Effetti del Coronavirus su Economia. Piero Fattori: “Gli imprenditori abbiano visione ottimistica e sappiano cogliere le nuove opportunità del mercato”

Intervista al partner di Valorimpresa Consulting: “Niente allarmismi e adottare strategie innovative. Bisogna sapersi reinventare”

Gli effetti del Coronavirus, oltre che sul piano sanitario e sociale, stanno avendo un impatto davvero negativo sull’Economia del nostro Paese.

Secondo Confcommercio, il protrarsi dell’emergenza oltre aprile-maggio potrebbe tradursi in una riduzione del Pil dello 0,3-0,4%. A tal proposito, ecco il pensiero di Piero Fattori, partner di Valorimpresa Consulting: un’analisi a 360 gradi sulle possibili conseguenze per il tessuto imprenditoriale italiano, le misure da cogliere e le possibili strategie da seguire per non rimanere risucchiati da una crisi che potrebbe rivelarsi davvero preoccupante.

Piero Fattori, gli analisti parlano di una crisi “trasversale”: è proprio così?

L’impatto del coronavirus è certamente notevole in ampi strati dell’economia del nostro Paese. Con alcuni settori che stanno soffrendo di più: penso al turismo e a tutto l’indotto, alle attività dedicate alla collettività, come eventi sportivi, la moda, attività ludiche e di ristorazione.

A pagare dazio saranno dunque le aziende italiane?

Sicuramente quelle che hanno rapporti economici privilegiati con la Cina e in generale l’Asia orientale. In particolare, quelle che hanno dislocato gli impianti in quelle zone stanno già scontando parecchio in termini economici.

Un’altra variabile da tenere in considerazione è quella del tempo. Ad oggi non sappiamo quanto durerà l’emergenza e quindi gli investimenti sono fermi. Come ValorImpresa lavoriamo molto con i fondi: quelli che operano sui settori esposti attualmente sono attendisti.

Certo, quello italiano rimane sempre un mercato particolarmente appetibile ma è ovvio che in questo momento per il protrarsi dell’allerta coronavirus l’economia è ferma.

Quali sono, dunque, i consigli che si possono dare agli imprenditori per “convivere” con la crisi?

Nonostante tutto, bisogna avere una visione ottimistica: la crisi si potrà superare solo con un approccio razionale alle difficoltà. Lo schema è semplice: niente allarmismi, individuare soluzioni e strategie, pensare alle difficoltà come una nuova opportunità.

Difficoltà come nuova opportunità?

Proprio così: quando si è messi alle strette, si scoprono energie e risorse non comuni. Bisogna sapersi reinventare. Un esempio? La scarsità di approvvigionamenti porta magari ad individuare nuovi fornitori con i quali si possono intrecciare relazioni lavorative interessanti e più vantaggiose rispetto al passato.

Come si dice: quando si chiude una porta, è la volta buona che si apre un portone…

Anche le borse internazionali stanno risentendo del Coronavirus: qual è il suo pensiero a tal proposito?

Il meccanismo al quale stiamo assistendo è l’amplificazione del processo di speculazione finanziaria, un trend che piace molto alle borse e ai mercati. In periodi di incertezze, si possono acquisire rami di aziende a prezzi concorrenziali e dar vita ad operazioni a più alto rischio ma anche a più alto rendimento.

Una crisi che sta portando, tra l’altro, ad una vera e propria rivoluzione “high tech”, se così possiamo definirla…

A causa del coronavirus molti incontri e riunioni sono stati annullati. Insomma, sta sempre più prendendo piede la ‘videoconference’, in Italia non molto diffusa, almeno sino ad oggi. Si tratta di una nuova frontiera: costi molto ridotti, conference call più brevi e concrete, ottimizzazione dei tempi, decisioni dunque immediate. Un modo di operare che certamente renderà più efficiente il sistema e porterà anche ad un cambiamento dei comportamenti. Un’opportunità che gli imprenditori e i manager italiani devono saper cogliere al volo.

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