Green Economy: i cambiamenti climatici in corso e una consapevolezza sempre maggiore da parte di aziende e persone sulla necessità di salvaguardare l’ambiente, stanno gradualmente convincendo i trader di tutto il mondo ad orientare i loro investimenti verso tutte quelle imprese che attraverso i loro prodotti o servizi cercano di ridurre l’impatto dell’uomo sulla natura.

La green economy è ormai entrata a pieno diritto nel mercato finanziario, con diversi strumenti dedicati al settore e appositi strumenti di rating incaricati di fornire valutazioni a riguardo.  

Investire oggi nella produzione eco-sostenibile è una grande opportunità, in quanto si tratta di un comparto che cresce esponenzialmente di anno in anno. Non è certo un caso se moltissimi governi negli ultimi tempi, hanno deciso di modificare la loro agenda economica allo scopo di incentivare gli investimenti green. 

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Gli strumenti per investire nella green economy

Attualmente, chiunque voglia investire nella green economy, ha a disposizione tre tipologie di strumenti finanziari: green bond, fondi green e azioni di società impegnate nella green economy.

I fondi green sono i più difficili a cui accedere, anche perchè non ne esistono molti e nella maggior parte dei casi richiedono investimenti minimi di diversi milioni di euro.

Morningstar, società di servizi finanziari con sede a Chicago, mette a disposizione dei suoi investitori alcune linee guide per identificare i fondi green più affidabili, e uno strumento di ratingatto a verificare se le aziende presenti nel fondo stiano effettivamente producendo nel rispetto dell’ambiente.

I Green Bond

I green bond sono dei titoli di debito, che vengono emessi appositamente per finanziare investimenti eco sostenibili. Grazie a questa tipologia di obbligazioni ai risparmiatori viene data la possibilità di sostenere attivamente tutte le iniziative legate alla green economy.

Sono assimilabili in tutto e per tutto a delle normali obbligazioni, con la sola differenza che la loro emissione è vincolata a progetti di investimento che riguardino la tutela dell’ambiente.

Inizialmente, i green bond venivano emessi da istituzioni creditizie sovranazionali. Con il tempo però sono entrati nel mercato finanziario anche come titoli di debito emessi da singole aziende o amministrazioni pubbliche.

Trasporto ecologico

Per quanto riguarda il settore dei trasporti, la prima azienda a cui ogni investitore dovrebbe

rivolgere la propria attenzione è sicuramente Tesla, che di recente è nuovamente balzata agli onori della cronaca per il lancio del pick up Cybertruck.

Può anche essere conveniente investire non necessariamente in chi si occupa della produzione di autovetture, ma anche su quelle imprese che forniscono il combustibile alle industrie automobilistiche, coma ad esempio l’azienda Ballard Power System.

Energia da fonti rinnovabili

Sul fronte dell’energia e delle fonti rinnovabili, un’azienda da monitorare con attenzione è l’Enel Green Power, impresa controllata di Enel, nata con lo scopo di costruire campi fotovoltaici e parchi eolici.

Bisogna però anche considerare che, essendo stato il comparto energetico uno dei primi ad investire nella green economy, al momento è tra quelli meno remunerativi. E’ da precisare che le performance del titolo Enel continuano ad essere molto buone. 

In questo specifico ambito, una delle strategie migliori  è quella di trading con le barrier. Le barrier sono strumenti finanziari derivati over-the-counter che si chiudono in automatico quando il prezzo di mercato raggiunge il livello di knock-out scelto dall’investitore. Il vantaggio principale naturalmente è quello di avere un rischio di perdita limitato.

Inoltre, Enel ha di recente annunciato un nuovo piano industriale in cui il la metà degli investimenti interni, che corrispondono a circa 28 miliardi di euro, saranno destinati alle fonti rinnovabili.

Contemporaneamente, la multinazionale italiana ha deciso di abbandonare quasi completamente lo sviluppo degli impianti che producono energia da combustibili fossili, per sostituirli gradualmente con le nuove tecnologie rinnovabili.

Investire nella riduzione di emissioni nocive 

Un’altra opportunità di investimento per chiunque voglia entrare nel mondo della green economy, riguarda la possibilità di investire in aziende che sono attivamente impegnate nella riduzione di delle emissioni industriali. Le quattro società più importanti in questo ambito sono: Fuelt-Tech, Versar, Marker Vectors Environmental Services, Invesco Cleantech.

La Green Economy è destinata a crescere

La green economy sarà probabilmente uno settori commerciali che crescerà di più nel prossimo decennio, anche perchè verrà sostenuto con sempre maggiore convinzione da parte dei governi.  

La produzione eco sostenibile è ormaiuna categoria di investimento di prim’ordine.

D’altronde, non è un certo un segreto che le fonti fossili diminuiranno sempre di più nel medio termine. Oltre a questo, gli effetti sempre più visibili dell’inquinamento e una maggiore sensibilità della popolazione verso il tema, stanno creando l’habitat ideale per qualunque investitore, considerato anche che la crescita esponenziale del settore.

Il principale riferimento finanziario del mercato italiano è l’indice Irex che raggruppa tutte le società che si occupano di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e della costruzioni di impianti e componenti del settore green.  

Al suo interno oggi troviamo aziende come Greenvision, Kinexia, Terni Energia e molte altre ancora. Rispetto al 2010, l’indice Irex vanta oggi 9.526 punti, il 10 per cento in più rispetto al 2010. 

Il boom della Green Economy in Italia

Anche in Italia, investire nella green economy sta diventando particolarmente conveniente. 

Secondo il rapporto GreenItaly redatto dalla fondazione Symbola e Unioncamere, negli ultimi 5 anni oltre 432 mila aziende hanno investito in tecnologie volte a ridurre l’impatto ambientale, con circa 3,1 milioni di persone che lavorano nel settore.

Il report prevede inoltre che nel prossimo quinquennio, la green economy riuscirà ad offrire, sia nel settore pubblico che in quello privato, un’opportunità di lavoro su cinque. 

Il settore delle energie rinnovabili ha inoltre conosciuto negli ultimi dieci anni un’espansione senza precedenti. Se infatti nel 2019 gli impianti fotovoltaici erano circa 7mila, oggi se ne contano circa 820 mila, rendendo l’Italia il settimo paese per valore di investimenti nella green economy.  

Sul riciclo dei rifiuti si è riusciti a fare ancora meglio.

Attualmente l’Italia ha la più alta percentuale in Europa sul riciclo della totalità dei rifiuti, con il 79 per cento di questi che vengono smaltiti secondo modalità eco-sostenibili.

Anche per quanto riguarda i brevetti green, si è registrata una crescita di oltre il 20 per cento rispetto al 2006, un dato che è inoltre in controtendenza rispetto agli altri paesi europei. Dopo Cina e Giappone, l’Italia è attualmente al terzo posto per numero di certificazioni ISO 14001.