E’ possibile superare la crisi da sovraindebitamento? La giurisprudenza dispone gli strumenti per migliorare la propria situazione economica. In soccorso ecco la legge n. 3 del 2012, recentemente modificata dall’art. 4-ter del DL n° 137 del 2020. Stiamo parlando del Decreto ristori omnibus, convertito in legge n. 176 del 2020). Ebbene, gli articoli dal 6 al 16, disciplinano le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento, quelle “paraconcorsuali”. L’incapacità di assolvere alle proprie obbligazioni coinvolge tutti: le imprese, il consumatore e gli enti privati senza scopo di lucro. Vediamo come si può intervenire per appianare i debiti, seguendo scrupolosamente i dettami normativi.

Il sovraindebitamento

Le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento sono tre:

  • l’accordo di composizione delle crisi da sovraindebitamento;
  • il piano del consumatore;
  • la liquidazione del patrimonio del debitore.

La liquidazione del patrimonio è alternativa alle prime due ma ha le stesse finalità. Nota importante per il consumatore, anche in veste di socio di una società in nome collettivo (Snc) o accomandatario di una società in accomandita semplice o per azioni (Sas o Sapa). Quindi, se è illimitatamente responsabile per le obbligazioni sociali, può essere soggetto alle procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento solo per i debiti estranei a quelli della società.

Imprese e professionisti

Le piccole imprese individuali o collettive a cui si applicano queste procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento, non possono essere assoggettate alle procedure concorsuali. Tali imprese devono avere le seguenti caratteristiche:

  • ultimi tre esercizi o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, un totale annuo dell’attivo dello stato patrimoniale inferiore o uguale a 300.000 euro;
  • ricavi lordi, negli ultimi tre esercizi o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, per un ammontare annuo inferiore o uguale a 200.000 euro;
  • hanno un ammontare totale di debiti, anche non scaduti, inferiore o uguale a 500.000 euro.

Non sono soggette a fallimento anche le imprese agricole. Stesso discorso per i lavoratori autonomi: nessuna norma della legge 3/2012 li esclude dall’applicazione delle procedure previste.

Le funzioni dell’OCC

In tutti questi casi, il debitore deve essere assistito da un Organismo di Composizione delle Crisi da sovraindebitamento (OCC). Si tratta di un’istituzione, imparziale ed indipendente, che

  • fornisce informazioni sul sovraindebitamento;
  • valuta le richieste di chi vuole attivare la procedura
  • nomina i gestori delle crisi.

Tali organismi sono disciplinati dall’art. 15 della legge in esame, attuato dal Decreto del Ministero della Giustizia n. 202 del 2014.

Lo stesso decreto, inoltre, disciplina:

  • i requisiti e le modalità per l’iscrizione;
  • la formazione e la gestione dell’elenco degli iscritti;
  • la determinazione dei compensi e dei rimborsi spese spettanti agli organismi a carico dei soggetti che ricorrono ad una delle procedure per la composizione delle crisi da sovraindebitamento (art. 1 del D.M. 202/2014).

Indipendenza e professionalità

Gli OCC possono essere costituiti dagli enti pubblici che diano adeguate garanzie di indipendenza e di professionalità (art. 15 della Legge 3/2012). Insieme alla domanda di iscrizione nel registro, gli organismi devono depositare presso il Ministero anche il loro regolamento di procedura. In particolare, gli organismi di mediazione costituiti dalle Camere di Commercio, dagli Ordini Professionali degli avvocati, dei commercialisti e dei notai ed il Segretariato sociale di cui all’art. 22, comma 4, lettera a), della legge n. 328 del 2000 sono iscritti di diritto.