Sarà ricordato come primo presidente di Confindustria eletto “online”. Proprio così: perché Carlo Bonomi, imprenditore di Crema classe ’66, è stato indicato come “presidente designato” con il favore di 123 componenti del Consiglio Direttivo sui 183 voti espressi.

A distanza: o se meglio preferite, per via telematica. Il 20 maggio l’elezione definitiva nell’assemblea privata di viale dell’Astronomia.

Eh già, proprio così: questo maledetto virus sta davvero cambiando, e anche a velocità siderali, le nostre modalità operative quotidiane, ad ogni livello ed in qualsiasi ambito.

Fino a poco tempo fa, la tecnologia e il suo utilizzo erano considerate opportunità importanti, in alcuni casi essenziali. Ma raramente legati alla sopravvivenza del nostro sistema economico, politico e sociale. E invece in due mesi tutto è cambiato: oggi il digitale, l’high tech è intrinseco nella vita del pianeta. 24 ore su 24.

Dipendiamo totalmente dai computer e dai cellulari, per dirla in maniera piuttosto semplicistica. E siamo sicuri che la presidenza di Carlo Bonomi risentirà pesantemente di questo nuovo “life style”.

Carlo Bonomi: tecnologia e innovazione nel dna

L’imprenditore lombardo, attivo nel settore biomedicale, è avvezzo alla tecnologia e all’innovazione: alla guida di Assolombarda dal 2017, Bonomi è presidente di Synopo, azienda italiana che commercializza apparecchiature elettromedicali.

E che la tecnologia e la ricerca del nuovo debba essere la guida di ogni imprenditore illuminato, Bonomi lo sostiene da tempo. Tanto che nel 2018, ad un’assemblea di Assolombarda, sentenziò:

“Essere imprenditori è avere il senso del rischio, guardare a nuovi mercati, ricercare e attuare maniacalmente l’innovazione, perseguire la crescita con tutti i nostri collaboratori”.

Un manifesto dei nostri tempi, si potrebbe dire, devastati dal Covid-19 ma proprio per questo da cogliere come una opportunità per rimettersi in gioco.

La mission di Carlo Bonomi

Intanto, le idee di Bonomi sono piuttosto chiare e sa che le imprese per riprendersi hanno bisogno di una cosa sola, immediata e senza troppi intoppi burocratici: i soldi per andare avanti. L’imprenditore lombardo lo ha ribadito anche in televisione:

“C’è bisogno di un bazooka di liquidità. Se ci sono le condizioni per prendere i soldi dall’Europa, vanno presi. Piuttosto pensando all’Italia sarebbe il caso che lo Stato paghi i propri debiti nei confronti delle imprese, oppure venga data alle aziende la possibilità di compensare i debiti con i crediti”.

Appunto, quello che chiedono un po’ tutti: cash per andare avanti, pagare i dipendenti, programmare il futuro. E magari senza il macigno di scartoffie, balzelli e documenti che servono prima di avere il conto corrente un po’ più gonfio in tempi di vacche magre.

Bonomi ne è consapevole:

“La drammaticità di questo momento ci offre una grande opportunità, di cambiamento del Paese rispetto al problema della burocrazia, che spero non si voglia affrontare con una nuova task force. Impone anche a noi imprenditori una trasformazione del mondo del lavoro, già iniziata con l’industria 4.0. Oggi cambia completamente anche la parte organizzativa del lavoro”.

Conclusioni

C’è bisogno di un nuovo modello economico, insomma. La fase dell’incertezza è ancora troppo ampia e fare troppi voli pindarici potrebbe bruciare le ali di molti.

Ecco perché “La priorità è capire come riapriremo noi e i nostri collaboratori in sicurezza; non c’è antagonismo fra e lavoro, è cambiato il paradigma, non mettiamo in sicurezza gli italiani non riaprendo le fabbriche. Ma come mettiamo in sicurezza le fabbriche per salvaguardare gli italiani?”.

La Fase 2 sarà da scoprire, giorno dopo giorno. Per tutti.

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