Un maxi-emendamento approvato dalla Commissione Bilancio – riguardo alle misure per il Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza – ha infatti stabilito lo stanziamento di 20 milioni di euro per il 2022 e altri 25 l’anno per il 2023 e il 2024 (in tutto 70 milioni di euro). Destinati, appunto,  a un “distretto marino integrato che produrrà energia elettrica e idrogeno verde”.

Polo energetico

Un polo energetico in Adriatico, al largo di Ravenna, per riconvertire le piattaforme oil & gas e realizzare un distretto marino integrato con piattaforme offshore di eolico e fotovoltaico galleggiante per produrre energia elettrica e idrogeno ‘green’.

Il progetto

Il progetto prevede l’installazione di circa 56 turbine su fondazioni fisse sul fondo del mare in due siti differenti, il primo oltre le 8 miglia nautiche, il secondo oltre le 12 miglia. La potenza totale installata sarà pari a circa 450MW. Nell’ambito dello stesso progetto, inoltre, si prevede di utilizzare tecnologie innovative come il solare fotovoltaico galleggiante attraverso la tecnologia proprietaria di Moss Maritime, parte della divisione XSIGHT di Saipem dedicata allo sviluppo di soluzione innovative per velocizzare il processo di decarbonizzazione del settore dell’energia. A tal proposito la divisione XSIGHT ha già iniziato lo sviluppo di soluzioni integrate mirate all’utilizzo dell’energia rinnovabile e alla produzione di idrogeno “Green” e il progetto Agnes sarà il primo progetto dove tali soluzioni integrate prenderanno forma, dando la possibilità di trovare una soluzione alternativa al decomissioning delle piattaforme O&G presenti nel Mar Adriatico.

La partecipazione di Saipem

Saipem parteciperà allo sviluppo di un parco eolico nel Mare Adriatico davanti alle coste di Ravenna. Conferma così la sua presenza sempre più attiva nell’ambito delle iniziative legate allo sviluppo dell’eolico offshore e attesta la sua presenza nel settore anche in Italia. A tal fine ha recentemente firmato un Memorandum of Understanding (MoU) con AGNES (www.agneswindpower.com), società per lo sviluppo delle energie rinnovabili nel mare Adriatico che si occupa di eolico offshore e nearshore, solare galleggiante in mare, sistemi di stoccaggio dell’energia, produzione di idrogeno da fonti rinnovabili, e QINT’X (www.quintx.com), società italiana specializzata nel settore delle energie rinnovabili, in particolare fotovoltaico, eolico, idroelettrico ed e-mobility (veicoli elettrici).

Costi di dismissione evitati

E, parlando, del progetto, Arrigoni tocca un punto centrale, dicendo che il polo è strategico per diversi motivi ed anche “perché risponde agli obiettivi di riconversione delle vecchie piattaforme, evitando così i costi di dismissione” che, in teoria, dovrebbero essere pagati dalle compagnie petrolifere. Mica robetta. Tanto che per anni è capitato frequentemente che le società preferissero accontentarsi anche di una produzione minima che garantisse di tenere in vita il giacimento il più a lungo possibile e a costo zero, perché al di sotto delle franchigie poi sospese per il petrolio e ridotte per il gas. Escamotage che ha fatto risparmiare alle compagnie dell’oil&gas decine di milioni di euro, tutti mancati introiti per lo Stato. Tutto pur di evitare le costosissime dismissioni. Ora, si prospetta la soluzione della riconversione, che sulla carta fa comodo a tutti, alle compagnie pure.

Pnrr e fondo complementare

Nel fondo complementare, così com’era, non erano previste risorse ad hoc per questo tipo di progetti. Nella seconda missione del Pnrr, invece, è previsto un investimento da 680 milioni per la promozione di impianti innovativi, off-shore incluso. L’obiettivo del progetto, c’è scritto nel Pnrr “è quello di sostenere la realizzazione di sistemi di generazione di energia rinnovabile off-shore, che combinino tecnologie ad alto potenziale di sviluppo con tecnologie più sperimentali (come i sistemi che sfruttano il moto ondoso), in assetti innovativi e integrati da sistemi di accumulo”.

Si punta, però, per quei 70 milioni, anche all’idrogeno verde. E, pur investendo 3,19 miliardi nella promozione della produzione, della distribuzione e degli usi finali dell’idrogeno (e altri 450 nello sviluppo di una leadership internazionale industriale e di ricerca e sviluppo nelle principali filiere della transizione), nel Pnrr non c’è nessun investimento specifico che vada in questa direzione. Da qui la necessità di approvare l’emendamento e farlo anche con un certa fretta, dato che Agnes intanto sta andando avanti.