Il Decreto Rilancio porta in dote importanti novità per le start up e – in generale – per le PMI innovative. Si tratta di una serie di agevolazioni fiscali significative. Chiaro l’intento del Governo: in un momento di particolare difficoltà, in cui l’economia sta accusando una flessione fortissima, si cerca di correre ai ripari “sostenendo” chi ha voglia di mettersi in gioco. Investendo proprio quando parrebbe essere il momento meno indicato. Ma chi fa impresa lo sa: il rischio fa parte del mestiere. E bisogna avere una strategia precisa, mezzi adeguati e una “visione illuminata” lungimirante. Ecco, nel dettaglio, le misure decise dal Governo.

Start up e detrazioni Irpef

Il primo passo concerne l’aumento sino al 50% delle detrazioni Irpef per gli investimenti effettuati da persone fisiche titolari o non titolari di partita iva (Regolamento UE n. 1407/2013). Entrando nello specifico, l’investimento massimo detraibile non può superare l’importo di 100 mila euro e deve essere mantenuto per almeno 3 anni. Si tratta di un punto fondamentale: l’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima del termine, comporta la decadenza dal beneficio. Inoltre, se dovesse verificarsi una situazione del genere, il contribuente sarebbe obbligato a restituire l’importo detratto, unitamente agli interessi legali. Da ricordare che la detrazione si applica alle sole start up innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese, al momento dell’investimento.

Misure ed agevolazioni

Il DL Rilancio integra la disciplina agevolativa delle start up innovative contenuta nel D.L. n. 179/2012. L’agevolazione concessa si aggiunge alle precedenti misure, volte ad incentivare la partecipazione al capitale delle imprese innovative. Eccole, nel dettaglio:

  • gli incentivi fiscali per investimenti effettuati da persone fisiche e giuridiche in start up e PMI innovative che si focalizza su un taglio di investimenti più elevato (agevolazioni fiscali del 30% fino a 1 milione di euro per le persone fisiche e del 30% fino a 1,8 milioni per le persone giuridiche);
  • il Fondo Nazionale di Innovazione, che interviene con investimenti diretti e indiretti in minoranze qualificate nel capitale di imprese innovative. Attraverso Fondi generalisti, verticali o Fondi di Fondi, a supporto di start up, scale up e PMI innovative.

Contributi a fondo perduto

Il Decreto Rilancio prevede lo stanziamento di 10 milioni di euro – a fondo perduto – per l’anno 2020 per le start up innovative. I contributi sono finalizzati all’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub. E ancora: business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative. Si può destinare, inoltre, sino al 5% di tali risorse al finanziamento di specifiche iniziative. Tra queste:

– comunicazione sul sistema italiano delle start up, con particolare riguardo alle iniziative avviate per fronteggiare l’emergenza Covid-19;

– promozione e valorizzazione delle attività delle start up e del sistema (art. 38, comma 2), anche al fine di promuovere il raccordo tra imprese innovative e imprese tradizionali.

Venture Capital

Altro intervento: finanziati 200 milioni per il Fondo di sostegno al venture capital, destinati a sostenere investimenti nel capitale. Anche attraverso la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, l’erogazione di finanziamenti agevolati, la sottoscrizione di obbligazioni convertibili. Altri 200 milioni del Fondo di garanzia PMI sono destinati, infine, alle start up innovative.