell’Unione Europea

La stessa Commissione Europea ha riguardo continua a mantenere un atteggiamento molto ambiguo. Da un lato chiede alla nazioni di non ritornare alle vecchie fonti di energia solo per aggirare il problema dei costi, dall’altro però non propone soluzioni concrete per risolvere un problema che comunque esiste. I rincari sulle bollette non si fermeranno, e la popolazione europea sarà sempre più arrabbiata a riguardo. Cosa accadrà in quel momento? La Presidentessa della Commissione Ue Ursula Von der Leyen si è fin dall’inizio spesa per dare inizio a quella che lei stessa ha promesso essere “un nuovo green deal europeo”.

Fino a questo momento però i piani dell’Unione Europea a riguardo, hanno generato più confusione che soluzioni in tema ambientale.

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L’aumento del prezzo dell’energia è però un fenomeno che più di altri incide sulla vita delle persone comuni. E se l’Ue non offra ai suoi cittadini un percorso chiaro su questa transizione energetica da intraprendere, il rischio è quello di creare un malcontento difficilmente gestibile.