Ormai da qualche settimana, nel dibattito europeo, si parla apertamente dell’utilizzo dei bond perpetui. 

Uno strumento finanziario che forse più di altri, potrebbe aiutare gli stati ad affrontare la recessione a cui sta andando incontro il nostro continente. 

La questione è venuta fuori alcune settimane fa’,  grazie a un’indiscrezione pubblicata dal quotidiano spagnolo El Pais. Questi infatti, ha reso pubblico un documento intitolato Spain’s Non-Paper on a European Recovery Strategy.

Il paper in questione fu’ presentato dal giornale come una bozza redatta direttamente dal governo spagnolo.  In questa era contenuta la proposta che il premier Sanchez intendeva presentare ai leader europei per affrontare la crisi. 

Nel documento pubblicato dal quotidiano spagnolo, si ipotizzava la creazione di un fondo obbligazionario gestito direttamente dall’UE.  Questo fondo doveva essere progettato per raccogliere una determinata cifra tra gli investitori, fissata intorno ai 1.500 miliardi, attraverso l’emissione di bond perpetui. 

Una proposta molto diversa da quelle che erano state messe sul campo fino a quel momento sia dalla Francia che dall’Italia. 

Ancora oggi, non esistono delle vere e proprie conclusioni scritte sulle proposte messe sul banco dai vari leader europei in queste infinite trattative per accordarsi su come affrontare la recessione. 

Ma la totale mancanza di smentite ufficiali da parte del governo guidato da Pedro Sanchez, ha implicitamente confermato che il giornale aveva pubblicato un documento autorevole. 

La proposta avanzata dalla Spagna prevede dunque un fondo che deve essere finanziato attraverso l’emissione di bond perpetui emessi direttamente dall’Unione Europea, che si farà carico degli interessi, trasferendo poi le risorse raccolte agli stati sotto forma di trasferimento perduto. 

Ma cosa sono esattamente questi bond perpetui proposti dalla nazionale spagnola?

Bond perpetui: cosa sono e quali sono le loro caratteristiche

Il bond perpetuo è semplicemente un’obbligazione che non possiede alcuna data di scadenza. 

L’investitore che decide di acquistarlo, è consapevole dunque del fatto che la cifra che ha impiegato per acquisirlo, potrebbe anche non venire mai rimborsata da colui che ha emesso questo tipo di obbligazione. 

L’unico modo che dispone infatti per rientrare dall’investimento fatto, consiste nel rivendere nuovamente questo bond sul mercato. 

Parliamo dunque di un tipo di prestito che non possiede alcuna data di scadenza e alcuna certezza di rimborso rispetto alle obbligazioni tradizionali. I bond “tradizionali” infatti, possiedono sempre una scadenza entro la quale si assicura all’investitore la restituzione con gli interessi dell’investimento effettuato. 

L’emissione di questo bond perpetuo permette all’emittente di rafforzare in maniera considerevole il proprio patrimonio.

Questo è dovuto al fatto che la mancanza di una data di scadenza per rifondere l’obbligazione, permette di assimilare il debito contratto al patrimonio dell’emittente. 

Bond perpetui: ma allora qual è il vantaggio per l’investitore?

Il vantaggio di acquistare i bond perpetui deriva dal fatto che il tasso di interesse stabilito per questo tipo di obbligazioni è più alto della media di mercato.

Oltretutto il pagamento degli interessi non è necessariamente perpetuo. Infatti quando si emette questa particolare tipologia di bond, si inseriscono in genere delle clausole in cui viene inserita la possibilità che l’emittente possa decidere di rimborsare il prestito in qualunque momento lo ritiene opportuno. 

L’emittente infatti, attraverso l’emissione di questo tipo di obbligazione, non cerca un modo per non ripagare mai l’investitore.

Lo scopo è piuttosto quello di finanziarsi senza vincoli di scadenza per quanto riguarda il rimborso, in quanto il quadro economico potrebbe portarlo in sofferenza in qualsiasi momento.

Solitamente i più interessati all’acquisto di bond perpetui sono gli investitori istituzionali.

Questi per loro natura ricercano sempre di acquistare quei prodotti e quelle obbligazioni che assicurano il rendimento più alto. Anche perché rispetto ad un normale azionista, la loro solidità patrimoniale li rende in grado di affrontare i rischi derivanti dall’acquisto, con relativa tranquillità. 

Naturalmente, affinché il trader possa trarre profitto da questa operazione, per rivendere un bond perpetuo deve aspettare il momento in cui di tassi di interesse sono inferiori di quelli stabiliti al momento della sottoscrizione. 

Cosa succede se l’emittente fallisce?

Nel caso in l’emittente fallisca, è quasi impossibile per colui che ha acquistato un bond perpetuo rientrare dall’investimento.

Anche perché la legislazione vigente in materia, lo equipara come un debito subordinato.

Questo significa che esso può essere rimborsato, soltanto nel momento in cui vengano ripagati tutti i creditori che hanno la precedenza rispetto ai semplici azionisti. 

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