Dopo aver affrontato, nella prima parte dell’approfondimento sui termini per l’approvazione del bilancio 2019 ai tempi del Coronavirus, in questo secondo articolo analizzeremo una serie di questioni tecniche relative ai dati da inserire nel bilancio da parte delle imprese.
Il Coronavirus si è diffuso, nel nostro Paese, a partire dal mese di febbraio 2020; in tal senso, con riferimento ai soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare, successivamente alla chiusura dell’esercizio 2019. Come specifica l’art. 2427, comma 1, n. 22-quater, del Codice Civile, l’emergenza epidemiologica non rientra tra i fatti successivi alla chiusura dell’esercizio che devono essere recepiti nei valori (attività e passività) di bilancio. La competenza slitterà dunque all’esercizio 2020, con tanto di Nota Integrativa.

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La Nota Integrativa

La Nota indicherà gli effetti che la pandemia produrrà, presumibilmente, sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell’impresa. Si tratta di stime, naturalmente, che potranno cambiare in corso d’opera, vista l’incertezza della situazione e la fase emergenziale. Analoga informativa deve essere fornita nei bilanci redatti in forma abbreviata. Mentre risultano escluse le micro imprese, salvo che le stesse redigano la Nota integrativa in via volontaria.
Un’altra informazione utile: il Coronavirus non può determinare la rilevazione, nel bilancio 2019, di un fondo rischi ed oneri. Tali poste contabili non possono essere utilizzate per rettificare i valori dell’attivo, coprire rischi generici o effettuare accantonamenti per oneri o perdite derivanti da eventi avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio.
La pandemia potrà, invece, incidere sulla scelta di distribuire gli utili relativi all’esercizio 2019. Sarà auspicabile un loro accantonamento a riserva, proprio per gestire l’emergenza nell’anno in corso.

L’informativa nella Relazione sulla gestione

Non solo la Nota . Sarà necessario redigere un’accurata informativa, con riferimento al bilancio chiuso al 31 Dicembre 2019, anche nella Relazione sulla gestione. In particolare, nella Relazione sulla gestione relativa al bilancio chiuso al 31 dicembre è opportuno fornire:
  • nella “Parte generale”, un iniziale inquadramento dell’attuale situazione di emergenza e dei relativi impatti sull’operatività e sulle performance economiche e finanziarie dell’impresa e del settore in cui opera;
  • nella sezione conclusiva “Evoluzione prevedibile della gestione”, un focus sugli effetti, consuntivati e stimati, dell’emergenza sull’andamento dei primi mesi del 2020 e sulla restante parte dell’esercizio, nonché una descrizione dei rischi individuati.

I presupposti della continuità aziendale

L’emergenza Coronavirus potrebbe far venire meno il presupposto della continuità aziendale o “going concern” (art. 2423-bis, comma 1, n. 1, del Codice Civile). Si tratta, in soldoni, della capacità aziendale di continuare a costituire “un complesso economico funzionante destinato alla produzione di reddito per un arco temporale futuro di almeno 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio”. In relazione all’esercizio solare 2019, occorre, quindi, riferirsi almeno al periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2020.
In particolare, laddove gli amministratori manifestino motivatamente l’intendimento di proporre la liquidazione della società o di cessare l’attività operativa, oppure laddove le condizioni gestionali della società peggiorino, occorre considerare se, nella redazione del bilancio 2019, sia ancora appropriato basarsi sul presupposto della continuità aziendale.
Se tale presupposto non risulta essere più appropriato al momento della redazione del bilancio, occorre riflettere in tale documento l’effetto che l’epidemia determina sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico alla data di chiusura dell’esercizio.