Prorogato anche per gli anni 2020 e 2021 il “bonus pubblicità”, agevolazione fiscale studiata per aiutare le imprese del settore dell’editoria. Come si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate, si tratta di un credito d’imposta per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali. Istituito nel 2018, il bonus pubblicità è legato agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Ora, la legge di bilancio 2021 ha confermato i valori modificati dal “Decreto Rilancio” del 2020. In soldoni: l’agevolazione del 50% sugli investimenti senza necessità del valore incrementale dell’1% rispetto agli investimenti degli anni precedenti. La nuova misura, però, apporta delle modifiche al limite di spesa e ai media disponibili. Vediamole nello specifico.

Il bonus pubblicità

La novità principale è la seguente. Per gli anni 2021 e 2022 è possibile ottenere il 50% di credito d’imposta senza i vincoli di spesa degli anni precedenti. A condizione che gli investimenti riguardino giornali e periodici, anche digitali. Di fatto, vengono escluse le attività su radio e TV locali e nazionali. La normativa originale, invece, prevedeva un’agevolazione del 75% e l’obbligo di incremento di spesa dell’1% da un anno all’altro per recuperare i costi di investimenti delle spese pubblicitarie effettuati su radio, TV, giornali e periodici (non partecipati dallo Stato) anche in versione digitale. I beneficiari ammessi al bonus possono utilizzare il credito maturato solo in compensazione F24. Quindi, senza rimborsi cash ma – appunto – con “crediti d’imposta”, utilizzabili per il pagamento di altri tributi F24.

I beneficiari del bonus

I soggetti che possono richiedere l’agevolazione sono sempre gli stessi. Vale a dire:

  • imprese (grandi e piccole);
  • lavoratori autonomi;
  • enti non commerciali.

Al credito d’imposta possono accedere gli investimenti per l’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su testate editoriali. Come indicato dal legislatore: “giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, in edizione cartacea o digitale, iscritti presso il competente Tribunale, ovvero presso il menzionato Registro degli operatori di comunicazione, e dotati in ogni caso della figura del direttore responsabile”. Questo è un aspetto molto importante per chi intende fare pubblicità sui canali digitali. Da ricordare, infatti, che le attività promozionali su siti e/o portali che non hanno un direttore responsabile, l’iscrizione al ROC o al Tribunale, non possono beneficiare dell’agevolazione.

Come accedere all’agevolazione

Ecco, invece, le forme di pubblicità che non possono usufruire del credito d’imposta. Tra le tante, citiamo: grafica pubblicitaria su cartelloni fisici, volantini cartacei periodici, pubblicità su cartellonistica, pubblicità su vetture o apparecchiature. E ancora: pubblicità mediante affissioni e display, pubblicità su schermi di sale cinematografiche, pubblicità tramite social o piattaforme online. La richiesta di agevolazione va inviata per via telematica all’Agenzia delle Entrate dal 1° al 31 marzo di ciascun anno, indicando correttamente le spese sostenute e da sostenere e identificare quelle ammissibili per l’agevolazione. Per completare l’iter e poter accedere al credito occorre inviare una dichiarazione nel mese di gennaio dell’anno successivo, che attesti gli investimenti effettuati.