“Ti piace vincere facile…”, diceva una pubblicità, piuttosto ammiccante, solo qualche tempo fa. Ebbene, bisogna fare attenzione. In ogni campo, chi offre prodotti a prezzi eccessivamente stracciati, oppure con – all’apparenza – numerose agevolazioni, spesso sta facendo qualcosa di ingannevole, quanto meno. Un pò il caso dei portali Internet e digitali che offrono credito al consumo. Ebbene, in oltre un caso su tre (36%), stanno violando le normative di tutela dei consumatori. A rivelarlo è la Commissione europea, che ha realizzato un monitoraggio in collaborazione con le autorità di vigilanza nazionali su 118 siti Internet. Lo studio ha fatto emergere una serie di elementi preoccupanti. A cominciare dalla mancanza o dall’incompletezza di informazioni chiave, come sul costo del credito stesso, sui tassi di interesse e sull’obbligo di stipulare un’assicurazione.

Il credito al consumo: criticità

Criticità acuite dall’emergenza pandemica. Utilizzata, da molti individui senza scrupoli, che pur di fare business si sono “dimenticati” di specificare, nei portali dedicati, di indicare una serie di raccomandazioni. Fondamentali. Quali? Ad esempio, le regole che consentono al debitore di chiedere rinvii dei pagamenti. Secondo il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, con la pandemia si è assistito ad un “proliferare” dell’offerta online di credito al consumo. Proprio questa situazione di crisi, rende ancora più importante la tutela dei consumatori e il rispetto dei loro diritti, “con informazioni che devono risultare chiare e complete”. Un mercato, quello del credito a consumo, che fa gola a tanti, visto che le ultime proiezioni dicono che tra il 2021 e il 2025 crescerà ad un ritmo considerevole.

L’orientamento dei cittadini

L’orientamento dei cittadini sulle scelte di consumo è molto cambiato, a seguito proprio della pandemia. In una recente ricerca della Commissione Europea sugli effetti del Covid su come la gente ha deciso di spendere i suoi soldi, emergono dati interessanti. Intanto, ecco il consolidamento dell’e-commerce: il 71% dei consumatori ha fatto acquisti online nel 2020. In media il 38% era preoccupato della capacità di pagare le bollette nel mese seguente (ma con forti differenze nazionali nelle preoccupazioni finanziarie).  Il 42% dei consumatori ha valutato di posticipare un acquisto importante e l’80% ha deciso di non fare alcun programma di viaggio fino a quando la situazione non fosse tornata alla normalità nel proprio paese.

Le botteghe sotto casa

Un dato positivo sembra invece scaturire dalla sensibilità ecologica. Il 56% dei consumatori ha affermato che le preoccupazioni ambientali hanno influenzato le decisioni di acquisto. Il 67% ha scelto di acquistare prodotti migliori e compatibili per l’ambiente, anche se più costosi. La pandemia ha poi facilitato il rapporto con i negozi di vicinato. L’81% dei consumatori ha fatto spesa nelle botteghe sotto casa, sostenendo le attività commerciali locali. Non è invece cambiata la conoscenza dei diritti dei consumatori, che è rimasta bassa, al 27%.