Un Euro digitale per tutta l’Europa come strumento per potenziare il sistema finanziario, è quanto propone la Commissione Europea con a capo il commissario per l’Economia Paolo Gentiloni.

 

Il parere della Commissione

“La Commissione sostiene l’esplorazione di un progetto dell’euro digitale, come elemento potenzialmente importante di un settore della finanza digitale forte e innovativo e di sistemi di pagamento più efficienti e resilienti – ha detto il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni –. Un euro digitale potrebbe anche sostenere obiettivi politici più ampi: la digitalizzazione della nostra economia; aperta autonomia strategica; e rafforzare il ruolo internazionale dell’euro. Potrebbe integrare il contante e la già ricca offerta di soluzioni di pagamento al dettaglio private esistenti”.

 

Che cos’è l’euro digitale

Si tratta di un progetto che potrebbe vedere la luce nel corso del 2021. Possiamo definire l’euro digitale una CBDC cioè una central bank digital currency. Una valuta digitale emessa dalla Bce, la Banca centrale europea, accessibile a tutti i cittadini e alle imprese come le banconote, ma in forma digitale. L’euro digitale non sarà una criptovaluta. I prezzi delle criptovalute sono volatili perché mancano di valore intrinseco e non esiste un’istituzione affidabile che le supporti. In questo caso invece l’euro digitale è una valuta come l’euro fisico e il suo valore è alla pari con il contante (1 euro è tale sia digitale che fisico). Inoltre è emesso dalla Bce e questo gli dà un’enorme stabilità rispetto ai contraccolpi di mercato.

 

Una risposta alle criptovalute

Tra le ragioni che hanno portato la Bce a ragionare su un euro digitale c’è stato l’annunciato arrivo di Libra e quindi di Diem, la criptovaluta lanciata da Facebook per fare concorrenza a Bitcoin. Se le Autorità statunitensi autorizzano Diem, infatti, potremmo assistere a un enorme sviluppo delle transazioni in dollari nel mondo con una possibile perdita di posizione dell’euro.

 

Condizioni principali?

  • che l’euro digitale conviva insieme al contante e che sia uno strumento utilizzabile sempre, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, anche in assenza di connessione internet (quindi che sia uno strumento al portatore utilizzabile non solo online ma anche sui pos fisici);
  • dovrà poter essere scambiato alla pari con l’euro fisico (1 euro sarà tale anche se digitale);
  • non dovrà avere costi e dovrà garantire un alto livello di privacy per gli utenti;
  • in ogni momento deve essere possibile la sua conversione in euro “fisici”;
  • essere disponibile per tutti anche per chi non è incluso finanziariamente;
  • sarà emesso direttamente dalla Bce e assai probabilmente ci saranno dei conti di pagamento in euro digitale aperti dai consumatori presso la Bce.

 

Privacy e sicurezza

“La consultazione della Bce su questo argomento – ha proseguito Gentiloni – ha contribuito a chiarire ciò che conta per i cittadini e le imprese, a cominciare dalla privacy e dalla sicurezza. Ha dimostrato che un euro digitale implica sia opportunità che rischi, che devono essere attentamente presi in considerazione mentre andiamo avanti.

Ecco perché la Commissione è impegnata in una cooperazione molto stretta con la Bce a livello tecnico su questo progetto Dobbiamo presentare all’Eurosummit una road Map. Il Consiglio della Bce non ha ancora formalmente deciso di portare avanti il progetto. Ma sappiamo ci sono tante questioni giuridiche soprattutto sul quadro europeo delle responsabilità e su questo versante ci sarà un collaborazione tecnica fra la commissione e la Bce”.

 

Efficienza dei pagamenti

“Dobbiamo capire meglio alcuni aspetti – ha però evidenziato – solo per citare alcuni esempi: come l’euro digitale potrebbe indurre ulteriori guadagni in termini di efficienza dei pagamenti e innovazioni nell’Ue. Influenzerebbe il nostro sistema di pagamento? Potrebbe migliorare l’inclusione finanziaria?  Sosterrebbe la digitalizzazione dell’economia in modo più ampio e come garantire il rispetto dei più elevati standard di protezione dei dati e antiriciclaggio?”.

 

Gli operatori del mercato in aiuto della Bce?

La Bce potrebbe farsi aiutare nella gestione di questi conti da operatori di mercato autorizzati e specializzati per garantire l’accesso a questi conti a tutti, anche a chi non ha un conto corrente. Sono tante le richieste, il progetto è alle prime battute e noi lo seguiremo per far in modo che l’euro digitale possa essere un vero strumento a vantaggio del consumatore.