Aria di novità contenute nel DDL Bilancio 2020: dalla Robin Tax al 3% alla Plastic Tax, passando per i fringe benefits per le auto aziendali fino alla “stretta” sugli Appalti.

Sono ben 20 le novità introdotte nell’emendamento al ddl bilancio 2020, che è stato proposto in commissione Bilancio al Senato.

Si tratta di novità che valgono un giro di affari di ben 1,7 miliardi di euro. Nel frattempo si attende il testo, che dovrebbe arrivare già questa settimana a Montecitorio o, nel peggiore dei casi, si dovrà attendere il 13 o il 14 dicembre.

DDL Bilancio 2020: Robin Tax

Tra le venti novità contenute nella legge di bilancio 2020, che pendono ancora oggi, spunta la cosiddetta Robin Tax. L’addizionale IRES che riguarderà i concessionari autostradali, aeroportuali, per lo sfruttamento di acque minerali, per la distribuzione di energia elettrica, ferroviari, di frequenze radiofoniche, radiotelevisive e delle comunicazioni.

La Robin Tax, battezzata dal Presidente USA Jimmy Carter, dovrebbe “togliere” ai ricchi per dare ai poveri e non dovrebbe “pesare” sulle tasche dei consumatori finali. Ma è davvero così?

L’aliquota addizionale del 3% prevista dalla Robin Tax 2020 dovrebbe scattare retroattivamente per il periodo d’imposta 31 dicembre 2019 e dovrebbe garantire alle casse dello Stato italiano un gettito di circa 300 milioni di euro.

L’incremento dell’addizionale IRES dal 24% al 27% verrebbe, tuttavia, a gravare sulle tasche dei consumatori dal momento che, a fronte di un aumento delle tasse, incrementerebbero i costi dei beni e dei servizi erogati agli utenti finali. E così sarebbero interessati dall’aumento del prezzo dei pedaggi, delle bollette energia elettrica e dei servizi portuali.

La Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia, nel lontano 2015, ha accusato la Robin Tax di ledere il principio di capacità contributiva e di essere incostituzionale.

Ecco quanto riportato dalla Corte:

“[la Robin Tax] ha previsto una maggiorazione d’aliquota di una imposizione, qual’è l’IRES, che colpisce l’intero reddito dell’impresa”.

Manovra 2020: “stretta” sugli Appalti per i contratti sopra i 200.000 euro

Tra le novità proposte dall’emendamento dei relatori approvato dalla commissione Finanze della Camera, si prova a snellire la procedura per contrastare l’evasione fiscale e contributiva. Obiettivo: le ritenute sui contratti d’appalto sopra i 200mila euro.

La previsione normativa sancisce che a versare le ritenute siano direttamente le società appaltatrici, subappaltatrici e affidatarie della realizzazione dell’opera.

Non sarà più necessario che la società committente anticipi il versamento delle ritenute di tutti i lavoratori impiegati nell’appalto o subappalto.

In buona sostanza, sarà la ditta committente che dovrà verificare l’avvenuto versamento delle ritenute da parte della società cui ha affidato la realizzazione dell’opera.

Rimangono esclusi dalla “stretta” Appalti 2020 i contratti di servizio di pulizia delle scale o di giardinaggio nei condomini.

Le imprese appaltatrici e subappaltatrici saranno tenute ad inoltrare entro 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento delle ritenute copia degli F24 con cui hanno saldato le somme dovute all’Amministrazione tributaria.

Plastic Tax nella Manovra 2020: scende a 0,50 centesimi al chilo

Slitta a luglio la Plastic Tax 2020, che fissa la nuova imposta sulla plastica a 0,50 centesimi al chilo.

«Le notizie sulle nuove misure da applicare agli imballaggi, i cosiddetti Macsi in materie plastiche, non sono affatto rassicuranti», precisa una nota siglata da Federazione Gomma Plastica, Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec.

Lo stesso Matteo Salvini è intervenuto a proposito della Plastic Tax 2020 sottolineando che

non è rinviando tasse di tre, quattro mesi che cambia la sostanza”.

Un settore così importante, quale quello della produzione della plastica in Italia, teme di essere colpito in modo diretto dall’imposta.

Ne avevamo parlato qui: Plastic Tax. Quale impatto su PMI e consumatori?

Le imprese lanciano il loro monito ed esprimono preoccupazioni, chiedendo al Governo di rendere più flessibile e graduale il piano di ridimensionamento della produzione.

In ogni caso, bisogna anche dire che la Plastic Tax, prevista dal Governo Conte nella Manovra 2020, è un provvedimento sostanzialmente in linea con la direttiva europea su determinati prodotti in plastica monouso.

Entro il 2021 posate, piatti, cannucce, aste per palloncini e bastoncini cotonati in plastica monouso saranno vietati.

Inoltre, la normativa comunitaria prevede che le bottiglie in plastica presentino una componente riciclata al 25% entro il 2025 ed al 30% al 2030.

La Plastic Tax 2020 graverà sui consumatori finali?

Federconsumatori Codacons stimano un aggravio delle spese per famiglia.

La stessa Coldiretti sottolinea:

“La Plastic tax colpisce due terzi della spesa a tavola delle famiglie e rischia di penalizzare a cascata l’intera filiera agroalimentare”.

Il gettito stimato dal Governo dovrebbe ammontare a un miliardo di euro nel 2020 e 1,8 miliardi nel 2021.