Il mercato del lavoro? Una polveriera pronta a saltare in aria. Da un momento all’altro. Come l’occupazione, che sarà sempre di più un problema per milioni di persone in tutto il mondo. E le conseguenze, nefaste, saranno visibili ancora per almeno due anni. Le conseguenze della pandemia da Coronavirus saranno visibili sul mercato del lavoro fino ai prossimi due anni. E’ quanto emerge da una recente ricerca condotta da Goldman Sachs, società americana, leader a livello internazionale per quanto concerne gli investimenti bancari, i servizi finanziari e il mercato dei titoli. Stando agli analisti del gruppo newyorkese, la situazione più critica si registrerà proprio negli Stati Uniti.

Una pandemia “democratica”

Attualmente, dal Texas al Nebraska, nel “Grande Paese” la crisi da Covid-19 è stata davvero terrificante, con quasi 2 milioni di contagi e oltre 100 mila decessi. Va da sé che in una situazione così grave, è proprio l’economia a risentirne. Tanti i posti di lavoro che si stanno perdendo giorno dopo giorno. E non solo tra i precari e la working class. Ma anche nelle alte sfere finanziarie e dirigenziali delle multinazionali. Insomma, il Coronavirus, in questo senso, è “democratico” e non guarda in faccia a nessuno.

Le politiche del lavoro

A rincarare la dose, con tanto di dati e percentuali, ci pensa Jan Hatzius, capo economista di Forbes. Stando alle sue proiezioni, la disoccupazione negli Stati Uniti salirà fino al 25%. E il picco, vale a dire il numero più alto di persone che rimarrà a casa, resterà elevato più a lungo di quanto previsto inizialmente. E il confronto con l’Europa non pare deporre a favore della Casa Bianca. Nell’analisi proposta da Hatzius si sottolinea come nel Vecchio Continente si persegua la politica dell’incentivo dei sussidi salariali. L’obiettivo è chiaro: conservare il posto di lavoro. Negli Stati Uniti si sta agendo in maniera opposta: il presidente Trump ha avallato una strategia legata essenzialmente all’erogazione veloce e indiscriminata di sussidi di disoccupazione. Il risultato? Molti americani hanno deciso di incrociare le gambe, sdraiarsi sul divano e rinviare a data da destinarsi la ricerca di un nuovo impiego.

Disoccupazione all’8% nel 2021

I numeri sono chiari. E non promettono nulla di buono. Bisogna guardare al prossimo futuro e i segnali negativi sono già evidenti. Secondo Hatzius nel 2021 il tasso di disoccupazione si attesterà intorno all’8%, rimanendo su livelli dunque ben superiori rispetto a quelli di altri Paesi avanzati economicamente. Insomma, gli Stati Uniti tremano. Anche perché stando a quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, solo nell’ultima settimana sono stati 2 milioni e 123 mila i nuovi lavoratori hanno fatto richiesta per i sussidi. Nelle ultime 10 settimane, da quando è iniziata l’emergenza legata al Coronavirus negli Usa, oltre 41 milioni di lavoratori ne hanno fatto richiesta. In totale, siamo quasi a quota 25 milioni di sussidi distribuiti in tutto il Paese. Mica bruscolini…