In questo momento storico, è fondamentale tornare a discutere in modo serio e rigoroso della possibilità di utilizzare l’energia nucleare pulita.

Questo il pensiero del Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Il titolare del Mise ha insistito sull’esigenza di “riavviare” il dibattito sul nucleare, un passaggio fondamentale “se si vuole puntare l’obiettivo dell’autosufficienza dal punto di vista energetico”. Giorgetti si accoda a una proposta che era già stata fatta dalla Francia, nell’ambito delle soluzioni comuni da ricercare nel vecchio continente per mettere un freno agli aumenti dei prezzi dell’energia. 

Energia Nucleare, anche la Francia chiede all’Ue di ripensarci

Fonti vicine all’Eliseo hanno più volte confermato in questi giorni come il premier Sarkozy stia insistendo molto su questo. Anche Draghi è stato più volte interrogato sul tema da giornalisti. Il premier ha spiegato che la discussione sui tavoli europei resta aperta, anche se al momento tra le nazioni, vi sono posizioni molto diverse a riguardo.

Anche perché, l’intenzione dei suoi sostenitori sarebbe quella di far rientrare questo modo di produrre energia, tra gli investimenti verdi ammessi dall’Unione Europea.

A dichiararsi estremamente favorevole alla sua introduzione è la Presidentessa della Commissione Ue Ursula Von der Leyen. La donna, fin dal primo giorno del suo insediamento, ha sempre insistito sulla necessità di dar inizio nel vecchio continente a un nuovo green deal europeo. In una delle sue interviste più recenti, la Von Der Leyen ha spiegato come in Europa vi sia un disperato bisogno di energie rinnovabili che rispettino l’ambiente. Una necessità che diventa oltretutto molto conveniente “se consideriamo il costo di produzione. Il solare è meno caro di 10 volte rispetto a 10 anni fa, l’energia eolica è del 50% meno cara di 10 anni fa”.  

L’energia nucleare può essere una soluzione, il costo delle rinnovabili è ancora insostenibile

 

Resta però il fatto che, adesione al nucleare o meno, il costo diretto e indiretto delle energie rinnovabili non risulta ancora sostenibile per l’Occidente. O meglio, nel momento in cui si decide che le rinnovabili diventano l’unica fonte di approvvigionamento energetico, bisogna anche contestualmente prendere atto che lo stile di vita occidentale non è più sostenibile. Lo aveva ben compreso la giornalista Barbara Ciolli. In un editoriale di alcuni anni fa la donna faceva infatti giustamente notare come “sulle energie alternative dopo mezzo secolo di eccessi e avvelenamento del pianeta, non basta. Neppure se, a scommettere sul cambiamento, è un Paese programmato, determinato, risparmiatore”.

Il riferimento era alla Germania che alcuni anni prima, sull’onda emotiva di quanto accaduto a Fukushima, aveva deciso di dire addio al nucleare. Di sicuro l’impennata dei prezzi dell’energia che stiamo scontando in questi mesi era un fenomeno per certi versi atteso da anni. 

La previsione dell’ex ministro Scajola

Ne è sempre stato convinto ad esempio Claudio Scajola, ex Ministro dello Sviluppo Economico che più aveva parlato della crisi energetica come della più grande emergenza che il paese si sarebbe ritrovato a un certo punto ad affrontare. Per l’ex titolare del Mise “l’Italia ha dormito per vent’anni, con il risultato che paghiamo l’energia il 30% in più rispetto agli altri Paesi europei”.  

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In ogni caso, al momento non è affatto semplice capire quanto il nucleare possa rivelarsi realmente conveniente da un punto di vista economico. Un calcolo difficile, tra costi fissi e variabili difficili da quantificare. Giorgetti però ha riaperto una questione che era stata anticipata alcuni mesi fa dal Ministro Cingolani. Non resta che attende adesso se l’Ue raccoglierà il suo invito.