Coronavirus, il grido d’allarme delle imprese italiane: “Dilazioni fiscali e misure a sostegno del settore, solo così supereremo la crisi”. L’Intervista a Davide Roccaro, Presidente dell’Associazione Imprenditori Nord Milano. 

Una crisi dagli scenari ancora indecifrabili, con un’epidemia galoppante e che sta causando effetti devastanti, ad ogni livello: sociale, economico e politico. Un dato di fatto però si può già registrare: le difficoltà stanno coinvolgendo larghi strati di popolazione, in primis il tessuto imprenditoriale, quella miriade di piccole e medie aziende che stanno pagando un conto davvero salato al Coronavirus. Preoccupazioni condivise anche da Davide Roccaro, Presidente dell’Associazione Imprenditori Nord Milano, network che raccoglie oltre 100 imprese in un territorio particolarmente dinamico tra Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Bresso, Paderno Dugnano e Cusano Milanino.

Un grido d’allarme che arriva da un territorio particolarmente ricco di realtà imprenditoriali…

“Le nostre aziende sono in sofferenza. Dalle multinazionali sino alla piccola impresa famigliare, tutti stanno scontando un conto salatissimo. La situazione è preoccupante: stiamo parlando di migliaia di persone che rischiano di perdere il posto di lavoro. Insieme alle nostre imprese è in difficoltà tutto l’indotto: pensiamo al mondo della ristorazione e ai loro fornitori, alle palestre, ai cinema e chi più ne ha più ne metta. Tra i nostri associati, ad esempio, vi sono imprese che fanno assistenza ai POS: ebbene il lavoro è bloccato”.

Una problematica trasversale, dunque?

“Assolutamente sì: non si può ragionare per settori. Siamo tutti sulla stessa barca, dalle famiglie alle grandi aziende, dalle piccole imprese alle realtà artigiane sino alle partite Iva”.

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Quali sono dunque gli interventi che auspicate?

“Il Governo non può pensare unicamente a misure restrittive. In contemporanea deve sostenere la parte attiva del Paese. Innanzitutto, è necessario permettere una dilazione dei pagamenti fiscali delle aziende: penso all’Iva, da qui a sei mesi dovremo pagare tasse e imposte. Ebbene, sarebbe saggio farle slittare a fine anno. Ciò permetterebbe al mercato di riprendersi, almeno parzialmente, e far circolare nuovamente del denaro. Ma esiste un altro problema”.

Quale sarebbe?

“In questo momento gli imprenditori hanno necessità di liquidità immediata per pagare stipendi, fornitori e creditori. Abbiamo bisogno di misure ad hoc per sostenere il comparto: penso a dei bandi regionali specifici, da attivare nell’immediato per dare sostegno all’impresa. Molti piccoli imprenditori non sanno a chi rivolgersi. Men che meno alle banche, che ormai non accettano più il rischio…”.

Eppure, si sente di lanciare un messaggio di ottimismo…

“Guai ad arrendersi. L’Italia si fonda su una struttura consolidata di piccole e medie imprese che rappresentano la ricchezza del Paese. Abbiamo una responsabilità sociale nei confronti di migliaia di famiglie: dobbiamo reagire e lo sapremo fare grazie ad uno spirito innato e tanta voglia di tirare su la testa, di nuovo, come sempre”.

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