Fa discutere in questi giorni la battuta sessista che il presidente russo Vladimir Punti  ha riservato a una giornalista della Cnbc durante la sua intervista. Putin, estremamente irritato perché a suo parere la donna mal interpretava le sue risposte, le ha detto a un certo punto che per quanto fosse carina, non era in grado di comprendere.

Per poi ribadire subito dopo che nessuno può affermare che la Russia abbia intenzione di tagliare le forniture di gas al vecchio continente. Anzi, in tal senso la sua nazione è pronta a soddisfare queste nuove richieste. Un concetto che aveva ribadito anche qualche giorno durante il convegno dell’energia che si è tenuto a Mosca. Un evento in cui Putin ha in primo luogo ribadito come Mosca non abbia alcun intenzione di far diventare l’energia un’arma politica. 

Crisi del gas, Putin: “Nessun rifiuto, pronti ad aumentare forniture”

Un’accusa arrivata ultimamente, a causa del grande potere che con questa crisi energetica, Gazprom riveste. Se poi, spiega il premier russo, “ci chiedono di aumentare ulteriormente, siamo pronti ad aumentare ulteriormente. Aumenteremo di quanto i nostri partner ci chiederanno. Non c’è nessun rifiuto, nessuno”. Non è mancata però una forte stilettata nei confronti dei vertici politici del vecchio continente. Secondo Putin, è la politica europea la principale responsabile di questa carenza di gas in Europa. E le cause di questo vanno rintracciate nei mancati investimenti in energie rinnovabili e nella scelta di ridurre le forniture che arrivano da oltreoceano. 

Su questo infatti, Putin non sembra avere dubbi: “Vedete, il problema non è nostro, ma è nella parte europea, perché, in primo luogo, sappiamo che i parchi eolici non hanno funzionato durante l’estate a causa del tempo, lo sanno tutti. Inoltre, gli europei non hanno pompato abbastanza gas nei loro impianti di gas sotterranei e le forniture all’Europa sono diminuite da altre regioni del mondo”. 

Crisi del Gas, all’Ue non resta più molto tempo

Bisognerà però capire quanto riuscirà ad essere efficiente Gazprom in un contesto così emergenziale. Le forniture infatti sono state portate ai massimi di quanto prevedono i contratti. Per andare oltre e soddisfare la richiesta del vecchio continente, bisognerà trattare con Gazprom. Un passaggio inevitabile come ribadito di recente dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Intanto, la commissione europea sta portando avanti le prime mosse strategiche per tutelarsi da questa crisi energetica.

È stato pubblicato un nuovo documento che contiene al suo interno alcune misure per bloccare il caro energetico. È stata poi indetta nella giornata del 26 ottobre 2021 una riunione straordinaria degli Stati Membri sul tema. Cingolani d’altronde, è stato uno dei primi ministri in Europa a chiedere un intervento coordinato.Fin dal principio ha sempre sostenuto che questa crisi del gas potesse essere affrontata solo in quanto continente. 

Cingolani sul costo del carburante

Tante le opzioni da valutare per calmierare la situazione. Cingolani stesso ha invitato a riflettere gli altri ministri su quanto l’Iva incida attualmente sul costo del carburante. Ma l’unica vera soluzione a suo parere, può essere solo quella di accelerare sugli investimenti in rinnovabili. 

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Non bisogna nemmeno pensare che l’Italia sia in una situazione senza via d’uscita: “Il sistema italiano di approvvigionamento del gas naturale è storicamente il più diversificato d’Europa e questo ci dà un po’ più di libertà. In in particolare con cinque gasdotti di importazione alimentati da produzioni provenienti principalmente da Russia, Algeria, Nord Europa, Libia e Azerbaijan. L’Italia può contare su una produzione nazionale che fornisce circa il 10% dei consumi interni annui e su tre rigassificatori”.