Per le imprese in crisi arriva il “tutor”. E’ quanto prevede il decreto legge 24 agosto 2021, n. 118, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 24 agosto, “Misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia”. Il dl 118/2021 differisce, tra l’altro, al 16 maggio 2022 l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (dlgs 14/2019, Ccii). Inoltre, ecco il posticipo al 31 dicembre 2023 dei sistemi di allerta precoce della crisi così come inquadrati dagli art. 12 e successivi dello stesso Ccii. La giurisprudenza prevede, infine, una serie di agevolazioni per accompagnare le imprese in difficoltà verso possibili e diverse soluzioni. Ecco le principali novità contenute nel dl 24 agosto 2021, n. 118.

Il dl 118 e la figura del “tutor”

Il quotidiano economico “Italia Oggi” spiega la novità più importante del dl 118. In breve, il tutor: “Imprese fuori dalla crisi con l’aiuto di un professionista, un soggetto terzo e indipendente, iscritto in appositi elenchi pubblici, che supporterà l’imprenditore per evitare il default”. La nuova procedura entrerà in vigore dal prossimo 15 novembre. Per gli imprenditori, previsto anche un test pratico per verificare direttamente e in prima persona lo stato di salute della loro impresa. Ma non solo. Nelle prossime settimane il Ministero della Giustizia stabilirà le regole per rendere operativa la piattaforma telematica nazionale accessibile agli imprenditori iscritti nel registro delle imprese. Il canale web, utilizzabile attraverso il sito istituzionale di ciascuna camera di commercio, fisserà la lista di controllo particolareggiata e le indicazioni per la redazione del piano di risanamento.

La negoziazione della crisi

Il provvedimento prevede l’introduzione della composizione negoziata della crisi, prevista dall’articolo 2. Si tratta di un’ipotesi contemplata nei casi di squilibrio economico o patrimoniale dell’impresa. Una situazione di difficoltà che è precedente all’eventuale crisi di insolvenza ma ancora reversibile. L’imprenditore commerciale o agricolo può chiedere, alle associazioni camerali territoriali, la nomina di un esperto indipendente. Il professionista, che sarà incaricato secondo le modalità previste dal decreto, ha il compito di assistere l’imprenditore e di agevolare le trattative con gli altri soggetti coinvolti. Al momento della nomina dell’esperto, l’imprenditore potrà chiedere l’applicazione di misure protettive del patrimonio.

Le agevolazioni fiscali

Previste anche delle agevolazioni fiscali, oltre alla procedura di composizione negoziata. Innanzitutto, l’abbattimento alla soglia legale dei debiti tributari, nel periodo compreso tra l’accettazione dell’incarico da parte dell’esperto e la conclusione delle procedure negoziate. Le sanzioni e gli interessi sui debiti tributari sorti prima della nomina dell’esperto sono ridotti del 50% nei seguenti casi:

  • se l’imprenditore chiede l’omologazione di un accordo di ristrutturazione del debito;
  • a seguito dell’approntamento di un piano di risanamento per l’esposizione debitoria dell’impresa e assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria;
  • se il soggetto presenta la domanda di concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio;
  • qualora l’imprenditore acceda a una delle procedure disciplinate dal RD. n. 267/1942, dal Dlgs n. 270/1999 o dal Dl n. 347/2003.

La rateizzazione dei debiti

L’Agenzia delle Entrate consente un piano di massimo 72 rate mensili per il pagamento delle somme dovute ma non versate a titolo di imposte sul reddito, ritenute alla fonte operate come sostituto d’imposta, IVA, IRAP non ancora iscritte a ruolo e relativi accessori. Un beneficio che decadrà in caso di successivo deposito del ricorso per concordato. Oppure, se sarà dichiarato fallimento o accertamento dello stato di insolvenza, ovvero in caso di mancato pagamento anche di una sola rata alla sua scadenza. Tra le altre agevolazioni previste:

  • non si considerano sopravvenienze attive le riduzioni dei debiti dell’impresa;
  • le perdite dei beni relative al costo non ammortizzato e le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi.