Italiani popolo di formichine, che lavorano sodo per mettere da parte le provviste in vista dei tempi duri e dei mesi freddi… Ecco, la storiella della formica e della cicala ben si addice agli abitanti del Bel Paese. Che in tempi di pandemia – e a maggior ragione con il rischio di un nuovo lockdown – stanno facendo crescere sempre di più i loro risparmi in banca. A confermarlo è il recente bollettino dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana. Nel mese di agosto 2020, il tasso di crescita dei depositi è stato in forte aumento un po’ in tutta Europa. In Italia, quello delle famiglie ha fatto registrare un +5,2% su base annua. Un trend notevole anche per le imprese, con un incremento del 18,2%. Numeri che sono confermati anche a settembre.

I risparmi delle famiglie e delle imprese

Secondo i dati ufficiali della BCE, tra gennaio ed agosto 2020 la dinamica dei depositi ha evidenziato una accelerazione particolarmente significativa. Sugli scudi la Francia, con una variazione su base annuale del 7,3%, con punte anche del 15,4%. Altri dati interessanti: in Germania i depositi hanno fatto segnare crescite del 3,2% sino al 5,4%. In Italia, da +6,2 a +6,6%. Prendendo in esame l’area euro nella sua complessità, l’incremento di depositi fluttua da +4,5 a +8,5%. Se invece si analizza la dinamica dei depositi, si nota come il forte trend rialzista riguardi soprattutto le imprese. Nel dettaglio, ad agosto 2020: in Francia i depositi delle imprese sono cresciuti del 29,2% su base annuale (+8,9% per le famiglie); in Germania del 13,1% (+5,1% famiglie). In Italia del 18,2%, con un +5,2% per le famiglie. Infine, per l’insieme dei Paesi dell’area dell’euro, i depositi delle imprese sono cresciuti del 18,3% mentre quelli delle famiglie del 6,4%.

Il trend di settembre

I numeri positivi sembrano confermati anche per settembre. Pollice su per i depositi, dunque. Secondo le prime stime del SI-ABI, lo scorso mese la raccolta da clientela del totale delle banche in Italia, è salita del 6,1% rispetto ad un anno prima. Un dato rappresentato dai depositi a clientela residente (depositi in c/c, depositi con durata prestabilita al netto di quelli connessi con operazioni di cessioni di crediti, depositi rimborsabili con preavviso e pct; i depositi sono al netto delle operazioni con controparti centrali) e dalle obbligazioni (al netto di quelle riacquistate da banche).  Più in particolare, la raccolta bancaria da clientela residente è risultata pari a 1.909 miliardi di euro. Basti pensare che prima dell’inizio della crisi – a fine 2007 – l’ammontare della raccolta bancaria si ragguagliava a circa 1.549 miliardi di euro.

Depositi su, obbligazioni giù

In dettaglio, i depositi da clientela residente (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine al netto delle operazioni con controparti centrali, dei depositi con durata prestabilita connessi con operazioni di cessioni di crediti) hanno registrato a settembre 2020 una variazione tendenziale pari a +8%. Segnando un aumento in valore assoluto su base annua di oltre 125 miliardi di euro. L’ammontare dei depositi ha raggiunto, quindi, quota 1.682 miliardi. Capitolo diverso per le obbligazioni, con una variazione annua negativa pari al -6,3% (-6,6% il mese precedente). L’ammontare delle obbligazioni risulta pari a circa 227 miliardi di euro.