In tempi di pandemia, con la crisi economica internazionale, fallimenti a go-go e futuro sempre più incerto, esistono ancora imprenditori “illuminati” che sanno fiutare l’affare. E’ il caso della tedesca Birkenstock, che entra nella galassia del colosso francese del lusso Lvmh, di proprietà del miliardario Bernard Arnault. I produttori dei celebri sandali con il plantare in sughero che hanno registrato milioni di aficionados in tutto il mondo, hanno accettato di vendere una quota di maggioranza alla società di private equity L Catterton, di proprietà di Lvmh, con una transazione stimata in circa 4 miliardi di euro. L’azienda tedesca a conduzione familiare, che affonda le sue radici nel lontano 1774 e vende sandali in 100 Paesi, non ha rivelato i dettagli finanziari dell’accordo. Stando alle dichiarazioni rilasciate dai fratelli Christian e Alex Birkenstock, l’obiettivo è crescere sui mercati di Cina e India, oltre ad espandere il business online.

Birkenstock e il lusso

Ad acquisire la maggioranza di Birkenstock, il private equity L Catterton, 23 miliardi di asset gestiti e 18 uffici in tutto il mondo.  L Catterton nasce nel 2016 come joint venture tra la società di private equity Catterton, Lvmh e il Gruppo Arnault, la holding della famiglia Arnault. La Moët Hennessy Louis Vuitton (Lvmh), è il più grande gruppo di beni di lusso del mondo proprietario di oltre 70 marchi tra cui Christian Dior, Bulgari, Fendi, Louis Vuitton. Ma gestisce anche di alberghi a 5 stelle e marchi di editoria, oltre ad aver stretto collaborazioni con etichette di streetwear e legami con star della moda e dello spettacolo. Basti pensare che proprio di recente, Lvmh ha acquistato una partecipazione del 50% nel marchio di champagne “Armand de Brignac” della star del rap Jay-Z.

Un’ascesa inarrestabile

L’inarrestabile ascesa di Birkenstock, inizia nel 2012 sotto la guida di Oliver Reichert e Markus Bensberg, i primi amministratori delegati non riconducibili alla famiglia, che hanno portato l’azienda a una crescita a due cifre anno su anno. L’azienda tedesca ha già conosciuto diverse vite: da produttore di suolette ortopediche è diventato il marchio degli inconfondibili sandali dall’aspetto rustico e basico, ormai un must anche nelle sfilate di moda. Il gruppo ha rinnovato le collezioni, lanciando modelli dai colori vivaci e sgargianti e ha collaborato con griffe come Paco Rabanne, Valentino o Ce’line, che hanno recentemente rivisitato la Birkenstock in una versione in pelliccia (il “Furkenstock”). E la pandemia pare non aver intaccato gli affari: dall’azienda fanno sapere che il 2020 è stato un “anno record”. In grado di ripetere i risultati del 2019, quando il fatturato aveva toccato i 721,5 milioni di euro.         

Un business lungimirante

“In L Catterton e Financière Agache – dichiara Oliver Reichert, Ceo del gruppo Birkenstock – abbiamo trovato dei partner per realizzare le nostre ambizioni di crescita globale”. Christian e Alex Birkenstock sottolineano che “per i prossimi 250 anni abbiamo bisogno di partner che condividano la stessa visione strategica della famiglia Birkenstock. In L Catterton e Financière Agache, abbiamo trovato questi partner”. Michael Chu, Co-Ceo di L Catterton non nasconde la sua soddisfazione. Si dice certo che “la nostra piattaforma e rete globale forniranno a Birkenstock le risorse per sostenere la continua crescita del marchio e del business”. “Financière Agache, la mia società di investimento familiare, investirà nell’azienda insieme a L Catterton, con cui abbiamo una partnership stretta e di lunga data. Insieme – assicura infine Arnault – forniremo supporto al business in modo che possa realizzare pienamente il suo significativo potenziale di crescita”.