La Nutella non conosce crisi. O meglio, la Ferrero, storica azienda di Alba, nel Cuneese, mamma della crema spalmabile più conosciuta al mondo. Che guarda oltre, continuando ad espandersi in tutto il mondo, in barba a pandemie e Covid vari… E’ notizia recente, infatti, che Giovanni Ferrero, patron ed uomo più ricco d’Italia, tramite una società affiliata – la holding belga CTH – ha acquisito il celebre marchio inglese della “Northern Food Grocery Group Limited”. Si tratta di un’azienda che produce dolci addirittura dal 1853 e – soprattutto – i biscotti Fox’s, un vero e proprio must per i sudditi britannici. Il gruppo piemontese, insieme ai biscotti, acquisirà anche gli stabilimenti di Kirkham nel Lancashire inglese, e Batley, nella contea del West Yorkshire. “L’attività oggetto della vendita – si legge in una nota della Ferrero – ha generato un fatturato pari a circa 157 milioni di sterline negli ultimi 12 mesi”.

L’impero mondiale di Ferrero

Quello dei Ferrero ormai è un impero a livello planetario. Il gruppo di Alba ha cambiato strategia a partire dal 2015. Da allora, al fianco dei gioielli di famiglia – Nutella, Kinder, Estathé, TicTac – sono partite una serie di acquisizioni per consolidare sempre di più la propria presenza in tutto il mondo. E i risultati sono eccellenti: il bilancio chiuso il 31 agosto 2019 parla di 104 società e 31 siti produttivi, con una presenza diretta o tramite distributori autorizzati in 170 paesi del globo. Il fatturato? 11,4 miliardi. Un atteggiamento “aggressivo” nei confronti del mercato che ha portato Ferrero a sbarcare addirittura negli Stati Uniti, acquisendo il business dolciario di Nestlé ma anche gli snack di Kellogg Company.

Biscotti e gelati di qualità

In Europa i piemontesi puntano forte, invece, sui biscotti e i gelati di qualità. E sulle aziende che li producono. e sulle aziende produttrici. A cominciare dai Nutella Biscuit, che stanno avendo un successo notevole. Passando poi i belgi della Delacre e i danesi della Kelsen. Sul fronte dei gelati, da registrare l’acquisto della spagnola Ice Cream Factoy Comaker, grazie ad un accordo con il gigante Unilever, che possiede i marchi Algida, Magnum e Grom. La Icfc è specializzata nella produzione per conto terzi, ha 650 addetti, fattura 125 milioni di euro ed esporta in 15 Paesi. Oltre al suo quartier generale di Valencia, un anno fa ha aperto una fabbrica a Mantova.

Il premio ai dipendenti

Un’azienda al passo con i tempi, dunque. Innovativa, ambiziosa. Ma con un occhio di riguardo per il personale. Visto che nella busta paga di ottobre arriverà un premio di oltre 2.000 euro per i 6 mila dipendenti italiani del Gruppo Ferrero. Sono quattro gli stabilimenti nel Bel Paese, alle prese con i numeri di una stagione condizionata da lockdown e pandemia. Problemi, che almeno stando a quanto riferiscono i sindacati in una nota, non hanno toccato Ferrero. “La pandemia e il lockdown hanno condizionato profondamente le abitudini quotidiane degli italiani – scrivono Fai, Flai e Uila –. Tuttavia, i prodotti Ferrero hanno ottenuto in media risultati positivi, mantenendo un livello di gradimento molto alto anche durante questo periodo molto delicato e particolare”.

Dipendenti soddisfatti

Il valore del premio Ferrero – Plo, Premio Legato ad Obiettivi – per l’anno 2019-2020, è determinato dall’andamento di due parametri: il risultato economico, unico per tutta l’azienda (concorre a determinare il 30% dell’importo) e il risultato gestionale (rappresenta il 70% del premio), collegato invece all’andamento di ogni stabilimento o area di lavoro. I premi dunque risultano leggermente diversi a seconda delle sedi: ai dipendenti di Alba andranno 2.105,97 euro lordi. A Balvano, in provincia di Potenza, 2.127,74; agli addetti di Pozzuolo Martesana, nel Milanese, 2.136,03. Infine, per i dipendenti di Sant’Angelo dei Lombardi, è pronto un assegno da 2.170,24 euro.