“Un licenziamento di massa mascherato” così la pensano la maggior parte dei dipendenti dello stabilimento roberto Cavalli di Firenze che dovrò chiudere i battenti entro il primo settembre.

Per i sindacati “occorre fare chiarezza ed intervenire su una decisione che oltretutto penalizza il territorio toscano. Vogliamo vederci chiaro. Le istituzioni devono vigilare perché non si consenta a nessuno di agire a piacimento. Oggi a maggior ragione servono piani industriali seri e soprattutto rispetto per i lavoratori”.

 

La proposta

E così dopo anni di importanti obiettivi industriali e professionali 200 lavoratori si vedono costretti a cambiare sede o licenziarsi. La proposta dell’azienda è quella di spostarsi in massa a Milano. Ma per molti di loro non ci sono le condizioni per potersi spostare dalla toscana alla Lombardia, ecco perché sembra un piano di licenziamento mascherato.

 

Per i sindacati

La decisione è stata comunicata in un incontro convocato sul tema dell’applicazione della cassa integrazione. “Preannunciare oggi un’ipotesi di trasferimento a Milano ci pare davvero una scelta inaccettabile per un marchio che qui, a Firenze, doveva invece rilanciarsi”, affermano Luca Barbetti (Filctem-Cgil Firenze) e Mirko Zacchei (Femca-Cisl Firenze-Prato), annunciando di aver richiesto alla Regione Toscana la riattivazione del tavolo di crisi.

 

Le premesse della crisi

Nel mese di Aprile, in piena pandemia arrivò l’annuncio-bomba della maison Saint Laurent. “La griffe fondata da Yves – spiegava un laconico quanto lapidario, comunicato – non presenterà le sue collezioni in nessuno degli appuntamenti stabiliti per il 2020. Prendiamo il controllo del nostro passo, rimodellandolo. Ora più che mai il brand seguirà il proprio ritmo”.  “Non c’è nessun motivo – incalza il direttore artistico di Saint Laurent, Anthony Vaccarello – per seguire un calendario realizzato anni fa, quando tutto era completamente diverso. Voglio presentare nel momento in cui sarò pronto”.

 

La reazione

Sembrava l’inizio della fine, ed invece molte case di moda reagirono a quella situazione cercando di cooperare e stringersi intorno in un momento difficile e delicato. Uno fra tutti diede l’esempio, Giorgio Armani. Ma evidentemente tutto ciò non è bastato. Tra il dire ed il fare i sono di mezzo tanti soldi, verrebbe da dire. Economie d’impresa necessarie a far funzionare le cose che non sono arrivate.

 

A rischio le piccole griffe

“Bisogna capire bene – dice Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda – se è una soluzione legata a questo periodo di Covid 19 o una svolta definitiva. Nel secondo caso sarebbe una stupidaggine. Ammazzerebbe le griffe più piccole che si reggono sulla potenza di fare sistema coi grandi nomi in una kermesse unica”. 

E poi come farebbero i compratori e gli operatori che si concentrano nelle settimane della moda? Si frammenterebbero in una diaspora? L’impatto economico sarebbe durissimo anche sull’indotto che trasforma i volti delle città durante le giornate della moda: dagli hotel ai taxi. 

“No, no – insiste Capasa – se la scelta di Saint Laurent diventasse la nuova regola, sarebbe troppo egoistica in un momento in cui sta emergendo il valore della collettività. Se poi i problemi sono la schiavitù dalle tempistiche sempre più veloci e l’ubriacatura di prodotti, apriamo il dibattito”.

 

Bisogna cambiare sistema

“La scelta di Saint Laurent non mi stupisce: – dichiara Andrea Panconesi della boutique fiorentina Luisa via Roma, pioniera dell’on line – . E’ solo successo in tre mesi quel che prevedevo fra tre anni. Anche per una questione ambientalista: viaggi, aerei, spostamenti…”. 

Senza contare i costi in periodi che non promettono un futuro roseo. I marchi piccoli e gli emergenti? “Si faranno la loro strada attraverso i nuovi canali alternativi – se ne fa un ragione Panconesi –“. Del resto il fenomeno Marcelo Burlon è esploso attraverso il web. “Il sistema – tira le somme – è cambiato a partire dai clienti: prima erano pochi visionari di nicchia e Vogue costituiva l’unica fonte di informazione della moda; oggi c’è un mondo che consuma il fashion come la musica attraverso una miriade di media. Certo, le sfilate erano uno straordinario spettacolo dal vivo come l’opera lirica. Ma dopo il teatro, sono arrivati il cinema, la televisione. E adesso il digitale”.

 

A Milano

Nel frattempo, a Milano la Camera Nazionale della Moda Italiana ha lanciato il suo nuovo manifesto, Milano Digital Fashion Week – July Issue, in scena dal 14 al 17 luglio nella capitale lombarda. La manifestazione vuole rappresentare una risposta concreta all’esigenza di promozione e di business dei tanti brand che, superata la fase di emergenza, avranno la possibilità di presentare, all’interno di un calendario digitale, le collezioni uomo primavera/estate 2021 e le pre-collezioni uomo e donna primavera/estate 2021. Un modello di riferimento, insomma, per le future settimane della moda, laddove più lontano, a Shanghai, il format della fashion week digitale è comunque ormai la nuova normalità.

 

Il futuro

Nel frattempo, a Milano la Camera Nazionale della Moda Italiana ha lanciato il suo nuovo manifesto, Milano Digital Fashion Week – July Issue, in scena dal 14 al 17 luglio nella capitale lombarda. La manifestazione vuole rappresentare una risposta concreta all’esigenza di promozione e di business dei tanti brand che, superata la fase di emergenza, avranno la possibilità di presentare, all’interno di un calendario digitale, le collezioni uomo primavera/estate 2021 e le pre-collezioni uomo e donna primavera/estate 2021. Un modello di riferimento, insomma, per le future settimane della moda, laddove più lontano, a Shanghai, il format della fashion week digitale è comunque ormai la nuova normalità.

Sul fronte internazionale, dopo l’Italia il testimone passerà a Londra, che tramite il British Fashion Council aveva annunciato dal 12 al 14 giugno l’avvio di una piattaforma gender neutral puntando tutto sullo storytelling dei creativi della moda britannica, e infine a Parigi, dove la Fédération de la Haute Couture et de la Mode ha fatto sapere che dal dal 9 al 13 luglio saranno presentate sul web le nuove collezioni uomo primavera estate 2021.