Immersive Experience: un mercato in profonda crescita

Si chiama “Immersive Experience” e rappresenta un’esperienza coinvolgente grazie ad un sistema avanzato tecnologicamente, dove ormai il virtuale è tra noi e si mischia con la realtà. I confini sono, spesso, labili ed indefiniti, grazie all’alta definizione dei prodotti tecnologici e al knowledge high performance utilizzato per creare situazioni il più reali possibili.

Intanto, la prima distinzione va fatta tra le realtà: esiste quella virtuale, l’aumentata e quella mista. Andiamo con ordine.

La Realtà Virtuale

La realtà virtuale è la simulazione di ambienti reali ma anche immaginari: un’elaborazione ottenuta grazie a dispositivi come visori, auricolari, guanti. Il risultato è sorprendente, visto che permette agli utenti un’esperienza immersiva in uno scenario completamente artificiale con il quale si interagisce.

La Realtà Aumentata

La realtà aumentata offre invece l’opportunità di sovrapporre una certa quantità di contenuti virtuali (dalle immagini ai video, sino ai testi) all’ambiente reale, aumentando quindi l’interattività. Qui non c’è bisogno di caschi, bastano dispositivi indossabili ben più leggeri e dotati di sensori e di gps come i Google Glass.

L’aumentata è utile per far emergere informazioni relative a ciò che ci circonda. I dati vengono aggiunti alla realtà fisica circostante in forma di numeri, testi, notifiche sovrapposte a ciò che si vede. Come? Azionando un marcatore che viene attivato (un codice QR, o dei tag AR) inquadrandolo con la videocamera del visore. Insomma, la Augmented Reality pare proprio avere le stesse funzioni di uno smartphone, mantenendo però libere le mani.

Secondo un’analisi di Digi-Capital, nel 2020 il settore varrà 120 miliardi di dollari, quattro volte il business della realtà virtuale in senso stretto. Non a caso la AR è spesso impiegata nella pubblicità e nel marketing. La stanno adottando anche le industrie mediche, militari ed energetiche, che la forniscono al personale sul campo impegnato in operazioni difficili come l’ispezione di turbine o il monitoraggio di impianti complessi.

La Realtà Mista

Infine, la realtà mista, che dal nome stesso mixa il virtuale con l’aumentata: consente infatti la sovrapposizione di oggetti virtuali agli oggetti percepiti nel mondo reale, come accade nella realtà aumentata.

Tuttavia, in questo caso, è possibile far interagire gli oggetti virtuali (detti ologrammi) con quelli reali. I dispositivi più noti per la realtà mista sono Microsoft HoloLens e Samsung Odyssey. Questo settore è quello che potenzialmente ha maggiori possibilità di sviluppo. L’osservazione e l’interazione con i contenuti virtuali, senza però far perdere all’utilizzatore il contatto con la realtà, potrebbe essere estremamente utile per generare contenuti esplicativi in qualunque ambito l’utente necessiti di ottenere ulteriori informazioni o di ausili durante l’interazione con oggetti reali.

Applicazioni e sviluppi dell’Immersive Experience

Insomma, l’immersive experience è un ambito applicativo in profonda evoluzione e che interessa notevolmente il sistema economico e lo sviluppo dell’attività imprenditoriale. Sono tante le start up italiane che si stanno avvicinando a questo mondo e che sono concorrenziali nella produzione di occhiali in stile Google glass, oggi perfezionati per un uso b2b in ambito industria 4.0.

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Ma gli sviluppi sono molteplici. E’ facilmente comprensibile come nel settore dell’intrattenimento (cinema), dei giochi e del video gioco la realtà aumentata tenderà ad essere sempre più sofisticata, immersiva, e pertanto in questi ambiti potrebbe diventare la principale tecnologia di riferimento.

Ma gli orizzonti applicativi appaiono davvero infiniti: dall’automotive al manufacturing, dall’istruzione alla medicina, dall’intrattenimento alla comunicazione, dal design al turismo, dallo sport al commercio. Il settore medico beneficerà moltissimo, ad esempio, dell’AR. Pensiamo ai vantaggi che può portare ai medici e ai chirurghi nella fase di diagnosi, in sala operatoria, e persino nella formazione poter ‘lavorare’ su un’immagine di un organo olografica, identica a quella del paziente.

Una sfida che l’imprenditore deve saper cogliere

E la realtà virtuale? Sempre più dispositivi entrano in un mercato che propone applicazioni per servizi che spaziano dal marketing (pubblicità, demo di prodotti, vendita) fino al miglioramento del lavoro in azienda, come la formazione del personale.

Un ambito in profonda evoluzione, evidentemente, che necessita di competenze approfondite. Potenzialmente può offrire nuovi mercati interessanti per quegli imprenditori “illuminati” che ne sapranno cogliere i vantaggi. Guidati, perché no, da professionisti del settore in grado di fornire giuste consulenze ed informazioni.